RIVISTA D'AREA DEI CASTELLI ROMANI

Cibo per la mente

La caverna


José Saramago
C2000
Torino Einaudi 2004

In un tempo senza tempo, in un luogo non specificato che potrebbe suggerire anche il luogo della nostra mente, un vasaio, non più giovane, una figlia amorevolissima verso il padre, un genero in carriera, con la prospettiva di ottenere di lì a poco il ruolo di Guardia speciale del Centro, un cane alla ricerca di un padrone sincero, incrociano le loro esistenze entro un palcoscenico incolore rappresentato dal Centro, del quale si conosce che è sede del comando e della obbedienza cieca, delle opportunità elargite e dei dinieghi senza appello, della condiscendenza pelosa e del condizionamento ingannevole.
I personaggi, creature al contempo semplici e straordinariamente complesse, disputano intorno al potere mistificatorio del linguaggio: autoritarie, paralizzanti, circolari, a volte ellittiche, le frasi a effetto, dette anche scherzosamente briciole d'oro, sono una piaga maligna, tra le peggiori che hanno infestato il mondo... Diciamo ai confusi, Conosci te stesso, come se conoscere se stessi non fosse la quinta e più difficile operazione delle aritmetiche umane...; scambiano pensieri profondi sul concetto del Tempo quale dimensione inafferrabile e imponderabile ...Lascia stare, il tempo è un maestro di cerimonie che finisce sempre per metterci al posto che ci spetta, noi non facciamo che avanzare fermarci e retrocedere secondo i suoi ordini , il nostro errore è immaginare che possiamo cambiare i suoi giri...; si interrogano sul senso della vita: In realtà, malgrado tutti i suoi difetti, la vita ama l'equilibrio, se fosse solo lei a comandare farebbe in modo che il colore dell'oro fosse perennemente sul colore azzurro, che ogni concavo avesse il suo convesso, che non accadesse alcun commiato senza un arrivo, che la parola, il gesto, lo sguardo , si comportassero come gemelli inseparabili, dicendo in tutte le circostanze la stessa cosa...
Nel romanzo, dove al tema fa da pendant un linguaggio essenziale e denso (abolite le interpunzioni e i segni convenzionali del discorso diretto), prevale la disperata urgenza dello scrittore di mettere in guardia il genere umano dalla terribile minaccia del Potere Unico e Onnipresente.

Per la rubrica Cibo per la mente - Numero 35 settembre 2004