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DI PENSIERO, DI PAROLA E DI STAMPA
Libertà vo cercando…
 
 

A seguito della manifestazione dello scorso 3 ottobre sulla libertà d’informazione, è stato chiesto ai ragazzi della 3B e della 4B ITIS di esporre la loro opinione in merito, partendo da alcuni documenti forniti come spunto di riflessione. Di seguito sono riportati alcuni estratti dei loro lavori, che sono sembrati più incisivi e più significativi.

 

 LIBERTÀ DI PENSIERO IN VIA D’ESTINZIONE

 

Cos’è la libertà di pensiero? Non saprei dirlo, provo a cercare parole adatte, ma non le trovo… forse perché la libertà di pensiero non c’è più o forse perché ne è rimasta poca. Detto ciò, provo a esprimere in cosa consista, secondo me, questa libertà. In teoria dovrebbe indicare la possibilità che si ha di esprimere i propri pensieri agli altri, nel rispetto, però, delle idee altrui. In pratica però non è così, la realtà è ben diversa: tutti ne siamo consapevoli, ma pochi fanno qualcosa per cambiarla. Io sono il primo a non fare niente, sono il primo a sgolarsi per dire a tutti ciò che penso, senza ascoltare cosa dicono gli altri. Secondo me il problema alla base della privazione del diritto della libertà di pensiero e d’espressione è l’egoismo, che è parte insita della natura dell’uomo. È inutile prendersi in giro, tutti siamo egoisti, anche chi ci governa. Anzi, proprio chi ci governa è il protagonista principale dell’assenza di libertà, proprio chi fa le leggi e gli articoli che rivendicano l’importanza della libertà di pensiero è il primo a non rispettarla. Non è piena libertà quella di cui loro parlano (per loro intendo tutti quelli che stanno al governo della cosiddetta repubblica democratica), ma si tratta di libertà vigilata. Con ‘vigilata’ intendo dire che le idee e i pensieri espressi a favore di chi sta al potere sono ben accetti, altrimenti, come si suol dire, ‘vengono tagliate le gambe’. Fanno di tutto per strumentalizzarci, ricorrono a ogni mezzo, anche alla televisione… Ci obbligano a pensare come loro vogliono che noi pensiamo e nella stramaggioranza dei casi ci riescono. Infatti la libertà di pensiero non deve essere qualcosa stabilita dalle istituzioni, ma dovrebbe essere un diritto inviolabile di tutti, dovrebbe essere sentito come proprio e manifestato in ogni occasione, sempre nel rispetto delle idee altrui.

(Lorenzo Pagnoni -  4B ITIS)

 

La libertà di espressione a mio parere è uno dei diritti principali, che molte volte viene meno per colpa di interessi economici e politici, per paura di essere emarginati o solamente perché abbiamo il timore di essere soli all’interno di una corrente di pensiero.

Voltaire scriveva ‘Non condivido ciò che dici, ma sarei disposto a dare la vita affinché tu possa esprimerlo’. Questa è una delle frasi più belle che abbia mai letto e sta a dimostrare l’attaccamento alla libertà di pensiero e di parola che il grande filosofo aveva. Chissà se al mondo ce ne sono ancora di persone così?

Citando l’articolo 19 della Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo: ‘Ogni individuo ha il diritto alla libertà di opinione e di espressione, incluso il diritto di non essere molestato per la propria opinione e quello di cercare, ricevere e diffondere informazioni e idee attraverso ogni mezzo e senza riguardo a frontiere’, la mia domanda è: perché si è ritenuto necessario riportare per iscritto dei diritti che dovrebbero essere per loro natura inviolabili? La risposta è che, come nel mondo animale il più forte sovrasta il più debole, così, come ci dimostra il passato e anche il presente, le idee definite ‘scomode’ dai potenti sono avversate tramite l’utilizzo di mezzi illegali.

(Francesco Spisto, 4B ITIS)

 

La libertà di parola, di pensiero e di stampa in Italia col tempo sta scomparendo, sia per colpa dei giornalisti che spesso non sono neutrali, sia per colpa di alcuni politici che non accettano la critica, anche se costruttiva, perché, come dice Roberto Gervaso, se si ha il diritto di dire e di scrivere quello che si pensa, si ha anche il diritto di ascoltare e di leggere quello che pensano gli altri.

(Alessandro Mallardo, 3B ITIS)

 

Rispettare i pensieri degli altri, come diceva Igino Giordani, non è un limite, ma è una difesa della libertà stessa. È un’arma molto importante che evita che si ritorni all’epoca dei carbonari, quando le persone che pensavano diversamente dalle autorità costituite erano costrette a incontrarsi di nascosto, parlando in codice e, se colti in flagrante, torturati fino a rinnegare il loro pensiero o, in alternativa, scegliere la morte. La loro era una libertà di pensiero che costava cara… Mi auguro che situazioni simili non si ripetano, ma senza prendere nessuna posizione, non potremo lamentarci se si ritornerà alla dittatura… in fin dei conti ce la saremo cercata.

(Christian Modesti, 3B ITIS)

 
- Christian Modesti - Alessandro Mallardo - Francesco Spisto - Lorenzo Pagnoni - 3 B
 
Impertinente - n° 1 di Dicembre 2009
 
 
 
 
   

 

 

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