RIVISTA D'AREA DEI CASTELLI ROMANI

Primo piano

Castelli senza fili

Tecnologie Wi-Fi per un territorio che sta imparando a fare rete

Qual è il rapporto tra nuove tecnologie di rete e la rete della cultura? Da diversi mesi insiste sul territorio dei Castelli Romani un progetto innovativo e ambizioso, quello di riuscire a mettere in valore il territorio puntando su cultura, innovazione, qualità e specificità delle risorse locali.
Ci si riferisce nel progetto a modelli di sviluppo locale definiti dalla letteratura in più modi - distretti culturali, sistemi locali, reti territoriali - ma più che di modelli, la vera sfida è quella di metter in moto i soggetti/attori locali (imprenditori, studiosi, sindaci, parchi e comunità montane, politici, associazioni e reti tematiche etc), secondo un piano condiviso in cui emergano il ruolo decisivo che per lo sviluppo economico di un territorio possono svolgere il patrimonio di conoscenze e know how di cui esso è depositario.
All’interno di tale progetto, che marcia lentamente, perché ha bisogno di mettere radici e di ramificare (e qui sta la sua forza), un’attenzione particolare meritano le potenzialità espresse dalle nuove tecnologie e in particolare quelle denominate Wi-Fi (Wireless fidelity): quelle senza fili che consentono di raggiungere una velocità di banda molto elevata ad un costo relativamente basso.
Il Consorzio delle biblioteche dei Castelli Romani tra le sue attività si preoccupa da anni di monitorare i progressi della tecnologia della comunicazione per restituire al territorio, sul terreno dei servizi bibliotecari ( servizi informativi per eccellenza), performance sempre più avanzate e al passo con le richieste/esigenze dei cittadini. La dorsale wireless che il Consorzio sta realizzando per collegare le biblioteche, ma anche per aprire nuove opportunità ai comuni di offerta di servizi al cittadino, ha buone opportunità di essere completata per tutti i 17 comuni del SBCR entro i primi sei mesi del 2007, grazie ad un importante accordo tra il Consorzio e l’XI Comunità Montana, che, a sua volta, ha avviato i lavori per la realizzazione di una rete che colleghi i suoi comuni, tra i quali anche 6 che aderiscono al Consorzio. Ci piace sottolineare l’importanza di tale accordo in quanto crediamo sia il frutto di una modalità nuova di lavorare tra enti che si sta affermando sul territorio dei Castelli, che punta al coordinamento, alla cooperazione, alla messa in valore di quanto si muove e si costruisce, evitando sprechi, doppioni, progetti privi di comunicazione.
Non crediamo sia superfluo stigmatizzare l’importanza di tale accordo, perché questi, riteniamo, sono gli atti che danno concretezza a tante teorie che ci sentiamo di condividere, e che ci parlano di territori che incontrano le imprese, dove si stringono alleanze tra i saperi, dove le nuove tecnologie, la tradizione e la competitività si alimentano di formazione, di ricerca, di coesione sociale e di rapporti positivi con le comunità.
Per la rubrica Primo piano - Numero 55 settembre 2006