Vivavoce - Rivista d'area dei Castelli Romani

RIVISTA D'AREA DEI CASTELLI ROMANI

Cinema

Misteriosi omicidi ai Castelli

…A tutte le auto della polizia (1975)

Tratto dal romanzo Violenza a Roma di Massimo Felisatti e Fabio Pittorru, sceneggiato dagli stessi autori (a questo libro è ispirato anche La polizia chiede aiuto di Massimo Dallamano, uscito un anno prima), il film di Mario Caiano, più che un tipico "poliziesco all'italiana", come farebbe pensare il titolo, è soprattutto un avvincente giallo che nella seconda parte vira palesemente verso il thriller violento e sanguinario alla Dario Argento.
La vicenda prende le mosse dalla scomparsa in circostanze misteriose della figlia sedicenne di un celebre chirurgo romano (Gabriele Ferzetti). Alcuni indizi fanno concentrare da subito le indagini della Squadra Mobile nel territorio dei Castelli e in particolare nella zona dei Laghi. Viene battuta soprattutto la zona boscosa del lago Albano finché, con l'aiuto di cani poliziotto, viene ritrovato il cadavere della ragazza. Alcuni ambigui personaggi locali sono subito sulla lista dei sospettati, e in particolare un certo Enrico Tummoli, detto Momolo, proprietario di una trattoria a Castel Gandolfo. Avvezzo a spiare le coppiette che si appartano sulle rive del lago, Momolo quel giorno ha visto qualcosa, ma è restio a raccontare tutto alla polizia. Il suo assassinio ed altri efferati delitti portano alla luce un losco traffico di prostituzione minorile che vede coinvolti anche politici e insospettabili personaggi d'alto rango...
Il territorio dei Castelli Romani, e in particolare il lago Albano, non solo fa da enigmatico sfondo alle vicende narrate, ma diventa davvero personaggio del film. Un protagonista insolito dal momento che il lago e il paese di Castel Gandolfo, che appare diverse volte nel film (possiamo riconoscere il Belvedere di via Palazzo Pontificio, Corso della Repubblica e via dei Zecchini, dove si trova la Taverna da Momolo, odierna Taverna dei Cacciatori), non sono rappresentati affatto come un'oasi di pace e serenità contrapposta al caos della grande città, bensì come luogo sinistro e inquietante (basti pensare all'atmosfera tetra e angusta delle grotte della trattoria dove viene assassinato Momolo) che protegge e nasconde squallidi figuri e inconfessabili nefandezze. Sulle rive del lago Albano sono state girate tutte le sequenze delle perlustrazioni e del ritrovamento del corpo della povera ragazza, come pure il finale con lo spettacolare inseguimento dell'assassino nelle stradine sterrate circostanti. Una zoomata sulle placide acque del lago, mentre scorrono i titoli di coda, conclude il film.
Pur utilizzando ampiamente gli stereotipi del genere attraverso una sapiente combinazione di violenza, azione, suspense ed erotismo, A tutte le auto della polizia risulta lievemente inferiore ai capolavori del genere (gli nuocciono in particolare un certo schematismo dei personaggi e della sceneggiatura e, soprattutto, l'insistenza nel mostrare corpi nudi di adolescenti). Il film è comunque ugualmente convincente e molto più verosimile nella trama della media dei "poliziotteschi" di quegli anni, con i quali condivide l'energia e la vitalità della messa in scena, peculiarità di questo filone del cinema italiano di genere, recentemente rivalutato, che tanto ha contato nella formazione di diversi registi contemporanei, Tarantino su tutti. Tra le curiosità da segnalare la breve apparizione nel film di una giovane Ilona Staller (Cicciolina) nei panni di una prostituta minorenne.

Per la rubrica Cinema - Numero 70 aprile 2008