RIVISTA D'AREA DEI CASTELLI ROMANI

Primo piano

Largo alla matematica

Copertina del libro


Potrebbe essere lo slogan di questi primi anni del terzo millennio che hanno visto la matematica grande protagonista della scena culturale: spettacoli, film, giornali, incontri, dibattiti, hanno al loro centro la matematica, l'astronomia, la fisica con tutti i loro volti e le loro applicazioni

Anna Cerasoli, autrice de "I magnifici 10: l'avventura di un bambino nel mondo della matematica", parla del suo libro e della sua esperienza nelle biblioteche del Consorzio S.B.C.R."

"Quando sono arrivata alla biblioteca di Lanuvio, invitata per organizzare l'incontro del prossimo 15 Aprile con giovani lettori, ho subito pensato che quello fosse il posto giusto. L'edificio d'epoca, il parco, i locali accoglienti, ma soprattutto quelle donne: giovani donne, con mansioni diverse, ma tutte capaci di farti condividere con semplicità la loro passione per un lavoro in cui il libro ha un po' sostituito la minestra. Sì, mi è sembrato che proprio il loro essere donne, con il naturale ruolo di accudimento alimentare della prole, le rendesse giuste nello scegliere e nel porgere quel 'cibo per la mente'. Dopo qualche minuto che eravamo sedute attorno a un tavolo e già ci davamo del tu nel parteciparci le nostre esperienze legate al mondo della scuola, è arrivata lei, la maestra. Non poteva essere più giusta di così: il suo modo di fare era allenato a coinvolgere e a incoraggiare.

'Le porto i saluti dei miei allievi. Non vedono l'ora di conoscerla.' Mi ha detto ad un tratto la maestra.Che emozione! Ragazzini di 10 anni che salutano con tanto entusiasmo una sconosciuta! Anch'io non vedevo l'ora di conoscerli!
Poi ho pensato: forse un po' mi conoscono, perché in quel libro che la maestra sta loro leggendo ho messo tanto di me.

Non è come uno dei manuali di matematica, che avevo scritto anni addietro, in cui tutto era già stabilito, argomenti ed esercizi. In questo libro potevo scrivere quello che volevo! Ed io volevo scriverci qualcosa che facesse dire: Ma in fondo la matematica non è così difficile! Ed è pure bella! Volevo, insomma, che qualche ragazzino esasperato da divisioni a due o tre cifre, o qualche adulto fuggito da misteriose espressioni aritmetiche, facessero la pace con quegli inoffensivi spauracchi. Perché è importante che la matematica, quella utile e bella, diventi amica dei più. E' importante che la gente comune impari a pensare in modo razionale, impari a distinguere le situazioni in cui vale la pena lasciare libera la fantasia e il sogno, da quelle in cui bisogna pensare. Altrimenti si salvi chi può da Vanna Marchi!

E non è solo per vaccinare contro la superstizione e la magia che serve divulgare la matematica, ma anche perché è ormai chiaro che la ricchezza di un paese non dipende più dalle riserve d'oro delle banche o dai giacimenti minerari o da quant'altro, ma è direttamente proporzionale alla cultura scientifica diffusa e alla capacità generalizzata di utilizzare le nuove tecnologie.
E poi la matematica ci può dare una mano a liberarci da razzismi più o meno consapevoli: l'universalità del suo linguaggio, l'essere un patrimonio a cui tutti possono attingere e che tutti hanno contribuito ad arricchire (a cominciare dagli arabi che furono i nostri maestri sebbene ora lavino i vetri delle auto in sosta ai semafori), ci danno il senso di appartenenza ad un progetto comune, libero da pregiudizi di razza e di religione. E così sono nati 'I magnifici dieci', un giorno in cui i miei allievi facevano un compito in classe ed io rimuginavo queste idee.

Ho pensato: cosa c'è di meglio di un nonno, saggio e appassionato, con un inguaribile piacere di comunicare, e un nipotino curioso, per descrivere quella ancestrale e magica situazione che è l'apprendimento? E cosa c'è di più accogliente di una cucina per scoprire le tante occasioni in cui la matematica ci può venire in aiuto? Così il nonno e il nipotino sono diventati ottimi cuochi e la lavagnetta per gli appunti della spesa è diventata il supporto per le spiegazioni più difficili.
E ora scopro che una maestra coraggiosa, capace di sollevare lo sguardo dal registro e accogliere in classe uno strano testo di narrativa e matematica, questo libro lo sta leggendo ai suoi allievi e loro, i ragazzi, si appassionano alla matematica ma anche al nonno, un nonno che tutti vorrebbero avere in casa.

Nel libro non c'è una dedica perciò vorrei cogliere questa occasione per poter ricordare un altro nonno che fu un grande didatta della matematica, Lucio Lombardo Radice. La sua passione per la divulgazione dei concetti matematici lo portò oltre che a scrivere fiabe per i nipotini, in cui dentro c'era anche un po' di matematica, persino a fare l'attore, in un film su Evariste Galois (un genio della matematica morto giovanissimo) in cui impersonava il maestro di Evariste. Questo la dice lunga su quante cose sia disposto a fare chi crede nell'insegnamento e nel sacrosanto diritto di tutti di apprendere."

Per la rubrica Primo piano - Numero 8 aprile 2002