RIVISTA D'AREA DEI CASTELLI ROMANI

Cibo per la mente

Le nuove dipendenze

Il libro ha per argomento le cosìddette nuove dipendenze o, per usare un termine anglosassone, le “new addictions” e cioè quei comportamenti socialmente accettati, tra i quali la dipendenza dal gioco d’azzardo, da Internet, dallo shopping, dal lavoro, dal sesso, dal cibo e dalle relazioni affettive, che, ripetuti ossessivamente, fino all’estremo o in modo maniacale o continuamente vano e insensato rispecchiano vere e proprie patologie individuali dei nostri tempi.
Il problema vero è quello di come riempire la nostra esistenza, laddove senza queste dipendenze (chi è che non vive oggi – quasi morbosamente – di cellulare?) la nostra vita sembra essere priva di significato. Ad ognuna di queste new addictions, l’autore dedica dei capitoli caratterizzati da un forte rigore scientifico, in cui, all’analisi dei soggetti e dei comportamenti patologici, si aggiungono test, tabelle di dati, schemi esemplificativi, esperienze vissute e una dettagliata bibliografia. Il libro tende, pertanto, ad offrire un aiuto ad uscire da queste dipendenze se divengono patologiche, anche se spesso chi ne è affetto le nega o sembrerebbe incapace di guardare sufficientemente dentro se stesso. Ma, per essere onesti, la questione appare più ampia coinvolgendo pure fattori sociali, economici, spirituali-religiosi e altri non soltanto psicologici. L’uomo moderno, incapace di godersi una bella giornata al lago, per esempio, a contatto con la natura, perché fortemente pressato dalle dipendenze, è quello stesso che è massicciamente dominato dalle prevalenti economie contemporanee (vedi quelle della globalizzazione) che ne stabiliscono il ruolo sociale, lo stile di vita, il suo momento alfa e quello omega. Questa è la vera pericolosità della società di oggi. D’altra parte la vita di un uomo, la sua spiritualità, si realizza nella comunità nella quale vive. Un uomo isolato non realizza con successo la propria esistenza mentre una bella vita comunitaria è senz’altro anche più che una bella occasione spirituale. E così, intervistati alcuni giovani che avevano partecipato alla Giornata Mondiale della Gioventù, si scopriva che, in quei giorni, le dipendenze psicologiche di questi giovani erano pressoché scomparse (niente internet continuativo, nessuno shopping compulsivo, relazioni affettive piene e soddisfacenti) e che i comportamenti psicologici erano ispirati dal costante adattamento personale al gruppo. Se Fabrizio De’ André cantava che non ci sono “poteri buoni”, nel senso che la principale oppressione psicologica sembrava allora derivare da essi, una buona risposta sembra essere ancora quella di aggiungersi al gruppo e di vivere compiutamente in quella società di cui molte volte si lamentano solamente gli aspetti negativi.

Cesare Guerreschi, “Le nuove dipendenze, (Internet, lavoro, sesso, cellulare e shopping compulsivo)”, San Paolo Edizioni, 2005.

Per la rubrica Cibo per la mente - Numero 42 maggio 2005