RIVISTA D'AREA DEI CASTELLI ROMANI

Arte

STUPIRE PER EDUCARE

Ebbrezza di Noè

Stupire per educare, movimento, energia, tensione, contrasto, vale a dire Barocco, un periodo controverso e complesso che rivoluziona inevitabilmente la civiltà letteraria, filosofica, musicale
ed in maggior misura il linguaggio artistico italiano del '600 sulla stregua del suo più insigne rappresentante, Gian Lorenzo Bernini, che fa di Roma il centro propulsore delle nuove tendenze artistiche.
Un' imperdibile occasione per facilitare la comprensione di questo periodo nonché la sua influenza sul secolo successivo è testimoniata dalla mostra pittorica "Museo del Barocco Romano, la collezione Lemme", visitabile fino al 10 Febbraio 2008 nella dimora barocca di Palazzo Chigi ad Ariccia. La preziosa collezione, dopo essere stata oggetto di una mostra presso il museo del Louvre, il Palazzo Reale di Milano e Palazzo Barberini di Roma, è stata liberamente donata al Palazzo lo scorso 16 Aprile dall'avvocato Fabrizio Lemme e da sua moglie Fiammetta - prematuramente scomparsa; è costituita da 126 dipinti, provenienti dalla più importante quadreria privata di nuova formazione, con l'aggiunta, in un secondo momento, di un dipinto del Baciccio ed uno dell'allievo Odazzi, raggiungendo così un totale di 128 quadri.
Attraversando le antiche sale del Palazzo si ripercorre la storia della pittura romana tra Barocco e Neoclassicismo, grazie ai preziosi dipinti del Cavalier D'Arpino, Fetti, Caroselli, Preti, Borgognone, Baciccio, Baldi, Seiter, Giacinto e Ludovico Gimignani, Ferri, Maratta, Moranti,
Grezzi, Luti, Costanzi, Benefial, Batoni, Conca, Corvi, Giaquinto Cavallucci, testimoni e rappresentanti delle più importanti scuole artistiche Romane del '600 e '700.
Caratteristica unica della collezione è lo "spiccato interesse per i modi del processo ideativo"; ci
troveremo così di fronte a modelli finiti, bozzetti, studi preliminari per pale, affreschi, stendardi, cicli decorativi di chiese e palazzi romani che anticipano l'opera finita.
I temi prevalentemente raffigurati nei dipinti sono per la quasi totalità ripresi dalla storia sacra, ma non mancano iconografie mitologiche e ritratti; dei 128 dipinti, inoltre, almeno 39 si riferiscono ad opere che non esistono più, versano in cattive condizioni o non sono identificate (come per la pala "Il martirio di Santo Stefano" di Michele Rocca o il "San Bruno penitente" di Ludovico Stern).
Questa prestigiosa acquisizione, assieme al patrimonio chigiano e alla collezione Fagiolo, candida Palazzo Chigi ad essere riferimento, a livello internazionale, per il Barocco romano, oltre a rappresentare un privilegio per il territorio regionale ed un importante pezzo di storia dell'arte moderna.

Per la rubrica Arte - Numero 68 febbraio 2008