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Una giornata al Senato
 
 

Sabato 10 ottobre 2009 le classi 5° C e 5° D igea si sono recate a Roma, presso il Senato della Repubblica Italiana che ha sede a Palazzo Madama.

La vera storia del palazzo inizia nel 1505, quando Giovanni de’ Medici (figlio di Lorenzo il Magnifico) lo acquistò. Questa sede diventò la “casa” della famiglia dei Medici una volta cacciati da Firenze. Il nome del palazzo è dovuto alla presenza di Margherita d’Austria, soprannominata la Madama, che rimase vedova del marito Alessandro de’ Medici nel 1537. I Medici persero il palazzo duecento anni dopo con la morte di Gian Gastone ed il passaggio del palazzo e del Granducato dei Toscana ai Lorena.

All’interno del Palazzo vi sono molte sale oltre al cortile interno. Una di queste è la Sala Maccari; questo nome è dovuto a Cesare Maccari che la decorò nel 1880: gli affreschi sono pieni di significato come se il pittore volesse dare dei messaggi ai futuri parlamentari, infatti nelle pareti sono rappresentati cinque momenti celebri del Senato di Roma antica.

Un altro ambiente che merita attenzione è la Sala Italia, un grande salone di rappresentanza creato negli anni Trenta dalla demolizione di una parete divisoria: ha un soffitto a cassettoni in stile moderno.

Procedendo c’è la Sala dello Struzzo, così detta perché sul soffitto (a cassettoni dorati) è effigiato appunto uno struzzo: l’animale è stato scelto perchè simbolo di velocità, forza e fermezza (Qualche maligno ha però osservato che tra i comportamenti dello struzzo ce n’è anche uno poco nobile, quello cioè di nascondere la testa sotto terra in segno di viltà: proprio quello che fanno alcuni nostri politici!).

Naturalmente l’ultima stanza visitata è stata l’aula parlamentare: lì è stato possibile ammirare da vicino il luogo istituzionale per definizione. Tra le curiosità da vedere c’era la cosiddetta Macchina Michela, dotata di una tastiera simile ad un pianoforte e che serve per registrare cosa viene detto durante i dibattiti.

Penso che esperienze come queste devono presentarsi con molta frequenza per le scuole, perché rendono possibile la conoscenza diretta di luoghi molto importanti e significativi e permettono anche di avere una visione culturale molto più aperta.
 
- Daniele Lindozzi (igea) - 5 C
 
Impertinente - n° 1 di Dicembre 2009
 
 
 
 
   

 

 

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