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La fuga del tempo e l'invito alla gioia
 
 
Molti autori hanno scritto poesie riguardanti il tema "la fuga del tempo e l'invito alla gioia" tra cui: Lorenzo dei Medici, Orazio, Mimnermo, Catullo, Torquato Tasso, Giacomo Leopardi e Shakespeare. Uno dei più importanti è proprio Lorenzo dei Medici. Nacque nel 1449 a Firenze.
La sua famiglia governava la città già da molti anni e nel 1469 alla morte del padre, divenne Signore di Firenze. All'inizio dovette affrontare le tensioni che c'erano tra la Toscana lo Stato Pontificio ed il Regno di Napoli, grazie alla sua innata diplomazia e alla sua qualità di garante riuscì a fermare le rivalità degli avversari. Fin da giovane manifestò il suo amore per la poesia, a cui si dedicò, entrando in un gruppo di spensierati  guidato la Luigi Pulci. Durante il suo governo a Firenze, la città divenne un   centro di cultura ed arte, che le diedero valore, a quell'epoca. Per la corte così splendida e l'attuazione della sua "politica di equilibrio", Lorenzo meritò l'appellativo di Magnifico. Nel 1492 morì.
Dopo la sua morte, iniziò un lungo periodo di crisi il suo genere letterario toccò due poli opposti: uno di tipo burlesco e popolareggiante come "Nencia da Barberino" e "Canti Carnascialeschi",  e dall'altro opere più classiche e di "genere religioso". Il "Trionfo di Bacco e Arianna" è tratto da "Canti Carnascialeschi". Sono dei componimenti, che venivano cantati durante il Carnevale accompagnato da sfilate di carri allegorici, lungo le strade di Firenze. Il testo è considerato il migliore dei Canti. Venne composto per accompagnare il "Carro di Bacco", figura mitologica Dio del Vino, e Arianna. Il tema è la gioia e  la spensieratezza della gioventù ma velata di un malinconico rimpianto per il tempo che passa e tutto porta via. Lorenzo de' Medici ci invita tutti a godere di ogni istante, poiché niente torna più, nè' la gioia né la bellezza.
L'autore si richiama al "dolce stil novo" nel quale esprime la nobiltà del cuore nobile e gentile e una moralità spirituale, che invitano l'uomo al bene e all'amore puro. Chi non è nobile nel cuore, non conosce e non capisce la nobiltà del cuore e l'amore. Nella "Ballata" o "Frottola", viene usato, l'ottonario, otto versi, un verso popolare dall'andamento sciolto e veloce. Un'altra poesia, sempre sullo stesso tema, è quella di Catullo.
E' rivolta alla sua ragazza, "Lesbia". Le dice di amarsi, senza pensare ai brontolii dei vecchi. Dice di darsi tanti baci affinché possano mescolarli e così nessuno, potrà fargli il malocchio. Orazio, un altro poeta, rivolgendosi alle Leuconoe, le consiglia di godersi la vita senza consultare oroscopi e le dice che gli dei penseranno al suo futuro. La invita a divertirsi e godersi la vita, cogliere l'attimo, "carpe diem".
Mimnermo, nella sua poesia, dice che la giovinezza è come il sole che arriva sulla terra, un breve istante della vita. Accanto all'umanità ci sono due ombre: la morte e la vecchiaia. Penso che sia giusto godersi il presente e la giovinezza, perché poi non tornano più indietro; senza pensare al timore ossessivo del futuro. E' ovvio, però, che questo non comporti l'esagerazione delle proprie azioni. E' anche vero che, la giovinezza è un periodo di spensieratezza, ma comporta anche delle responsabilità.
 
- Maria Chiara Cisarò II B
 
Mercurio - n° 2 di Marzo 2008
 
 
 
 
   

 

 

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