RIVISTA D'AREA DEI CASTELLI ROMANI

Cibo per la mente

La bambina col cappotto rosso

Ligocka Roma
Milano, A. Mondadori Editore,2001

Una bambina è seduta ad un tavolo con i suoi genitori davanti ad una enorme coppa di fragole, gira il cucchiaino dentro di essa con indifferenza. Roma, l'autrice di questo emozionante romanzo autobiografico, la sta osservando e improvviso nasce il ricordo, triste, angosciante. Rivede una bambina magra con grandi occhi scuri, non mangia, è spesso malata, sofferente, vive tra la paura, il freddo e i costanti pericoli nel ghetto di Cracovia in Polonia. Ci sono gli uomini con gli stivali che minacciano con i loro fucili e parlano una lingua dura e fredda come l'acciaio. Roma e la mamma sono costrette a vivere sempre in fuga, le loro vite sono appese ad un filo. Ma nonostante le avversità, Roma riesce ad andare avanti, è il trionfo della vita sulle tenebre, anche quando nel dopoguerra arriveranno nuove speranze, nuovi ideali di pace e di rinnovamento, il riconoscersi in una idea e poi non più. Roma è inquieta, sensibile, i cambiamenti li vive sulla propria pelle, anche i tormentati amori della sua vita. Sono passati gli anni, tanti, e la donna si ritrova seduta ad un cinema in attesa di una prima. Il film è di un famoso regista, il suo nome è Spielberg. Tratta di guerra, è girato nel ghetto di Cracovia, davanti a sé orrore, paura, lacrime, gente che fugge, e all'improvviso vede un volto di bambina con enormi occhi neri, indossa un cappotto rosso, si avvicina...
...E' una storia bellissima, che tocca nel profondo le corde della nostra anima. Un grido di denuncia contro la cinica indifferenza ed il vuoto di valori dei nostri tempi.

Per la rubrica Cibo per la mente - Numero 7 marzo 2002