Vivavoce - Rivista d'area dei Castelli Romani

RIVISTA D'AREA DEI CASTELLI ROMANI

Biblioteca di Trimalcione

Memoir gastronomico-sentimentale

Aromi, sapori, emozioni e ricordi dalla Casa nel bosco dei fratelli Gianrico e Francesco Carofiglio…

"Sempre prima della partenza, c'era un senso di attesa, come una lieve febbre dell'anima. Le cose che ci sarebbero accadute quella stagione avrebbero cambiato per sempre le nostre vite. Ne eravamo certi, ogni volta".

Scritto a quattro mani dai fratelli Gianrico e Francesco Carofiglio, il romanzo "La casa nel bosco", è un viaggio a ritroso nella memoria, una sorta di cronistoria familiare nella quale molti dei lettori non stenteranno a riconoscersi: perché gli eventi, le atmosfere, gli oggetti che animano le pagine del testo, potrebbero essere riferibili a quelli di una qualsiasi famiglia italiana degli anni Settanta, ritratta in molteplici istantanee di un ideale album fotografico denso di storie e personaggi di una stagione irripetibile.

Un racconto incalzante e suggestivo ambientato in Puglia, frutto della collaborazione di due fratelli scrittori, determinati a reiterare l'esperienza di condivisione "creativa" che già nel 2007 li aveva visti compartecipi nella realizzazione della graphic novel "Cacciatori nelle tenebre", edita dalla casa editrice Rizzoli. Impossibile non menzionare l'incipit della narrazione che si apre con il lapidario asserto: "E' tutto accaduto, più o meno", memorabile citazione dal grande romanzo di Kurt Vonnegut jr "Mattatoio n. 5 o la crociata dei bambini. Danza obbligata, con la morte". "Peccato soltanto sia stato già scritto, perché sarebbe stato l'attacco ideale di queste storie" dal momento che è proprio in quel "più o meno" che è racchiusa l'infanzia e l'adolescenza dei protagonisti, un mondo di emozioni fatto di voli senza paracadute e di malcelate onnipotenze. Tutto ciò che viene palesato nel romanzo, affermano gli autori, possiede una propria intrinseca verità, risultanza dello "scarto" tra ciò che è avvenuto e ciò che viene raccontato. L'idea di far confluire ricordi, oggetti, sapori e sensazioni odorose in una storia autobiografica è il risultato di un gravoso e per certi versi ineluttabile viaggio interiore. Un evento luttuoso, come la perdita del padre, diviene per i fratelli Carofiglio un vero e proprio "detonatore della memoria".

Obbligati a tornare nella casa di vacanza di tante estati, al fine di espletare le procedure necessarie per procedere alla vendita dell'immobile, dovranno infatti fare i conti con un passato che riaffiora e che scalfisce le certezze del presente. Ricordi che affondano le proprie radici agli inizi degli anni Settanta, quando la villeggiatura durava non meno di tre mesi - da luglio a settembre; un tempo in cui "in molte case i telefoni in bachelite erano stati appena sostituiti dagli apparecchi di plastica grigi e la 127 era stata nominata auto dell'anno"; un passato dove al bar si bevevano "la gazzosa e il gingerino, la Coca-Cola e la Fanta, dentro quelle belle bottiglie bombate, e il tempo viaggiava a una velocità differente". Nella casa nel bosco, ai bordi della foresta di Mercadante che allora sembrava immensa, due fratelli, sotto lo sguardo vigile di un padre severo, scoprivano il mondo: il calore di amicizie che sembravano indissolubili, la malia misteriosa del sentimento amoroso, la stolida leggerezza di eroiche dimostrazioni di coraggio, tra giochi, scaramucce, raccomandazioni materne e indimenticabili leccornie cucinate da nonna Italia.

Un passato sedimentato nella memoria, ma pronto a riemergere nell'immediatezza di una sensazione scaturita dalla visione di un oggetto, dall'effluvio caratteristico di un luogo o di una stanza, da un sapore indimenticato di una pietanza dell'infanzia, perché il gusto e l'olfatto sono per l'appunto i sensi che guidano i protagonisti nel loro percorso evocativo. Un itinerario di condivisione emotiva che porta due fratelli caratterialmente agli antipodi, con percorsi esistenziali differenti e gusti alimentari alquanto "dissonanti", a rafforzare, attraverso le reminiscenze di un patrimonio di esperienze comuni, l'inscindibile vincolo di sangue che li lega. Nell'alternanza dei capitoli, redatti narrando in prima persona, a turno, da Gianrico e da Francesco, il tema centrale del romanzo è infatti proprio il cibo, che rappresenta il punto di partenza da cui si dipanano le storie dei protagonisti, perché i sapori e gli odori riportati alla memoria, trasportano inevitabilmente nel loro manifestarsi, luoghi dimenticati, personaggi e vicende di vita vissuta. Un ricettario della memoria, quello dei Carofiglio, in cui passato e presente si mescolano, in un tourbillon di dialoghi serrati, ricette di cucina, nostalgie, sorrisi e momenti di commozione, associati in uno stimolante contrasto dagli esiti imprevedibili. Una storia di riconciliazione con se stessi e con il proprio passato che ha il sapore e il profumo di una torta di ricotta preparata insieme... A completare il testo un appendice golosa costituita da una raccolta di ricette di primi piatti della cucina tradizionale pugliese, reinterpretati dai fratelli Carofiglio: sette piatti per sette giorni, sette ricette di facile esecuzione di cui si parla nelle storie del libro e che, particolare rilevante, piacciono a entrambi!!!

