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La devolution
 
 
Il Governo ha posto la prima pietra per costruire la devolution voluta da Umberto Bossi, ossia la “devoluzione di poteri alle regioni e al sistema delle autonomie locali”. Il Consiglio dei ministri, dopo mesi di discussioni, il 13/12 ha approvato un disegno di legge che trasferisce dalla Stato alle Regioni la competenza esclusiva in materia di scuola, Sanità e polizia locale: il primo, ma significativo passo tanto atteso dal Ministro Bossi. A gennaio scatterà la fase due, sarà cioè modificata la riforma federalista dello Stato. Tempo un anno, ha assicurato Bossi, lo Stato diventerà federalista. Il disegno di legge approvato il 13 dicembre dal Consiglio dei ministri si limita a fissare le materie che saranno di competenza delle regioni; assistenza ed organizzazione sanitaria, organizzazione scolastica, gestione degli istituti scolastici e di formazione, definizione della parte dei programmi scolastici e formativi di interesse specifico della Regione, polizia locale. Il governo dovrà anche prendere una decisione sulla richiesta di Bossi di introdurre l’elezione di 5 giudici della Corte Costituzionale da parte delle Regioni. Sembra essere stata messa da parte almeno per ora la proposta di trasformare uno dei due rami del Parlamento, il Senato in una Camera delle Regioni. Umberto Bossi si può annunciare trionfante perché finalmente “è partita la vera devolution”. “Ora cambia tutto” perché l’Italia “diventa uno stato federalista”. Bossi evita di parlare di vittoria personale anche se è lui il “padre” della devolution. La soddisfazione di Bossi è condivisa dal presidente del Consiglio Silvio Berlusconi che si dice felice perché la devolution è stata approvata “con compattezza”. Ora il parlamento, il centro destra in sintonia con le Regioni, verificheranno quali parti della riforma federalista dell’Ulivo debbono essere modificate
 
- Daria De Stefano - 5 C
 
Mercurio - n° 1 di Gennaio 2003
 
 
 
 
   

 

 

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