La comunità virtuale scolastica dei Castelli Romani
cerca in
 
 
   
 
>
>
>
>
>
>
 
 
 
 
 
   
 

Scegli la rubrica

 
   
 
   
   
     
 

Stampa e Leggi

Edizione 2021 - 2022

 
 
 
     
   
    Per leggere e/o scaricare i file potresti aver bisogno di Adobe Reader (per i file .pdf) e WinZip (per i file .zip)  
    scarica Adobe Reader scarica WinZip  
    Se non disponi di questi
programmi puoi scaricarli
facendo CLIC sull 'icona.
 
   
 

Home >> Impertinente >> Scienza e tecnologia >> Dettaglio articolo

 
Riusciremo a creare macchine simili a noi?
Se il computer ha il mal di monitor
 
 

Macchine che pensano come un uomo, che si arrabbiano e che diventano tristi…proprio come nella fantascienza.In particolare in Giappone i ricercatori esperti di robotica, stanno realizzando robot che modificano il proprio comportamento.
Come impariamo? Come parliamo? Come e perché proviamo emozioni? Queste sono domande all'interfaccia tra scienza e filosofia. C'e però chi sta cercando risposte, applicando i criteri della ricerca scientifica. E' stato sperimentato con un robot di nome Cog, un bagaglio iniziale con cui il robot ha comunicato, ha riconosciuto oggetti simili a figure geometriche, mai viste prima. Invece, il robot Kismet è ancora più sofisticato, interagisce con i suoi istruttori e può seguire con lo sguardo un oggetto, manifesta con il volto alcuni sentimenti. Interagendo con lui i ricercatori sperano di capire le fasi del processo di riconoscimento del sé e degli altri come la capacità di stabilire rapporti d'amicizia.
C'è chi crea robot simile all'uomo e chi invece compie esperimenti per trasformarsi in un cyborg (una parte uomo e una parte macchina). Nel 1998 Kevin Warwic, professore di cibernetica reading, si è sottoposto a un esperimento sensazionale: si è fatto impiantare nel braccio un microchip di silicio collegato al computer. Grazie a questo dispositivo spostandosi all'interno di una stanza riusciva a spegnere ed accendere luci con la sola presenza. Qualche anno dopo ha coinvolto anche sua moglie, inserendo anche a lei un chip di silicio nel braccio e collegati via internet sono riusciti a percepire la mano l'uno dell'altra; è come se i chip inserti nel loro organismo avessero amplificato i loro sistemi nervosi trasformandoli in una sorta di protesi della rete. In Inghilterra invece, una scimmia è stata addestrata a rispondere a uno stimolo luminoso, riesce a spostare un braccio meccanico; l'attività elettrica cerebrale che l'animale genera quando pensa al movimento del proprio arto, viene ricevuta in tempo reale dal robot che compie lo stesso movimento.
Arriveremo a un essere umano, che agisce e comunica solo con il pensiero? Fantascienza a parte, si pensa che sia possibile…!

Tratto dal sito di Kevin Warwich
www. Darpe.mit

 
- Eleonora Bianchi - Martina Franchi - 1 B
 
Impertinente - n° 2 di Giugno 2007
 
 
 
 
   

 

 

Copyright © 2002-2008 [Consorzio Sistema Bibliotecario Castelli Romani]. Tutti i diritti riservati.

Sede del Consorzio SBCR - Viale Mazzini, 12 - 00045 - Genzano di Roma
Tel 06.93956063 - Fax 06.93956066 - Email: bicom.genzano@consorziosbcr.net