RIVISTA D'AREA DEI CASTELLI ROMANI

Cibo per la mente

A Fiume, un'estate

Mestrovich, E.
Auxilia S.r.l. , 2001

Un libro che possono comprendere appieno coloro che hanno vissuto vicende simili a quelle narrate, come dire i profughi o anche quelle minoranze che non hanno potuto o non hanno voluto, nell'epoca del dopoguerra 1940 abbandonare la propria città che non parla più, ora, italiano, né tanto meno il proprio dialetto. E' un continuo dialogare in fiumano nell'ambito familiare e tra gli amici. Sono considerazioni su decisioni che molti hanno già preso, altri tentennano a prendere ed altri rifiutano.
La situazione politica conflittuale che non riesce a riportare Fiume nell'ordinata solidità economica, amministrativa, intellettuale, cui era abituata sotto il rimpianto governo austro-ungarico. E poi quella particolare attenzione italiana dopo l'annessione del 1924. L'Italia non era solo quella fascista ed in quegli anni del dopoguerra era ritenuta una meta invidiabile da raggiungere. Era un ritorno alla libertà ed al benessere. Per questo molti istriani, fiumani, zaratini, a migliaia abbandonarono affetti ed averi e preferirono l'esilio.
Ma non è il lato politico, più intuito che raccontato, a colpire il lettore.
E' piuttosto quella minuziosa descrizione di luoghi, personaggi, situazioni, pensieri, fissati nella mente di Aldo, un bambino di quei tempi.
Scritto da un italiano rimasto a Fiume, il libro è un malinconico ricordare.
Nonostante i giochi e le scorribande della "mularìa" tra macerie e case abbandonate, mercati e moli, non si riesce a sorridere. Ma questo forse non era proprio nelle intenzioni dell'autore.
Rimane in ogni modo, apprezzandone lo stile, una validità storica, attraverso una testimonianza inconfutabile sul perché e sui modi dell'esodo" da Fiume.
Molte citazioni, anche in croato, ben tradotte a piè di pagina.
Alla realizzazione della stampa ha contribuito l'Istituto Italiano di Cultura a Zagabria.

Per la rubrica Cibo per la mente - Numero 11 luglio 2002