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Edizione 2021 - 2022

 
 
 
     
   
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Galileo è morto
Il divario fra scienza e fede resta incolmabile?
 
 
Il papa, nel discorso non pronunciato alla Sapienza, afferma di non poter non parlare in qualità di “rappresentante di una religione etica”. Sostiene, inoltre, che la ricerca scientifica debba essere continuamente promossa e sviluppata poiché essa è fondamentale per il progresso dell’umanità e per la ricerca della verità. Citando Agostino egli separa, tuttavia, la “scientia” dalla “tristitia” in quanto, a parer suo, occorre fare una differenziazione fra la prima, tesa appunto al miglioramento effettivo e completo delle condizioni di vita dell’uomo e considerata, dunque, come una missione solidale che ogni scienziato deve compiere, e la seconda, mera speculazione teorica al servizio solo dell’egoismo personale di un sapiente.
I fisici non credenti dell’ateneo, al contrario, ampiamente sostenuti da tutte le componenti atee della nostra società, sostengono che negli ultimi anni la Chiesa, nei confronti della scienza “ha utilizzato l’effigie della dea ragione degli illuministi come cavallo di Troia per entrare nella cittadella della conoscenza scientifica e metterla in riga”. Ha in pratica pesantemente influito sul corso del dibattito filosofico-scientifico degli ultimi anni, non più dall’alto del suo trono dorato, ma infiltrandosi all’interno della cerchia scientifica e mascherando il suo oscurantismo dietro un velo di presunta razionalità. I fisici reclamano, dunque, il diritto alla libertà di ricerca in ogni campo ed in ogni caso, senza alcun’interferenza esterna.
È chiaro che quanto che è avvenuto in questi giorni rende il dialogo solo più impraticabile e che tutto lo spirito galileiano, teso a trovare una conciliazione fra gli insegnamenti religiosi ed il progresso scientifico, risulta completamente morto. Non va dimenticato, tuttavia, che in molti campi scientifici le due parti si trovano d’accordo e la ricerca in questi ambiti sta facendo passi da gigante. Oggi il Vaticano è all’avanguardia per quanto riguarda l’osservazione astronomica e la navetta spaziale chiamata “Galileo” in viaggio verso Saturno è stata realizzata grazie alla collaborazione di vari paesi, tra cui proprio l’Italia ed il Vaticano. Questo è solo uno degli esempi che fa ben sperare in un accordo e fa intuire che le due parti non sono in fondo così lontano come si vuol far credere.
 A parer mio un accordo è possibile prendendo in considerazione il fatto che Ratzinger, nel discorso inviato alla Sapienza, ha sottolineato come la Chiesa approvi solo una “scientia” tesa a migliorare le condizioni di vita dell’umanità. Allo stesso modo i medici, ad esempio, devono giurare di svolgere il proprio lavoro con l’obiettivo di salvare il più alto numero di vite umane possibile, di mettere la salvaguardia della vita dell’individuo sempre al primo posto. È dunque chiaro che scienza e religione hanno alla fine entrambe, anche se raggiunto con mezzi diversi, condivisibili o meno, lo stesso scopo, la stessa missione morale: quella di rendere più felice l’uomo attraverso la ricerca della verità, ricerca non a caso centrale, sia nella lettera dei professori di fisica dell’ateneo romano, sia nel discorso inviato dall’ateneo romano, sia in Galileo. Un Galileo che potrebbe continuare a vivere fra noi solo se si riprendesse a parlare di possibilità di esprimere liberamente ciò che si pensa, di dialogo, di accordo, … di libertà!
 
- Tomaso Comazzi (IV LA)
 
Enjoyce - n° 2 di Marzo 2008
 
 
 
 
   

 

 

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