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Edizione 2021 - 2022

 
 
 
     
   
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Speciale Circeo
La flora del parco
 
 
Il parco del Circeo è formato da quattro ambienti: la foresta, i laghi e altre zone umide, le rupi del promontorio, la costa e l’isola di Zannone. LA FORESTA: La foresta è oggi, la più grande pianura d’Italia.Farnie, cerri e altre essenze arboree crescono in un susseguirsi piatto e intricato insieme con altre specie di provenienza asiatica tipo gli Eucalipti. In primavera si svolge nella foresta demaniale una biciclettata ecologica; varie manifestazioni teatrali all’aperto e a dicembre c’è “il natale del centro storico”, drammatizzazione della natività lungo le vie del paese. I LAGHI: I laghi di Fogliano, dei Monaci, di Caprolace e Sabaudia si estendono da nord a sud, e sono stati inclusi nel parco solo nel 1975. Con i loro complessi 1100 ettari d’estensione costituiscono importanti zone umide del litorale laziale e sono una meta importantissima da visitare. LE RUPI: L’ambiente delle rupi, il primo ad essere tutelato dal parco, è anche quello dove si trovano piante rare come la palma nana e il finocchio marino. LE DUNE: Purtroppo percorse interamente dalla strada litorale che interrompe una preziosa continuità ecologica, sono costituite da sabbie grigie e giallastre depositate per azione eolica (vento) e marina. Questa zona è lunga circa 20 km da Torre Paola al lido di Latina, larga mediamente 200m e lunga fino a 27m, essa ospita tutta la successione di piante “pioniere” in grado di vegetale in ambienti molto difficili: dall’eringio al giglio marino, dal ginepro coccolone al fico degli ottentotti (dai vistosi fiori color fucsia), fino alla macchia mediterranea vera e propria, costituita da piante di mirto, erica, ginepro, rosmarino, ginestra, lavanda selvatica. Ancorate dai cespugli di arbusti e dalle meravigliose piante selvatiche, le dune separano il Mar Tirreno dalla catena dei laghi interni.
 
- La classe - 5 A
 
Rodarilandia - n° 1 di Dicembre 2005
 
 
 
 
   

 

 

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