RIVISTA D'AREA DEI CASTELLI ROMANI

Sistema Territorio

Network internazionali per i Castelli Romani

Il 27 novembre 2007 si è tenuto a Salonicco il meeting finale del progetto europeo Interreg IIIC denominato Cultism (). Cultism ha affrontato il tema di come promuovere lo sviluppo attraverso l'investimento in cultura; in particolare, ha posto l'attenzione sul ruolo che in tale direzione può svolgere anche il turismo culturale. Un progetto per il territorio fondato su una collaborazione italo-greca che ha coinvolto il Consorzio per il Sistema Bibliotecario dei Castelli Romani (SBCR) e la provincia di Salonicco. Gli esiti di questo progetto si possono valutare sotto due aspetti principali: i risultati concreti di questo anno di lavoro e le prospettive aperte da un'esperienza di pianificazione territoriale giocata in scala extra-locale. I principali output concreti sono: a) il progetto basato su una metodologia condivisa con la Città di Salonicco, e fondato su un approccio generato dalla collaborazione tra professionisti delle facoltà di architettura di Roma Tre e della Sapienza insieme ai tecnici della Prefettura di Salonicco; b) il rafforzamento del network del SBCR su scala continentale, c) il consolidamento del ruolo di facilitatore svolto dal SBCR nell'area dei Castelli Romani. Questo master plan è basato sulla metodologia LFA (Logical Framework Approach), che si determina attraverso fasi analitiche e di pianificazione che avanzano progressivamente nei diversi percorsi progettuali identificati ed attivati. Nel caso di Cultism, per i Castelli Romani, questo LFA si è basato su tre punti: analisi dello stato dell'arte del turismo culturale, analisi di best practice (modelli) a scala continentale, e definizione degli obiettivi da raggiungere inerenti alle principali criticità incontrate. Partendo proprio dalle criticità: sono stati evidenziati dei punti deboli nel sistema infrastrutturale, sia su ferro che su gomma; è emerso uno scarso coordinamento dei trasporti pubblici a fronte anche di frequenze inadeguate e l'impossibilità di utilizzo da parte del potenziale turista. L'uso spesso estremamente commerciale del patrimonio culturale, la mancanza di coordinamento tra i diversi eventi e la prossimità con Roma che spesso, più che come opportunità, si manifesta come un attrattore di risorse, non favorisce la fruizione dell'area dei Castelli e non permette di trattenere tali risorse all'interno del territorio. Cultism non poteva dare risposta a tutte le criticità, anche per la sua dimensione finanziaria e temporale, ma è riuscito nell'ambito dell'operazione Progresdec (www.progrsdec.org) a mostrarsi come uno dei progetti più innovativi e creativi. Ci si riferisce in particolare a "sagre e profane" che ha messo in evidenza la capacità progettuale dei singoli Comuni, delle Associazioni e di altri soggetti del territorio costruendo un singolare metodo di valorizzazione e promozione dei Castelli.
Le prospettive aperte, al di là degli esiti indiretti o intangibili comunque connessi a questo tipo di iniziative, sono identificabili nelle possibilità di attivare intorno allo SBCR un workshop stabile di riflessione sui temi territoriali che gravitano intorno all'area dei Castelli Romani. Il progetto Cultism è stato un primo passo di un percorso che mira ad attivare ulteriori collaborazioni su scala europea nell'ambito delle iniziative comunitarie ricadenti nell'obiettivo di cooperazione territoriale (fondi strutturali 2007-2013). I progetti in preparazione stanno provando ad attivare delle partnership nell'ambito dell'Interreg IVC e del programma Urbact. I percorsi che si stanno delineando aprono due possibili sentieri. Da una parte la ricerca di strategie per aumentare la competitività territoriale del sistema 'Castelli', dall'altra la ridefinizione del rapporto tra urbano e rurale, che incontra il discorso inerente alla definizione e gestione dei temi territoriali strategici dell'area metropolitana di Roma. Nel caso della competitività territoriale si tratta di lavorare soprattutto sul sistema di governance a sostegno delle decisioni strategiche prese alla scala territoriale dei diciassette comuni, e soprattutto cominciare a riflettere e a mettere a sistema il meccanismo di relazioni locali-globali che interessano l'area dei Castelli: sviluppare strumenti a sostegno di una politica per la competitività che integri le azioni delle politiche culturali, delle politiche per l'innovazione tecnologica e delle politiche ambientali. Portare l'area dei Castelli ad esser protagonista del proprio sviluppo, o quantomeno a saper dare delle risposte territoriali consapevoli e coerenti con gli input esterni, siano essi di scala regionale, nazionale o globale: strutturare una capacità di rispondere definendo prospettive sostenibili e limitando quelle risposte che favoriscano logiche supportanti solo vantaggi di breve periodo. Il rapporto urbano-rurale, invece, dovrebbe fondarsi sulla conoscenza delle logiche di città diffusa con degli interstizi rurali di pregio, sia dal punto di vista produttivo sia da quello naturalistico-paesaggistico, che contraddistinguono i Castelli. Rileggere il contesto dei Castelli e sdoganarlo da interpretazioni che lo relegano ad "insieme scoordinato di ameni paesi per il week end" e portarlo verso quello di "città nella città", di area urbana composita e complessa costituita da centralità polifunzionali. Cambiare prospettiva come opportunità di aprire il pensiero a scelte infrastrutturali, ambientali di politiche abitative coerenti, sinergiche e di scala intercomunale. La strategia del SBCR va in questa direzione e supporta la creazione di questo percorso di pianificazione strategica attraverso la creazione di network internazionali, la ricerca di un dialogo tra mondo dell'informazione e quello della produzione, e definendo logiche interscalari per l'integrazione territoriale.

Per la rubrica Sistema Territorio - Numero 69 marzo 2008