RIVISTA D'AREA DEI CASTELLI ROMANI

Cibo per la mente

I maschietti del Duce

Antonio Santini Rugiu
Lecce, Editore Piero Manni srl


Non è la descrizione o l'esaltazione di quella generazione nata e maturata durante il fascismo e che si "adunava" in organizzazioni giovanili tanto care a Mussolini: no, si tratta invece del diario, iniziato da un gruppo di ragazzini nei primi anni trenta. Vivevano, studiavano, giocavano nello stesso quartiere Salario-Nomentano di Roma.
Ai loro giochi ed alla loro amicizia volevano dare una impronta particolare.
Scelsero una sigla X S X sotto la quale si identificavano, ritenendosi "antitradizionalisti". Avevano stabilito un regolamento che prevedeva cariche, avanzamenti, retrocessioni e punizioni. Avevano escogitato un linguaggio cifrato e si erano dati altri nomi.
Ma i ragazzini crescevano e provavano le prime emozioni sentimentali (ah quella lettera d'amore della Fulvia! ), conobbero i primi piaceri sessuali nell'atmosfera dell'epoca. E poi, il gusto di mettere alla prova le personali propensioni, come quella letteraria e teatrale di Adriano. Un giorno i Maschietti furono pronti per andare alla guerra, quella vera.
E' a questo punto che, dopo aver sorriso piacevolmente, accettato e condiviso certe imprese adolescenziali e certe trovate del gruppo, si avverte il dolore per una gioventù mutilata che nessuno mai potrà ripagare.
Le lettere di Walter ad Adriano bellissime e ironicamente amare con certe espressioni a dir poco "audaci" sono così bene inserite nel testo da confermare la veridicità storica del diario.
Gli stati d'animo sono pienamente comprensibili, quasi si stessero vivendo. Superfluo commentare la valenza letteraria del ben noto autore.

Per la rubrica Cibo per la mente - Numero 9 maggio 2002