La comunità virtuale scolastica dei Castelli Romani
cerca in
 
 
   
 
>
>
>
>
>
>
 
 
 
 
 
   
 

Scegli la rubrica

 
   
 
   
   
     
 

Stampa e Leggi

Edizione 2021 - 2022

 
 
 
     
   
    Per leggere e/o scaricare i file potresti aver bisogno di Adobe Reader (per i file .pdf) e WinZip (per i file .zip)  
    scarica Adobe Reader scarica WinZip  
    Se non disponi di questi
programmi puoi scaricarli
facendo CLIC sull 'icona.
 
   
 

Home >> Enjoyce >> Sport e tempo libero >> Dettaglio articolo

 
Violenza negli stadi. È psicologia della massa?
Si ripetono episodi di violenza. I mass media strumentalizzano
 
 

Tutti si sono pronunciati: politici, tifosi, forze dell’ordine, gente comune, trasmissioni, giornali di gossip, vip. 
Ognuno pretende di possedere le risposte ma nessuno risolve nulla.
Quando accadono episodi di violenza dentro e fuori gli stadi si cercano i colpevoli e tutti si  incriminano a vicenda.
Il vero problema mediatico sembra quello di “accollare” le responsabilità.
Ed ecco gli episodi di vandalismo: aggressioni da tifosi a polizia, aggressioni da polizia a tifosi, incendi di macchine e cassonetti, bombe al CONI, lancio di oggetti.
Il dato sconcertante è che c’è meno violenza con poche forze dell’ordine piuttosto che con una massiccia presenza, e, ciononostante, polizia e carabinieri rivendicano maggior numero, rigore e intransigenza di vigilanti.
Nessuno riesce a capire se sono proprio questi elementi ad alimentare la sommossa perché la psicologia della massa e della trasgressione prende il sopravvento.
I tifosi hanno infatti un’anima collettiva, e con il vincolo del calcio trasmutano da persone  eterogenee in gruppo omogeneo.
La massa è irresponsabile perché la persona al suo interno è anonima, non è più singola ma fa parte di un gruppo, perciò cede ad istinti che da sola avrebbe ovviamente tenuto a freno. La massa si sente invincibile, onnipotente.
Il nocciolo di tale questione morale è perciò proprio l’angoscia sociale in cui siamo catapultati, che ogni giorno si ingigantisce, soprattutto grazie ai media, e che non influenza solo i tifosi che scendono nelle piazze ma (che lo ammettano o no), anche le forze dell’ordine chiamate a risolvere la rappresaglia.
Semplicemente per desideri aggregativi: la suggestionabilità del gruppo diventa enorme perché esercitata reciprocamente.
Talune facoltà vengono quindi spinte ad estrema esaltazione, altre vengono distrutte poiché ogni individuo viene contagiato e sacrifica l’interesse personale a quello collettivo. Ecco ciò che accade con gli ultras: l’individuo in massa acquista, per il solo fattore numerico, un sentimento di potenza invincibile. Non esiste più la consapevolezza di ciò che si fa: c’è solo istinto, violenza, ferocia, “eroismi forzati”dell’essere primitivo.
Il tifoso estremo si aiuta nella massa con gli strumenti aggregativi a sua disposizione: cori da stadio, intolleranza anche xenofoba, riconoscimento politico e simbolico. E non è assolutamente importante la credenza profonda o la conoscenza di ciò che si afferma poiché in gruppo si ha una riduzione delle capacità intellettive. L’unica cosa che conta è che queste caratteristiche compattino il gruppo per aspirare al soddisfacimento della violenza.
Gli scontri tra questi gruppi primitivi, tra squadre e squadre o tra squadre e polizia, soddisfano una pulsione distruttiva e causano danni di cui non sono momentaneamente consapevoli. Conseguentemente ogni sospetto di comportamento sbagliato dell’altro gruppo diventa pretesto palese  per attaccare, e la volontà e il discernimento sono aboliti per favorire l’unilateralità delle idee.
Stando così le cose il problema resta di non facile soluzione, e sicuramente oggetto di una trattazione più ampia in altre sedi e con altri spazi. Proporrei un incontro dibattito con esperti in più settori, lasciando ai lettori lo spunto per riflettere su un tema così attuale e delicato.

Bibliografia essenziale: Sigmund Freud: Analisi dell’io e psicologia delle masse, Bollati Boringhieri, 1975

 
- Marta Maiorano (II LA)
 
Enjoyce - n° 2 di Marzo 2008
 
 
 
 
   

 

 

Copyright © 2002-2008 [Consorzio Sistema Bibliotecario Castelli Romani]. Tutti i diritti riservati.

Sede del Consorzio SBCR - Viale Mazzini, 12 - 00045 - Genzano di Roma
Tel 06.93956063 - Fax 06.93956066 - Email: bicom.genzano@consorziosbcr.net