RIVISTA D'AREA DEI CASTELLI ROMANI

Natale ai Castelli

Castelli e Presepi

Intervista a un maestro presepista dei Castelli Romani

Particolare presepe

Maestro Presepista dal 2000, Massimo Litta ha 35 anni, è originario di Rocca di Papa ma da qualche anno vive a Frascati. Agente di Polizia Municipale, studia Ingegneria Civile. Negli ultimi anni è stato il Presepista ufficiale della Diocesi di Frascati, realizzando nella Cattedrale di San Pietro diversi presepi monumentali.

Massimo, cosa significa per te essere un artista presepista ?
Significa dar spazio alla creatività, all’estro e alla fantasia senza poter prescindere dal Presepe, da quel che esso rappresenta. Significa spendere almeno 1000 ore di lavoro volontariale per realizzarne uno, solo per cercare di esprimere i contenuti profondi legati alla Natività. Il Presepe è ciò che mi ispira, ma anche il messaggio che sento di dover comunicare.

Parlaci del Presepe con cui hai vinto il II° premio della XX edizione del Concorso Presepi di Roma.
È quello che ho realizzato nel 2001, poliscenico, che abbraccia l’arco di tempo che va dall’Annunciazione all’infanzia di Gesù. Per me è stato l’inizio di un percorso artistico e religioso che si è concluso l’anno successivo, a Pasqua, sempre nella Cattedrale, con un’opera che ha voluto rievocare i misteri pasquali e che ora si trova presso la chiesa Pio X di Grottaferrata.

Il tuo rapporto col territorio? È presente nei tuoi progetti per il futuro?
È talmente forte che i miei progetti si collocano proprio qui. Vorrei che quest’arte si radicasse, ai Castelli. In questo momento sto restaurando dei locali a Grottaferrata dove poter ospitare sia un laboratorio che opere itineranti, personali e di altri autori. Ma il mio sogno riguarda l’istituzione di una vera scuola, permanente e senza fini di lucro, con un museo e grandi spazi espositivi, dove i numerosi presepisti castellani, maestri e appassionati, possano non solo condividere gli aspetti propri del Presepe, ma anche confrontarsi e crescere insieme su quelli legati al territorio e alla sua valorizzazione, perché trovo che i Castelli costituiscano degli splendidi scenari, sia naturali che culturali, per l’ambientazione di un Presepe in stile popolare.

Per la rubrica Natale ai Castelli - Numero 58 dicembre 2006