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Edizione 2021 - 2022

 
 
 
     
   
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L'elaborato dell'ITC
L'immagine dei Castelli Romani
Tra realtà storica e invenzione letteraria
 
 

La ricerca è stata svolta dalle Classi 3^A, 3^B e 3^C dell’ITC IGEA. Siamo partiti dalla lettura di un romanzo di Stendhal che risale al 1839 e che ha per titolo La Badessa di Castro; i nostri insegnanti ce l’hanno fatto leggere per tre motivi: primo il romanzo è ambientato nel Cinquecento, cioè in un periodo compreso nel programma di storia che dovevamo esaminare quest’anno; secondo la vicenda si svolge in buona parte nel territorio dei Castelli Romani, quindi si prestava bene ad una ricerca di storia locale; terzo il romanzo è breve, poco più di cento pagine, e quindi potevamo leggerle senza protestare…
 Dopo aver finito il libro ci siamo chiesti se i luoghi e i personaggi citati nel romanzo fossero veri o inventati. Stendhal conosceva bene i Castelli Romani e prima di scrivere il romanzo si era ben documentato; ma era pur sempre uno scrittore e quindi lavorò anche di fantasia.  Da qui il titolo del  nostro ipertesto.
 Abbiamo articolato la ricerca in due percorsi; il primo è incentrato proprio sul romanzo di Stendhal.  “La Badessa di Castro”  narra la tormentata storia d’amore tra Elena di Campireali e Giulio Branciforte, amore contrastato dalla famiglia di lei in quanto i due giovani appartengono a classi sociali diverse: Elena è una nobile mentre Giulio è un brigante. (Non vi diciamo altro per non togliervi il piacere della lettura).  La prima parte del romanzo è ambientata nel territorio di Albano e dintorni; la seconda a Castro, un feudo della famiglia Farnese. La vicenda si svolge tra il 1559 e il 1585.
 Nell’ipertesto abbiamo inserito il testo integrale del romanzo; all’interno del testo vi sono delle cosiddette “parole calde”: cliccandoci sopra si aprono delle finestre di approfondimento. Nella parte superiore della pagina troviamo una barra di navigazione, con la quale si può andare direttamente all’argomento prescelto (tempi, luoghi, personaggi etc.). Nel suo romanzo Stendhal nomina personaggi storici realmente esistiti quali papa Gregorio XIII o  le famiglie dei Colonna e degli Orsini, perennemente in lotta tra di loro; nel romanzo abbiamo però anche riscontrato e segnalato numerosi “anacronismi”.
 Uno dei temi più interessanti del romanzo è quello del brigantaggio. Forse non tutti sanno che nel XVI secolo nel nostro territorio erano presenti numerose bande di briganti: Stendhal era affascinato da questi personaggi e ne parla quasi con ammirazione. Molti di loro si rifugiavano proprio dalle nostre parti, ad esempio nella foresta della Faiola (oggi praticamente scomparsa) o sulle pendici del monte Cavo. Ad ognuno dei “luoghi” citati nel romanzo (Albalonga, Albano, Il lago di Castelgandolfo, il convento di Palazzola etc.) abbiamo dedicato una pagina del nostro ipertesto, corredata da immagini d’epoca.
 Il secondo percorso del nostro ipertesto ha per titolo “Il territorio e gli scrittori del Grand Tour”.   Il “Grand Tour” era un viaggio di apprendimento e arricchimento culturale che letterati ed artisti del ‘700 e ‘800 compirono attraverso i luoghi simbolo della cultura classica (l’Italia era dunque una meta obbligatoria). Stendhal fu appunto uno di questi “scrittori viaggiatori” e a lui abbiamo perciò dedicato diverse pagine di approfondimento. Un altro tra i tanti scrittori che visitarono i Castelli Romani fu Hans Christian Andersen il quale soggiornò più volte a Roma nel periodo compreso tra il 1833 e il 1861; una delle testimonianze che ci ha lasciato è il racconto “la festa dei fiori a Genzano” ispirato alla nostra “Infiorata”. Altra presenza è quella di D’Annunzio: il suo romanzo “Il trionfo della Morte” è ambientato nei luoghi circostanti ad Albano Laziale; un’altra sua poesia dal titolo “Il Viadotto” è dedicata ad Ariccia e al suo magnifico palazzo Chigi (“cupa, di sotto gli archi del ponte, / mugghia in tempesta / ampia di querci e d’elci / la signoria dei Chigi, / ma dal contrario colle, / tra i mandorli scossi, ridea, / quale da rupe un gregge pendulo /Ariccia al sole…”). Dai luoghi ai “ritratti di paese” il passo è stato breve: abbiamo così compilato una vera e propria antologia di brani dedicati ai nostri paesi dagli scrittori che li visitarono o vi soggiornarono. L’ultima sezione dell’ipertesto è dedicata ai costumi tipici dei Castelli Romani, con una ricca galleria di ritratti di donne variamente abbigliate.

(docenti referenti per l’elaborato ITC: Marcello Ciocchetti, Lucio Mariani, Assunta Giacchetti e Sandro Ferrante)

 
 
Impertinente - n° 3 di Giugno 2006
 
 
 
 
   

 

 

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