La comunità virtuale scolastica dei Castelli Romani
cerca in
 
 
   
 
>
>
>
>
>
>
 
 
 
 
 
   
 

Scegli la rubrica

 
   
 
   
   
     
 

Stampa e Leggi

Edizione 2021 - 2022

 
 
 
     
   
    Per leggere e/o scaricare i file potresti aver bisogno di Adobe Reader (per i file .pdf) e WinZip (per i file .zip)  
    scarica Adobe Reader scarica WinZip  
    Se non disponi di questi
programmi puoi scaricarli
facendo CLIC sull 'icona.
 
   
 

Home >> Impertinente >> Scienza e tecnologia >> Dettaglio articolo

 
Un reporter racconta
Chernobyl 20 anni dopo
 
 

Igor Kostin russo 69 anni padre di famiglia con due figli uno di 15 anni e uno di 30 anni  appassionato di fotografia da vari anni è stato il primo fotografo ad azionare la sua macchina fotografica sui cieli di Chernobyl dopo l’esplosione della centrale.
Ci racconta come sia stato terribile assistere ai postumi  che tale tragedia ha provocato  per le radiazioni che  si sono propagate in tutta Europa  fino alle vittime che l’esplosione ha causato sul nascere.
Le conseguenze furono atroci, anche perché le autorità sovietiche tennero segreta la tragedia per alcuni giorni.
Ancora oggi a 20 anni distanza  Kostin continua a battersi per Chernobyl e la sua gente.
Afferma di far fatica a vivere con gli altri e non capisce le preoccupazioni sulle cose quotidiane.
Quella catastrofe lo ha trasformato e gli sembra di essere nato un’altra volta dopo Chernobyl.
In una recente intervista gli è stato chiesto come  fosse riuscito ad arrivare per primo sul luogo del disastro.
Ha risposto che quel giorno gli arrivò una telefonata di un amico che gli annunciava che era successo qualcosa  di  terribile.
Riuscì a muoversi in elicottero e a raggiungere il suo scopo, quello di fotografare la centrale dall’alto disfatta dall’esplosione nonostante le radiazioni gli bruciassero interamente le prime pellicole.
Ha portato con sé un peso molto grande, quello di diventare padre dopo essere stato colpito dalle radiazioni.
Oggi è fortemente contrario al nucleare e in alternativa propone fonti di energia naturali.
Sostiene che Chernobyl sia ancora una feita aperta e sconsiglia vivamente all’Ucraina di costruire altre 22 centrali nucleari come da programma previsto.
Definisce il luogo del disastro come un psoto dove nessuno dovrebbe mai andare a vivere, nonostante oggi in molti stiano cercando le loro vecchie dimore per tornarci a vivere.
Oggi è cosciente di avere una diversa visione del mondo  e di aver cominciato ad osservare le cose in maniera diversa, diversamente da come le vedeva da giovane, quando pensava solo allo sport.
Ha pubblicato recentemente un libro di fotografie su Chernobyl dal titolo” Chernobyl, confessioni di un reporter”  Ega 35 euro pubblicato anche in Italia.

Tratto da Panorama Aprile 2006

 
- Francesco Libernini (IGEA) - Gianluca Bonamici (IGEA) - Luca Lolletti (IGEA) - 2 B
 
Impertinente - n° 3 di Giugno 2006
 
 
 
 
   

 

 

Copyright © 2002-2008 [Consorzio Sistema Bibliotecario Castelli Romani]. Tutti i diritti riservati.

Sede del Consorzio SBCR - Viale Mazzini, 12 - 00045 - Genzano di Roma
Tel 06.93956063 - Fax 06.93956066 - Email: bicom.genzano@consorziosbcr.net