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La mafia – Un’ uscita molto istruttiva
 
 
La 3°A dell’istituto COMPRENSIVO d’ARICCIA, è una classe iperattiva: s’iscrive a concorsi, va al cinema, legge il giornale, scrive articoli, va a teatro e cerca di combattere nel suo piccolo quello che è la mafia.Il 10 dicembre 2004 ha cercato di dare un senso a tutto quello che leggeva sulla Camorra e su Cosa Nostra ed è andata a teatro per vedere uno spettacolo che i ragazzi hanno definito semplice, ma molto coinvolgente, e per assistere ad un convegno con la professoressa Falcone. Lo spettacolo, “Cantata di bambini morti per la mafia” era un monologo che, in certi momenti si interrompeva ,per dare spazio a delle immagini drammatiche di bambini, ragazzi, nipoti e parenti uccisi,che avevano solo la colpa di far parte della famiglia avversaria. La 3°A come tante altre classi, penso che sia d’esempio non solo per altri ragazzi, ma soprattutto per gli adulti che devono capire quanto sia importante la lotta alla mafia e che nel loro piccolo in qualche maniera devono combatterla per esempio devono far cadere la barriera di omertà per paura delle ritorsioni mafiose. Anche l’incontro con la professoressa Falcone è stato veramente istruttivo per i ragazzi, perché ha dato delle vere regole di vita e ha fatto capire veramente tutto quello in cui credevano Borsellino e Falcone. Lei ha fatto un lungo discorso ed ha usato molte parole, parole che all’inizio potevano sembrare calme e rilassanti, ma che poi si sono trasformate in parole amare, parole di giustizia e di rabbia contro quei mafiosi che le hanno ucciso il fratello,ma nonostante tutto non ha paura perché si sente protetta dalla scorta e nei momenti più difficili si ricorda le frasi di suo fratello “ Gli uomini passano le idee restano, restano le loro tensioni morali e continueranno a camminare sulle gambe degli altri uomini” per continuare a lottare contro i boss, la mafia, l’omertà, la corruzione, la collusione e il clientelismo, problemi sfuggiti di mano anché alle Forze dell’Ordine. E il colloquio si è chiuso con una frase che ha fatto battere molte mani:” IL PERDONO É LA PRIMA COSA…MA IO NON POTRÓ MAI PERDONARE!”
 
- Irene Villani - 3 A
 
Noi ci siamo - n° 2 di Maggio 2005
 
 
 
 
   

 

 

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