RIVISTA D'AREA DEI CASTELLI ROMANI

Cibo per la mente

I magnifici 10

Anna Cerasoli
Sperling & Kupfer, 2001

Lo sapevate che la parola calcolo deriva dal termine latino calculum? Che proprio da quei sassolini - calcoli - usati dai romani nei loro abachi, trae origine il verbo calcolare? E che il vocabolo algoritmo nasce dal nome di un matematico molto in gamba che lavorava al servizio del Califfo di Baghdad tra l' VIII e il IX secolo dopo Cristo, di nome Mohamed Al Khwarizmi? E che le equazioni si possono insegnare con un gioco di spogliarello? E che la teoria della similitudine sta alla base del celebre modo in cui Talete misurò l'altezza della Piramide di Cheope? Tenero e frizzante, piacevole come un racconto, ricco di curiosità e di spunti che fanno della matematica una materia amica e sdrammatizzata, il libro di Anna Cerasoli ci fa sentire tutti intelligenti e vogliosi di saperne di più sulla storia e sul linguaggio di questa disciplina. Un testo originale nel panorama delle pubblicazioni sul tema, che si rivolge a bambini e adulti con lo stesso tono confidenziale e caldo di una conversazione che si svolge in cucina. Non a caso è la complicità tra un nonno e un nipote che guida la storia, complicità strategicamente alimentata da un nonno che non perde il vizio di insegnare e di un nipote curioso e piacevolmente irretito nelle piccole trappole quotidiane che il nonno gli tende. Sullo sfondo, una voce narrante che guarda con tenera ironia alla indivisibile coppia che con la stessa passione risolve imprevisti problemi di cucina - come cuocere una crostata quadrata in una teglia rotonda - e ragiona di finito, infinito e infinitamente piccolo, passando per Galileo, Dedekind e Cantor per poi tornare a Zenone e al suo celebre paradosso del 450 a.C. Che fare dunque con I magnifici dieci? Alcuni suggerimenti: godetevelo pure in solitudine, leggetelo a vostro figlio, utilizzatelo per i vostri alunni, regalatelo a chi vi è simpatico.

Per la rubrica Cibo per la mente - Numero 8 aprile 2002