[...] La ricetta di zio Franco, la frittata di pasta e gli spaghetti all'assassina sono i miei piatti preferiti, fra quelli che sono capace di preparare. Cucina di sopravvivenza e degli avanzi. In questo, zio Franco era uno specialista e la sua ricetta ("Spaghetti alla San Giuannid", ndr) nacque a Firenze, una sera d'inverno che eravamo a casa sua, affamati, con la dispensa e il frigo semivuoti. Riuscimmo a trovare un barattolo di olive nere, del pane raffermo, un vasetto di acciughe, una testa d'aglio, un pacco di spaghetti alla chitarra e dei peperoncini. Indossando un buffo grembiule, bevendo di tanto in tanto un sorso di vino - quello, le sigarette e l'olio buono non mancavano mai -, zio Franco si inventò questo piatto sopraffino che negli anni avremmo ripetuto e perfezionato anche con altri ingredienti: pomodorini, pinoli, mandorle, pecorino, erbe. Una specie di ricetta aperta con una sola regola ineludibile: gli spaghetti di zio Franco devono essere piccanti. Come devono essere molto piccanti quelli all'assassina, diretti discendenti della pasta riscaldata di certe cene degli anni Sessanta, quelle in cucina, sul tavolo di formica, sotto la luce gialla delle lampade a campana [...]

La ricetta: Spaghetti dell'assassina (leggi la ricetta)

[...] Ripartiamo dalla foresta di Mercadante che è quasi mezzogiorno, dopo aver chiuso per l'ultima volta il vecchio cancello. Guida Francesco, adesso. La vecchia Mini è piena di borse e oggetti e roba da mangiare - quella avanzata dalla cena di ieri. [...] «Dovremmo arricchire un po' l'elenco delle cose da mangiare» dico sfogliando gli appunti che ieri ha preso lui e che oggi toccherebbero a me [...]
[Dunque] «Purè di fave e cicorie. Diverse versioni: con pane fritto, con peperoni croccanti, con la cipolla rossa di Acquaviva, cruda.»
«Panino col polpo alla brace.» «Buono, lo facevano a Mola o sulla spiaggia di Torre Canne.
«Riso patate e cozze.» «Perché, tu sai fare riso patate e cozze?»
«Certo» «Come hai imparato?»
«Da una signora di Bari Vecchia, Nennella. Fa delle specie di seminari in dialetto sui piatti tipici, su come si fanno le orecchiette e tutto il resto. A parte le ricette, è meglio di Checco Zalone»
[...] «Va bene, andiamo avanti... orecchiette e rape.»

La ricetta: Orecchiette con le cime di rapa (leggi la ricetta)

 


Per saperne di più
Bibliografia e suggerimenti di lettura


Per ritrovare atmosfere ed oggetti del passato...

  • Francesco Guccini, Nuovo dizionario delle cose perdute, Milano, Mondadori, 2014

Cucina e produzioni tipiche della Puglia

  • Davide Paolini, Enciclopedia dei Prodotti tipici d'Italia, Milano, Garzanti, 2005
  • Giovanna Quaranta, La cucina pugliese. Sapori, colori e profumi del Mediterraneo, Milano, Ponte alle Grazie, 2009
  • Luigi Sada, La cucina pugliese. Un autentico vademecum della tradizione culinaria pugliese. Dalle antiche ricette, riscoperte dal noto storico della gastronomia, ai nuovi ghiotti e gustosi sapori, Roma, Newton Compton, 2010
  • Giorgio Cretì, Cucina di Puglia, Lecce, Capone Editore, 2012
  • Luigi Sada, La cucina della terra di Bari. Storie e ricette, Roma, Orme, 2012
  • Luigi Sada, La cucina pugliese in oltre 400 ricette, Roma, Newton Compton, 2014
  • Puglia, Milano, RCS, 2014 (fa parte di: La grande cucina italiana. Le ricette regionali