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Pianeta Galieti: Ti racconto
Ascolta il mio cuore
 
 

“Ascolta il mio cuore”  (Bianca Pitzorno)


Prisca, Elisa e Rosalba, tre bambine di nove anni, si stanno godendo gli ultimi giorni di vacanza, ma allo stesso tempo sono preoccupate e curiose di scoprire quale sarà la nuova maestra del nuovo anno scolastico.
Il primo giorno di scuola arrivò in fretta e nel giro di qualche settimana scoprirono subito di che pasta fosse fatta la signora Sforza: era una leccapiedi come alcune delle loro compagne, ma la cosa peggiore è che non sopportava che nella sua classe ci fossero alunne povere, cioè Adelaide e Iolanda, le quali andavano sempre a scuola mal vestite e con i capelli sporchi; per questo fece tutto per cacciarle dalla classe “perfetta”.
Il primo giorno le fece tornare a casa solamente perché non avevano il fiocco bianco; poi quando tornarono per ogni sciocchezza prendeva la bacchetta e gliela dava sulle mani. Nel frattempo si stava avvicinando il Natale, infatti il papà di Rosalba aveva allestito il negozio di giocattoli (l’ unico in tutto il paese). Una mattina, Sveva, la più terribile della classe, disprezzando Adelaide e Iolanda, disse a Prisca di non proteggerle in ogni occasione, perché loro non erano degne di far parte della classe; così per vendicarsi Prisca, Elisa e Rosalba elaborarono un piano: facendosi dare un prestito dallo zio di Elisa avrebbero potuto comprare i regali che Sveva desiderava tanto e darli ad Adelaide e a Iolanda. Consegnati i pacchi davanti a tutta la classe, loro li aprirono velocemente e rimasero contentissime guardando cosa c’era dentro, ma Sveva si accorse che quelli erano i suoi regali, per questo si diresse “inferocita” verso Iolanda, così cominciarono a tirarsi i capelli e a darsi schiaffi, finchè il bidello fu costretto a dividerle. La signora Sforza, invece di punire Sveva (perché era stata lei a cominciare), punì Iolanda con 20 bacchettate sulle mani; per questo motivo da quel  momento in poi Elisa si impegnò al massimo per farsi picchiare dalla maestra (perché lo zio Leopoldo le aveva detto che se l’ avesse toccata, sarebbe andato dal Preside per farla cacciare), ma niente. Però, alla fine dell’ anno scolastico, ci riuscì: Prisca pensò che se la sua tartaruga avesse fatto un suo bisognino sul registro di classe (oggetto che all’ insegnante stava molto a cuore), sarebbe riuscita nel suo scopo. La signora Sforza la riempì di schiaffi tanto da farle uscire il sangue dal naso; e quando lo zio Leopoldo venne a sapere dell’ accaduto disse ad Elisa che era giusto ciò che aveva fatto la maestra, perché si era comportata male; solo la nonna Lucrezia (donna stimatissima dalla signora Sforza) scrisse una lettera di sdegno all’ insegnante e solo lei andò dalla preside per farla cacciare, ma purtroppo non ci riuscì.

Vi consigliamo di leggere “Ascolta il mio cuore” perché è molto interessante conoscere i bruschi modi di insegnare che si usavano una volta, e sicuramente qualcuno di voi si sentirà nei panni di uno dei personaggi.
Noi abbiamo scoperto questo meraviglioso libro grazie alla professoressa di lettere che ci ha invitato a leggerlo. All’ inizio dell’ anno eravamo un pochino perplessi ma oggi la ringraziamo sia per la bellissima lettura sia perché abbiamo scoperto una brava scrittrice di nome Bianca Pitzorno che sa parlare a noi ragazzi.

 
- Ilaria Stazzi - 2 C
 
Rodarilandia - n° 2 di Aprile 2007
 
 
 
 
   

 

 

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