RIVISTA D'AREA DEI CASTELLI ROMANI

Arte

La costruzione di un semenzaio

Sperimentazione e ricerca + materiali "poveri" e rinnovabili + manualità e lavoro di gruppo: questa la ricetta del workshop che si svolge a Marino nell'ambito dei due Corsi di Formazione Professionale promossi dall' "Associazione Arianna".
I 24 giovani coinvolti nell'operazione frequentano i masters "Arte Creatività e Impresa" e "Tecnico per la ricostruzione di siti ed eventi in computer grafica" incontrandosi in un progetto comune: costruire, o meglio "autocostruire", il semenzaio, una struttura leggera, multifunzionale e trasportabile, che troverà posto ne "Il Campo dell'Arte" di Grottaferrata. Così, nel poetico giardino "etico" voluto da Angela Casaregola e Francesco Pernice, un luogo, nuovo punto di incontro simbolico, sottolineerà la pacifica coesistenza di esperienze e realtà diverse in uno spazio, un frammento di paesaggio sottratto al consumo: due ettari in cui convivono armonicamente spazi naturali e agricoli, attività di laboratorio e creazioni artistiche; e dove si svolge il confronto, la riflessione, il lavoro, di persone diverse per età, provenienza e formazione.
Gli studenti dei corsi, coordinati dal prof. Piergiorgio Rossi, del Dipartimento Strutture dell'Università Roma Tre, Facoltà di Architettura, utilizzeranno per la nuova costruzione una risorsa che oltre ad essere caratteristica del nostro ambiente agrario, è economica, ecologica e facilmente reperibile: la canna di fiume.
Si tratta di un materiale semplice, all'apparenza fragile e modesto, ma che acquista qualità architettoniche grazie all'intreccio di moduli triangolari, e alle complesse figure che ne derivano.
Il progetto nasce dalla convergenza sulle stesse tematiche di due approcci diversi. La Fondazione "Il Campo dell'Arte" da anni promuove eventi di arte pubblica dove la creazione artistica si mescola alla vita del territorio, contribuisce alla formazione dei giovani e si fa portatrice di valori di multiculturalità, diritti civili, e sostenibilità ambientale. Con diversa metodologia, il gruppo di lavoro del Dipartimento Strutture dell'Università Roma Tre progetta e sperimenta (in Italia ma anche in Africa e in America Latina), esperienze di "autocostruzione" che coniugano materiali "leggeri" e tecnologie facili alla soluzione di problemi teorici e strutturali anche complessi.
Il semenzaio, sintetizzando questi due approcci, si pone come una soluzione low cost e di basso impatto ambientale - ma con alto valore simbolico - per veicolare importanti contenuti di ricerca e sperimentazione, con notevoli ricadute didattiche: la creatività, la comunicazione nel gruppo di lavoro, la condivisione dei saperi, l'utilizzo di tecnologie semplici, la riscoperta della manualità si sostituiscono al più banale e tristemente noto consumo di risorse "pesanti", intrusive nei confronti dell'ambiente.
L'eccezionalità dell'esperienza in corso a Marino e a Grottaferrata può far riflettere su quanto ancora, nel nostro territorio, la creatività sia considerata un "optional" o un lusso riservato a pochi piuttosto che una risorsa da incentivare. I master in corso si propongono di ribaltare questo punto di vista, investendo nella promozione di nuove energie creative soprattutto tra i giovani e sviluppando potenzialità spendibili in campi diversi dove immaginazione e sperimentazione possono essere la chiave di un approccio positivo ai problemi. Attraverso i corsi perciò passa non solo la definizione di nuove figure professionali ma anche un messaggio al mondo delle istituzioni e dell'economia locale: ampliare campi e confini del lavoro giovanile credendo nella possibilità di uno sviluppo sostenibile dell'ambiente, conservando e valorizzando le particolarità del territorio e riqualificandolo dal punto di vista sociale, estetico e culturale.

Per la rubrica Arte - Numero 69 marzo 2008