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Edizione 2021 - 2022

 
 
 
     
   
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Cronache da Palermo
 
 

Si è visto tutto, in questi 3 giorni, l’impegno dello Stato per coinvolgere i giovani nella lotta contro la Mafia. Si parte il 22 Maggio, raggiungiamo con il treno prima la stazione Termini e poi Civitavecchia, mentre i professori ci raggiungono nelle varie stazioni. A Civitavecchia, arrivati al porto con il pullman della polizia, ci troviamo davanti questa famosa nave della legalità, contraddistinta dalla grande foto di Falcone che pende da uno dei ponti. Saliti e sistematici nelle stanze, ci accorgiamo di essere veramente in tanti (più di 1000 per la precisione) e facciamo conoscenza con ragazze e ragazzi provenienti da tutta Italia (Roma, Torino, Vicenza, Firenze, Cosenza, Foggia e molte altre città); successivamente assistiamo alla manifestazione che si svolge a terra mentre la nave è ferma, con la banda ed i politici che parlano di mafia, dell’importanza dell’impegno giovanile, dell’entità di questa guerra alla criminalità organizzata, mentre dietro di loro fanno da sfondo le gru del porto che lavorano.
La nave finalmente parte nel tardo pomeriggio e noi tutti ci avviamo al ponte 7 dove dovremo, come per fare colazione i due giorni successivi e pranzare due giorni dopo, fare una fila estenuante in piedi per più di un’ora, e la cosa ha fatto arrabbiare non pochi di noi, ma ciò non è stato l’unico segno di mala organizzazione. Dopo cena tutti nella sala cinema, attinente al bar del ponte 8, per visionare l’ultimo film della Rai “Giovanni Falcone”, e anche lì dovremo aspettare non poco l’inizio del film, che inoltre nelle ultime scene salta quelche pezzo, addirittura si blocca un attimo prima che il mafioso faccia saltare l’autostrada su cui viaggiava Falcone e ci impedisce di vedere le scene del funerale del superprocuratore, scene vere e per questo le più emozionanti. Nonostante questo inconveniente è stato un bel film, con dei dialoghi stranamente decenti per un film della Rai.
Durante la serata e la nottata, per chi è rimasto sveglio, è stato bello passeggiare per i ponti della nave ed osservare il mare, o meglio osservare l’oscurità e sentirci in viaggio nello spazio, o nello sconosciuto, nel buio.
Ci risvegliamo che già vediamo in lontananza Palermo ed i suoi monti; al porto ci attende una delegazione di ragazzi delle scuole locali e associazioni varie fra cui l’ Associazione Giovanni e Francesca Falcone con gli striscioni, mentre noi ripetiamo l’estenuante fila per svolgere quel rito normale chiamato colazione che su questa nave ci costa tanta fatica. Finalmente arrivati a Palermo, questa città così trafficata, calda, mi colpiscono le palme nelle strade. Scesi dalla nave della legalità ci avviamo per le strade di Palermo traboccanti di manifesti elettorali per le elezioni regionale del 28 Giugno (Salvatore Cuffaro, che ha vinto con Forza Italia vs. Rita Borsellino, sorella del magistrato ucciso dalla mafia) tenendo alzati gli striscioni che abbiamo preparato, mentre qualche pseudo-giornalista ignaro dell’ignoranza e del menefreghismo giovanile osa chiedere ad alcuni di noi studenti un’opinione su qualcosa e fa domande sulla attività svolte sulla nave.
Attraversiamo le strade di Palermo e arriviamo all’aula bunker dove tutti noi entreremo a turno ad assistere al dibattito a cui partecipano autorità come il presidente della regione Lazio, l’attuale ministro dell’istruzione, della giustizia, e poi ancora Piero Grasso, Ilda Boccassini, Carla dal Ponte, molti altri, addirittura c’è un tizio dall’FBI, tutti a parlare, rispondere (in modo elusivo) alle domande dei ragazzi che si chiedono quali siano i rapporti tra mafia e politica (ah ah ah…). Chi di noi resta fuori intanto ne approfitta per chiacchierare, assistere al dibattito da un tendone esterno addobbato con cartelloni contro la mafia fatti da ragazzi  delle elementari, rimorchiare, osservare un ragazzo napoletano completamente fuso che cammino ballando (o balla camminando) e si fa notare per la sua “leggera” iperattività, mangiare per i bar del paese. Insomma le cose da fare non mancano, anzi abbiamo la fortuna di vedere un vero venditore di verdura siciliano, che porta la sua merce sul carretto trainato dall’asino per la città cantando nel dialetto siciliano!!
Quand’è il mio turno nell’aula bunker rimango impressionato: quest’aula che sembra un mini-parlamento con 30 grandi celle, piena di ragazzi e di striscioni contro la mafia, e rifletto.
A cosa può servire ciò? I ragazzi vengono davvero sensibilizzati scrivendo frasi fatte sugli striscioni? Imparano davvero qualcosa facendo domandine poco scomode a personaggi importanti?
Usciti dall’aula bunker mi rapiscono e mi mettono a reggere lo striscione che aprirà il corteo, vengo plurifotografato, ma mi consola il fatto che faccio conoscenza con alcuni ragazzini di Bagheria che mi parlano di mafia, della Sicilia e mi riempiono di domande su Roma e su Totti.
In seguito vicino a me si metterà a camminare il sindaco di Palermo, Diego Cammarata (Forza Italia), e con lo fondo musicale de I Cento Passi dei Modena City Ramblers mi chiedo come si faccia a combattere la mafia se essa risiede in Comune e al Parlamento, insomma nei posti di potere.

 
- Davide Bettinelli (ITIS) - 4 A
 
Impertinente - n° 3 di Giugno 2006
 
 
 
 
   

 

 

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