RIVISTA D'AREA DEI CASTELLI ROMANI

Sistema Territorio

Un territorio in rete

Ripensare lo sviluppo del territorio in termini di integrazione tra le molteplici realtà culturali e socioeconomiche sembra essere la direzione verso la quale si muovono molte iniziative dirette alla crescita delle potenzialità turistiche di un'area.
Anni d'inutili tentativi volti a promuovere il territorio ritenendo sufficiente realizzare qualche suggestiva foto delle bellezze naturali e monumentali del luogo e partecipare alle varie fiere sparse per l'Italia hanno ottenuto solo il risultato di dissipare soldi e tempo senza alcun risultato di rilievo.
I Castelli Romani hanno subito, e subiscono ancora, la logica del "turismo da cartolina", visione romantica di una realtà ferma all'immagine dell'Italia rappresentata dal cinema hollywoodiano negli anni '50, come quella della indimenticabile commedia Vacanze romane di William Wyler, tanto per fare un esempio. Certo l'area castellana possiede tutte quelle qualità che caratterizzano le località più affascinanti dell'Italia, è immersa in una splendida cornice ambientale, possiede un importante patrimonio monumentale, millenni di storia e di cultura che hanno concorso a realizzare la sua originale identità. Ciò nonostante è evidente come il turismo non sia mai riuscito ad assumere la centralità dell'economia castellana: non solo: se si esclude il flusso dei romani che nel fine settimana rinnovano la tradizionale gita fuori porta - manifestazioni che appartengono alla fenomenologia dell'escursionismo e non del turismo, come da tipologie delineate nella Conferenza dell'ONU tenutasi nel 1963 a Roma - è del tutto assente la presenza di un flusso turistico significativo.
Continuare su questa strada vuol dire non raggiungere mai la meta, ma è impensabile non indirizzare lo sviluppo dell'imprenditoria locale puntando sull'uso sostenibile del patrimonio culturale, sulla promozione di un marchio territoriale e del suo pay off che identifichi il territorio e che susciti un forte senso di appartenenza in quanti vivono e agiscono in quell'area. In sostanza la cultura deve diventare un "valore aggiunto" che traini l'economia nel contesto di una strategia di promozione territoriale.
Con la L.R. 40/99 la Regione Lazio ha voluto indicare una nuova direzione da seguire per intraprendere azioni volte alla promozione del turismo regionale. La legge in questione riconosce come obiettivo prioritario la valorizzazione ambientale, culturale e turistica del territorio, come fattore determinante dello sviluppo economico, imprenditoriale e occupazionale.
Ne consegue che per costruire un modello di Area integrata deve essere sollecitato e incentivato il rapporto integrato tra i vari attori sociali del territorio, e attraverso questa modalità costituire una serie di reti che si confrontano e interagiscono. L'Area, caratterizzata da un sistema di interrelazioni, può così valorizzare il patrimonio culturale in modo complessivo e unitario e razionale, con la consapevolezza di rappresentare realtà locali, pubbliche e private, che concorrano verso un obiettivo primario, quello di valorizzare il territorio mettendo in relazione il tessuto ambientale, urbanistico, economico e sociale.
L'integrazione delle risorse deve essere intesa a tutto tondo: servizi da integrarsi ad infrastrutture e trasporti; la ricettività integrata con la ristorazione; le realtà produttive con quelle associazionistiche...
Il territorio dei Castelli Romani è un'area caratterizzata dalla presenza di tratti paesaggistici e storico-culturali di notevole interesse, per cui è possibile immaginare una importante offerta turistica con numerosi itinerari di conoscenza e di incontro.
Nell'ideare percorsi turistico-culturali si deve tener conto sia degli itinerari che storicamente partecipano a far emergere l'identità dell'area castellana, cercando però di non riproporre la tradizionale offerta turistica, disomogenea e frammentaria, ma di presentare il territorio in un'ottica d'insieme frutto di una paziente opera di tessitura delle diverse emergenze culturali e ambientali.
Le ipotesi progettuali contenute nell'Agenda strategica, documento di indirizzo programmatico approvato dall'assemblea dei sindaci dei 17 comuni dell'area, sono diventate le linee guida lungo le quali si muove il Consorzio SBCR, soggetto proponente e attuatore dell'Area integrata dei Castelli Romani.
Le linee progettuali tengono conto quanto finora espresso dalla letteratura e dalle esperienze sulle tematiche del turismo culturale e del suo ruolo crescente nell'economia territoriale.
Certo, qualsiasi ipotesi progettuale deve tener presenti i cambiamenti che modificano incessantemente la fisionomia dell'area dei Castelli Romani, il traffico invasivo, l'espansione edilizia, l'aumento della popolazione esogena; mutamenti che trasformano la realtà, verso i quali non giova chiudersi in uno sterile isolamento e immobilismo per sperare di conservare i Castelli in un eterno passato folkloristico. Anzi, l'Area integrata deve saper cogliere gli stimoli esterni e le novità, riuscendo a rinnovare la propria identità forte di una puntuale conoscenza della storia e del patrimonio che la caratterizzano e la rendono unica agli occhi degli abitanti e dei visitatori.
Un'efficace strategia di comunicazione e d'immagine coordinata, deve agevolare la presentazione di una diversa immagine del territorio, dove gli itinerari diventano un'occasione per consentire ai castellani la scoperta del proprio habitat e ai turisti la possibilità di approfittare di un'offerta diversificata che possa lasciare il ricordo di un'esperienza unica ed emozionante.

Per la rubrica Sistema Territorio - Numero 70 aprile 2008