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LO SCOOP DELLE IENE
UN’INDAGINE FINITA IN… “FUMO”!!!
 
 
La vicenda è nota a tutti: una troupe delle “Iene” (trasmissione televisiva di culto) ha architettato una finta intervista a 50 deputati; durante la fase preparatoria una “iena truccata da truccatrice” ha passato sulle fronti degli onorevoli un tampone coperto da un fazzoletto (il drug wipe: pare abbia una percentuale di affidabilità del 100%); è stato così  scoperto che un deputato su tre aveva da poco fatto uso di stupefacenti. In particolare è stato riscontrato l’uso recente di cannabis ma anche di cocaina: il 32% degli 'intervistati' e' risultato positivo; di questo il 24% (12 persone) alla cannabis, e l'8% (4 persone) alla cocaina. I tamponi sono stati poi messi tutti in una scatola senza il nome del deputato esaminato.
Il 10 ottobre 2006 il garante ha bloccato il servizio-scoop delle Iene e ne ha impedito la messa in onda. Le Iene si sono difese affermando di aver comunque tutelato la privacy: Davide Parenti (papà e autore della trasmissione) ha ricordato che in dieci anni le Iene hanno sempre garantito l’anonimato di tutti: in alcuni servizi hanno coperto il volto anche a trafficanti di motorini rubati, a guaritori filippini ecc… come potevano non farlo anche per i nostri deputati?
Naturalmente sono subito scoppiate le polemiche. Il portavoce di Alleanza Nazionale, Italo Bocchino, ha proposto che i 50 interessati diano la liberatoria a Mediaset per mandare in onda il servizio, lui sarebbe pronto a firmare. Il Ministro della Famiglia Rosy Bindi afferma che le Iene sono un po’ imbroglioni e lei rassicura che fa parte di quei due tre che non abusano di sostanze. Enrico Buemi responsabile dello Sdi Giustizia contesta il metodo usato “per far spettacolo”, ma lui è pronto in qualsiasi momento a fare un esame anti-droga, anti-alcool e anti-tabagismo. Daniele Capezzone, ex segretario dei Radicali Italiani ha chiesto di dissequestrare il video delle Iene: anche se la privacy è importante la libertà di informazioni vale ancora di più (lo stesso Capezzone due anni fa disse che se un cane anti-droga fosse entrato in Parlamento il suo naso sarebbe andato in tilt). Paolo Ferrero contesta la maniera con cui è stata fatto il servizio, ma questo conferma una voce popolare con il quale molti parlamentari abusano di stupefacenti. Alessandra Mussolini vuole scoprire chi fa abuso di quelle sostanze e capire se le vendono. Carlo Giovanardi dell’Udc non ritiene eccessivo il risultato ottenuto e ironicamente afferma che se le Iene vogliono dire che in Parlamento c’è chi consuma della cocaina scoprono l’acqua calda, basta vedere i senatori a vita. Benedetto Della Vedova (Forza Italia) denuncia il ricorso delle analisi tossicologiche abusive nei confronti dei parlamentari, è preoccupato perché questo rispecchia un lato negativo dell’Italia. Francesco Mosca (Giovani socialisti) ha affermato in un’intervista che i parlamentari devono smetterla una volta per tutta di assumere certe sostanze. A favore delle Iene anche Vladimir Luxuria, parlamentare di Rifondazione Comunista, che ha ammesso di essere uno dei parlamentari risultati positivi al test.
Conclusione: giovedì 19 ottobre 2006 la procura di Roma ha indagato per violazione della privacy tre componenti della troupe delle Iene e il responsabile del programma che ha commissionato il servizio. E così le Iene sono passate da indagatori a indagati…
 
- Daniele Lindozzi (igea) - 2 C
 
Impertinente - n° 1 di Dicembre 2006
 
 
 
 
   

 

 

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