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HA ANCORA SENSO LA RICERCA SPAZIALE?
LA LUNA 40 ANNI DOPO
“21 Luglio 1969 , ore 4 e 57- Tanquillity Base- The Eagle has landed”
 
 

“21 Luglio 1969 , ore 4 e 57- Tanquillity Base- The Eagle has landed”

Queste parole (Base Tranquillità- L’ Aquila è atterrata) rimarranno famose nei secoli.

Oggi a quarant’anni di distanza, che  cosa ne facciamo della Luna? Al di là delle celebrazioni, dei ricordi della comprensibile retorica intorno a quella che fu la più entusiasmante impresa umana di ogni tempo, cosa resta di quella notte che tenne il mondo con il fiato sospeso?

“Avevo 26 anni, mi ero laureato da poco, rimasi alzato tutta la notte con grande entusiasmo e senso di fiducia” rievoca Marcello Fulchignoni, docente di astrofisica all’Università Paris- Diderot”. Le ricadute furono emotive, politiche, strategiche. Dal punto di vista scientifico meno, per esplorare la Luna sarebbero bastate e tutt’oggi bastano, sonde robotiche. Ma le ricadute economiche e tecnologiche furono immense. Qualche esempio? I computer e i telefonini cellulari sono nati da “semi” tecnologici di quelle missioni. Furono messi a punto (lo ha ricordato Barack Obama nel suo discorso del 27 Aprile) metodi per la purificazione dell’acqua, sensori per la presenza di gas pericolosi, materiali di costruzione per il risparmio energetico. Non solo, dovendo inviare l’uomo nello spazio in un ambiente ostile, occorreva controllarlo a distanza: furono creati sistemi di ascolto dei ritmi biologici perfezionati e utilizzati negli ospedali (come l’holter) o nella telemedicina e tecnologie che hanno migliorato la dialisi.

“I miliardi di dollari spesi per le missioni Apollo sono rimbalzati sotto forma di benefici per l’economia e la tecnologia” conferma Giovanni Fabrizio Bignami, astrofisico all’istituto Universitario Studi Superiori Iuss di Pavia ed ex Presidente dell’Agenzia Spaziale Italiana.

Se quarant’anni fa, non sono stati soldi e sforzi sprecati, perché non ripetere l’impresa? Riportare l’uomo sul nostro satellite era l’impegno di George W. Bush e di recente Obama ha rilanciato lo stesso messaggio. A volere di nuovo la Luna sono americani, cinesi, giapponesi, indiani, europei. “Alt, facciamo una distinzione: India Giappone, Europa parlano di esplorazione robotica. Solo i cinesi e perciò anche gli americani, intendono missioni umane” chiarisce Bignami. Le ragioni? Andare sulla Luna è facile e regala contratti alle industrie: Ma oggi non avrebbe più senso. Fra i motivi spesso addotti per una rimpatriata lunare c’è la possibilità d sfruttare la presenza di acqua e elio-3 potenziale fonte di energia.

Una base lunare sarebbe utile per le missioni di preparazione, alla fine del 2030 e da lì in poi si potrebbe iniziare a pensare al viaggio su Marte. L’astronave con destinazione Marte però non potrà funzionare con il carburante chimico: per l’esplorazione umana del pianeta rosso bisognerà ideare qualcosa di veramente nuovo per ridurre il viaggio a pochi mesi. Secondo Fulchignoni, l’esplorazione scientifica vale sempre la pena. Anche se continuo a pensare che per fare questo bastino le sonde robotiche, non c’è bisogno di mandare l’uomo nello spazio. Per Bignami invece, ci sono pochi dubbi: bisogna andare sempre avanti. Il viaggio verso Marte sarà un’impresa complessa e costosa, certo. Ma ne varrà la pena. Forse il motivo più convincente e più semplice per scaldare i motori, sia pure nucleari, lo dà Guidoni affermando che i primi uomini hanno attraversato interi oceani, per esplorare altri continenti, ed erano viaggi di sola andata, senza prospettive di ritorno. In questo modo abbiamo raggiunto  tutto il pianeta. Se ci si pone dei limiti, l’evoluzione non va avanti. Non possiamo stare fermi. Siamo fatti così.

Secondo il mio parere la Luna risulta per l’uomo come gli altri pianeti, il luogo di sogni, perché l’essere umano per natura desidera le cose che non può avere o difficili da raggiungere e quindi se la luna fosse vicina a noi non ci sarebbe il minimo interesse. Da un lato sono favorevole a queste imprese perché la scoperta di nuovi mondi ci apre degli orizzonti nuovi, ma d’altra parte il momento di crisi che viviamo ci dovrebbe indurre ad utilizzare il denaro per i popoli più poveri della Terra che necessitano di bisogni primari e per sconfiggere le malattie.

(Lorenzo Tomei - 2B Igea )

Secondo me la conquista della Luna è stata utile per spingere l’uomo a voler conoscere sempre meglio  lo spazio e non si sbaglia ad  investire denaro per conoscere questo luogo che ci apre nuovi obiettivi da raggiungere nel nostro futuro.

(Franco Lattanzi - 2B Igea)

[Le fonti sono state tratte dalla rivista Panorama del 23/07/2009]
 
- Lorenzo Tomei (IGEA) - Franco Lattanzi (IGEA) - 2 B
 
Impertinente - n° 1 di Dicembre 2009
 
 
 
 
   

 

 

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