La comunità virtuale scolastica dei Castelli Romani
cerca in
.
 
 
   
 
>
 
 
 
     
 
>
>
>
 
 
 
   
 

Scegli la rubrica

 
   
     

Home >> Noi ci siamo >> Arte. letteratura, storia >> Dettaglio articolo

 
Il cammino della conoscenza
 
 
La conoscenza,la voglia di scoprire,la voglia di superare ciò che già si conosce e di trovare nuove cose da capire è stata da sempre uno dei pregi e dei difetti dell’uomo e lo è ancora oggi. Dante,uno dei più famosi scrittori della letteratura italiana ,nei celebri versi del 26° canto dell’inferno “FATTI NON FOSTE A VIVER COME BRUTI MA PER SEGUIRE VIRTUTE E CANOSCENZA” ,riflette sul dono dell’intelligenza e sulla necessità di farne un uso corretto. Ci fa anche pensare al fatto che l’uomo non è stato creato solo per restare ignorante e inconsapevole su ciò che lo circonda,ma per scoprire le cose belle e brutte che il mondo gli propone. Di questa sete di conoscenza dell’uomo il simbolo più rappresentativo è Ulisse a cui neanche l’amore di un figlio e di una moglie hanno impedito di far prendere il sopravvento al suo desiderio di sfida contro l’ignoto. Questi desideri innati hanno accompagnato l’uomo che ,fin dagli albori della sua storia e al momento in cui ne è divenuto il protagonista,ha cominciato a migliorare il suo tenore di vita con le prime e importanti scoperte del fuoco e della scrittura . In seguito queste ultime si tramutarono in innovazioni che servivano a colmare la sua voglia di scoprire. Questo periodo,il Quattrocento, è proprio il momento in cui ci fu la Scoperta dell’America (12 Ottobre 1492) .Importanti scoperte ci furono nel ‘600 – ‘800. Il Seicento visse un profondo conflitto culturale. Si avviò allora con energia la rivoluzione scientifica che realizzo una svolta definitiva con Galileo Galilei (1564-1642) e il suo “metodo sperimentale”; egli confermò la Teoria Copernicana e,condannato dalla chiesa,fu costretto a rinnegare le sue tesi. In seguito il Settecento fu il secolo dei lumi, cioè il secolo in cui si affermò il primato della ragione. Gli illuministi vollero costruire una nuova cultura in ogni dimensione del sapere e della vita degli uomini:essi si batterono per la libertà di tutti gli uomini e ebbero fede nel progresso scientifico e sociale. Questo secolo vide anche la rivoluzione industriale poiché si trovarono nuovi strumenti e nuove tecniche che fecero aumentare e rendere più veloce la produzione. Nell’Ottocento,invece, le conquiste tecnologiche ispirarono una grande fiducia nel progresso e nella scienza. Successivamente negli ultimi tempi le scoperte furono rivolte più al campo spaziale e scientifico con la conquista dei cieli e dello spazio. Oggi invece si punta maggiormente alla biogenetica. Queste conquiste però possono rivelarsi pericolose: basti pensare all’avventure di Ulisse che superando poi le colonne d’Ercole, si perse. Un riferimento è da fare alla scoperta dell’atomico:in realtà se fosse stato usato solo come fonte di energia non sarebbe stato nocivo per nessuno. Questo dimostra che l’uomo è giusto che dia sempre il massimo e quindi si spinga sempre oltre le sue capacità, purché le sue scoperte siano a scopo benefico. Gli scienziati e ricercatori devono sempre tener conto, nel momento in cui rendono note le loro scoperte, che “ l’uomo deve essere sempre il fine dei loro progetti, ma non il mezzo ! ”.
 
- Jessica Del Giovane - Nicole Zamparini - Cecilia Borelli - Andrea Greco - 2 D
 
Noi ci siamo - n° 2 di Maggio 2005
 
 
 
 
   

 

 

Copyright © 2002-2008 [Consorzio Sistema Bibliotecario Castelli Romani]. Tutti i diritti riservati.

Sede del Consorzio SBCR - Viale Mazzini, 12 - 00045 - Genzano di Roma
Tel 06.93956063 - Fax 06.93956066 - Email: bicom.genzano@consorziosbcr.net