Vivavoce - Rivista d'area dei Castelli Romani

RIVISTA D'AREA DEI CASTELLI ROMANI

Natale ai Castelli

Natale controcorrente


Si chiama Black Christmas ma non è un tentativo di dissacrare il Natale religioso o demonizzare quello tradizionale più schietto, fatto di luci, canti e buona tavola. E' soltanto un modo di festeggiare il Natale controcorrente. Si tratta del sito http://www.oikos.org/xmas.htm , in particolare della rubrica "Interventi vergogna!" destinata a raccogliere gli sfoghi, i pensieri, le attese, le speranze degli scettici e dei delusi. Coloro che vi hanno affidato le proprie considerazioni sono gli "affaticati e stanchi" del Natale consumistico, la cui violenta opulenza maschera la totale perdita dell'aspetto meditativo e spirituale di questa festa millenaria. Un'aria di sfida al Natale manovrato da intelligenti speculatori (i soliti noti), assalito e smembrato da un'orda di voraci consumatori, circola in tutta la rubrica. Vuole essere una voce dissenziente tra tanto buonismo che esplode nella snervante bagarre di dolci-regali-inviti a pranzo-mucchi di spazzatura-formalissimi auguri-chiasso, della durata di quasi un mese. Mi ha colpito particolarmente l'intervento del parroco di Sellano, paesino umbro colpito dal sisma del 1997, che fa letteralmente a pezzi l'immagine di Babbo Natale, panciuto distributore di giocattoli "firmati"e dolciumi industriali ipercalorici , su cui si accapigliano i bambini ospitati (ahimè, ancora!) nei containers. Il sacerdote fa osservare con profondissima amarezza come nel suo paesino, pur provato dal tragico evento, il Natale consumistico, allestito da interessati quanto noti "benefattori", non abbia più nulla non solo di evangelico ma addirittura di umano, trasformandosi in un'orgia di oggetti inutili, pretesi e contesi in una lotta brutale. E allora invita l'imponente personaggio, santone della Coca-cola e del Natale made in USA, a non farsi più vedere, sgombrando l'aria della sua mefitica presenza per poter ritrovare tutta la serena atmosfera d' amore e di solidarietà del Natale cristiano. Ma anche i tanti interventi laici, presenti nella rubrica, anelano alla ricerca dello spirito più autentico di questa ormai ecumenica festività : la riscoperta del valore della persona umana e delle sue capacità creative che in passato si esprimevano magari nella semplice preparazione casalinga e genuina dei dolci natalizi o nell'allestimento del Presepe oppure nella confezione di regali "ragionevoli" da destinare ai bambini.

Per la rubrica Natale ai Castelli - Numero 27 dicembre 2003