RIVISTA D'AREA DEI CASTELLI ROMANI

Primo piano

BIBLIOCOM 2002 : Il Consorzio SBCR partecipa alla tavola rotonda

Le riviste culturali oggi

Politiche e strumenti per la diffusione dei contenuti disciplinari


Trattandosi di un dibattito in cui sono posti a confronto diverse figure, editori , redazioni docenti e bibliotecari quali mediatori d'informazione per eccellenza nella moderna accezione della professione bibliotecaria, mi sembra opportuno stabilire fin dall'inizio alcune connessioni tra i soggetti che partecipano al seminario al fine di ipotizzare proposte per strategie da perseguire in sinergia comune.
Una prima connessione è rappresentata dal fatto che le riviste culturali di cui parliamo hanno in comune con le biblioteche pubbliche la specificità di non essere indirizzate ad un target specifico di utenza; e, cosa più rilevante, sono trasversali, cioè di carattere interdisciplinare.
Questi due elementi, target indifferenziato di utenza e carattere interdisciplinare, sono comuni tanto alle biblioteche pubbliche quanto alle riviste culturali e di conseguenza accompagnano sia il lavoro del bibliotecario nella ricerca delle strategie da perseguire, sia il lavoro dei responsabili delle riviste, alle prese con un mercato sempre più esigente e
selettivo.
Altra connessione interessante tra il ruolo delle biblioteche e quello delle riviste culturali sta nel fatto che queste ultime , avendo carattere interdisciplinare, vantano, rispetto alle monotematiche, la possibilità di offrire una panoramica globale sugli argomenti di attualità fornendo al lettore la possibilità di selezionare e discernere tra l'insieme delle informazioni che i mass media giornalmente veicolano con tutto il carico di "rumore" che questo tipo di informazione porta con sé.
D'altro canto, le biblioteche pubbliche organizzano e mettono a disposizione dell'utente una grande e intricata griglia di informazioni attraverso gli strumenti più o meno tradizionali di reference bibliografico e altre strategie mutuate dal marketing .
Entrambe, le biblioteche pubbliche e le riviste culturali sono alla ricerca di una quantità e qualità di pensiero umano con il quale entrare in contatto ma del quale in generale non conoscono preventivamente gusti ed interessi.
In un articolo comparso sul Viv@voce di maggio 2001 dal titolo Nuovi modelli per nuove biblioteche: dalla paura della soglia al piacere dell'accesso amichevole, Diego Cesaroni, Direttore del nostro Consorzio SBCR si soffermava sul tema delle cosiddette biblioteche a tre livelli (dal modello tedesco) o anche mediateche (dal modello francese).
In questa tipologia di biblioteche , a fianco degli spazi tradizionali già sperimentati, viene creata una cosiddetta zona vicina, detta anche, per la sua ubicazione, settore d'ingresso dove è possibile sfogliare e leggere libri per curiosità e diletto.. In quest'area il materiale è strutturato per aree di interesse e non per discipline e viene continuamente adeguato alle esigenzedell'utente.
Le esperienze già consolidate di Germania e Francia, si affacciano timidamente anche nel nostro panorama di biblioteche dove lo sforzo teorico e pratico portato avanti è quello di puntare innanzi tutto sull'utente non troppo equipaggiato culturalmente ma che esprime comunque bisogni culturali.
Per tornare alle connessioni, anche le riviste culturali di carattere interdisciplinare possono svolgere un ruolo da protagonista pur nella loro specialità e ricavarsi una nicchia di attenzione , se solo si riesce ad innescare nel pubblico ed eventuale cliente il felice meccanismo attraverso il quale ogni essere umano decodifica e interpreta i messaggi: una conoscenza non selettiva o classificatoria dei contenuti che implica elaborazione razionale e informazioni sedimentate , ma un complesso di stimoli e suggestioni psichiche e visive che si dipanano contemporaneamente nella mente dell'utente capaci di soddisfare un bisogno culturale anche
occasionale. Altro e fondamentale argomento è quello della ricerca.
Le riviste culturali di carattere interdisciplinare possono rientrare a pieno titolo quali formidabili strumenti della ricerca perché sono strutturate in modo da favorire le griglie di pensiero finalizzato a raggiungere l' obiettivo di una conoscenza che si fonda maggiormente sulle domande piuttosto che sulle risposte.
Diverse sono le strategie che le biblioteche possono perseguire per facilitare all' utente della biblioteca l'avvicinamento amichevole alle riviste culturali:
strategie che riguardano l'aspetto fisico di queste, posizionandole in maniera accessibile e visibile all'ingresso della biblioteca in una zona amena di lettura;
strategie che riguardano i soggetti che costruiscono la rivista, attraverso incontri con editori e autori su alcuni argomenti di attualità allo scopo di far conoscere la linea editoriale perseguita;
strategie che riguardano i contenuti o argomenti specifici, organizzando concettualmente all'interno delle aree tematiche dei percorsi di lettura trasversale nella quale la rivista perde la sua veste formale di periodico interdisciplinare e viene introdotta nello scaffale per la sua qualità essenziale: costituire una unità di pensiero correlata ad altre in modo da restituire all'utente una serie di messaggi orientati ad una informazione complessa.
Ultima ma non meno importante strategia è quella di inserire le riviste in un discorso di cooperazione.
Il nostro Consorzio delle biblioteche dei Castelli Romani pubblica da oltre un anno un suo periodico, il Viv@voce. Anche in questo contesto potrebbero trovare uno spazio di divulgazione e di promozione le riviste culturali fornendo anticipazioni e commenti sugli argomenti che verranno trattati. Mi auguro che da questo incontro possano scaturire
collaborazioni future.

Per la rubrica Primo piano - Numero 15 novembre 2002