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Edizione 2021 - 2022

 
 
 
     
   
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Ciao Tommaso
 
 
Bambini, ragazzi, adulti… I mostri non sono creature deformi, con denti aguzzi e occhi rossi assetati di sangue… Essi non vivono di notte e non si nutrono di carne umana… Il mostro vive accanto a noi, anche di giorno; ci sorride, è affettuoso, finge di amarci, ma sta semplicemente aspettando il momento giusto per colpire. Il mostro si nutre del dolore altrui e può essere chiunque: il nostro vicino di casa, un amico, un insegnante…
A tale proposito ricordiamo una data apparentemente banale, ma in realtà tanto importante: 2 marzo 2006, giorno in cui si è spenta una luce meravigliosa, il piccolo Tommaso Onofri. L’ennesima vittima della crudeltà di questi esseri privi di cuore, di affetto, di dignità, che quella sera, senza pudore, hanno ucciso un bambino di appena diciotto mesi, ma per quale motivo poi? Perché colpire un innocente e soprattutto perché un bambino, che è quanto c’è di più bello al mondo, che il solo sorriso riapre le porte del cuore e già lo sguardo impedirebbe a chiunque di far del male!?
Queste non sono persone malate, come si è qualche volta detto e ancora si dirà, bensì hanno totalmente perso il senso dell’umanità, probabilmente perché nessuno gliel’ha mai insegnato.
Sequestratori dilettanti, ignoranti, bugiardi, che non mentono solo agli altri ma anche a sé stessi, ritenendosi innocenti! Ma con quale faccia riescono ancora a guardarsi allo specchio? Con quale coraggio, soprattutto Alessi, ha per giorni giurato di fronte alle telecamere e a milioni di persone, di essere assolutamente estraneo alla vicenda? Folle è ora la loro richiesta di perdono da parte della famiglia Onofri, alla quale hanno strappato un figlio, che è il dono più avvenente che si possa mai desiderare! Chi siamo noi per poter spezzare un respiro, per poter cancellare un sorriso…? Eravamo niente e niente torneremo.
E adesso cosa ne sarà di questi mostri? Non vorremmo forse tutti che bruciassero all’inferno o marcissero in un carcere per il resto della vita? Sì… eccome se lo vorremmo… ma sapete invece cosa succederà fra qualche mese?
Rilasciati per buona condotta, curati in un istituto perché ritenuti insani mentalmente… Non sconteranno la loro pena, perché questa è l’Italia!
La criminologia clinica, più di tutte le scienze, analizza la psiche di questi individui e, a tale proposito, si afferma che non tutti i crimini sono necessariamente riconducibili ad una patologia. Molto spesso, infatti, andando a scavare nella storia di vita di certe persone, emergono disagi enormi soprattutto in età adolescenziale: un vissuto fatto di violenza, di solitudine, di sopraffazione... Là dove regna la cultura della violenza è chiaro che il bambino o il ragazzo è portato ad assorbire, ad imitare e ad elaborare ulteriormente queste esperienze che, inevitabilmente, diventeranno parte della sua personalità di adulto. Ma, nonostante ciò, non si possono sempre giustificare questi atti ignobili e ridurre la figura del mostro a colui che da piccolo ha vissuto un’infanzia infelice. Ribadisco che il mostro può essere chiunque, anche la persona che apparentemente è la migliore del mondo può nascondere un lato malvagio. Purtroppo oggigiorno si tende a generalizzare e l’ignoranza sfocia in pregiudizi e in gesti efferati; “si fa di tutta l’erba un fascio”, dunque anche chi tendenzialmente non soffre di disturbi psichici viene comunque inserito in un contesto risanatorio. In altre parole torna in libertà. Questa è la giustizia in Italia ed io aggiungerei che è veramente una vergogna.
E cosa si può fare per migliorare questa società destinata ormai alla rovina, alla decadenza? Bè, se fino ad ora non si sono attuati provvedimenti, ciò non avverrà più e a quelle POCHISSIME persone che hanno ancora un cuore, che hanno il vanto di possedere dei sentimenti, che a causa di altri perdono dei cari, non resta che piangere e pregare, ma più di tutto dobbiamo imparare a sperare… sperare in qualcosa di migliore, che un bel giorno finalmente giungerà a noi. Come Tommaso, molti altri Angeli ci osservano dall’alto e ci proteggono. Non ce ne accorgiamo perché non sappiamo credere in loro, ma proviamo solo un istante a chiudere gli occhi e sentiremo quel meraviglioso tepore avvolgerci: l’abbraccio di un Angelo.
Allora non disperiamo, perché non siamo e non saremo mai soli su questa Terra, qualcuno si prende cura di noi, qualcuno che non possiamo vedere, ma che c’è, c’è sempre. Spesso crediamo di essere stati abbandonati, semplicemente perché siamo abituati a scendere e mai a salire. Se ognuno di noi riuscisse a guardare un po’ più in alto, vedrebbe sempre una mano tesa, la mano di quell’Angelo che vuole infonderci coraggio, che ci aiuterà ad affrontare questa vita colma di insidie.
 
- Tania Marcucci - TST - 4 C
 
Mercurio - n° 3 di Giugno 2006
 
 
 
 
   

 

 

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