Vivavoce - Rivista d'area dei Castelli Romani

RIVISTA D'AREA DEI CASTELLI ROMANI

Interventi istituzionali

Vent’anni di Consorzio

Vent' anni di Consorzio, Venti anni di cervelli in movimento. È questa l'immagine che mi viene in mente quando penso a tale ricorrenza.

Un insieme di energie che produce idee, azioni, con quella dinamicità che da sempre caratterizza il Consorzio delle Biblioteche dei Castelli Romani.

Una dinamicità positiva e costruttiva, che è riuscita a stare al passo con i tempi, nella lungimiranza di una mission insita nella scelta associativa e nel percorso fatto, attraverso lo scambio e il costante confronto tra esigenze locali e mondo global.
Ma la sfida più grande è quella di continuare ad esistere e ad avere un ruolo oggi, con uno sguardo al passato, che dà forza e fiducia, ma con un occhio proiettato nel futuro che ripensi l'essere biblioteca nella sua poliedricità. Si potrebbe quasi pensare che, data la possibilità universale di acquisire conoscenza attraverso la rete, la biblioteca non abbia più ragione di esistere, ed invece è proprio in questo momento che deve riorganizzarsi, rivedere i suoi obiettivi in un' ottica di centralità, di raccordo, di riferimento, di trait d'union tra cultura, società e territorio. Un mondo che va così veloce va immaginato, pensato, digerito, condiviso, ben utilizzato. In questa vertiginosa velocità nulla sembra abbia più valore, non c'è tempo di scoprirlo, non ci si può fermare a capire, non si può rimanere indietro . Ed allora la biblioteca ha il compito di recuperare questo tempo, di mettere insieme i pezzi di una proiezione esplosa. Di creare uno spazio, reale o virtuale, dove il valore antropologico e culturale della conoscenza non venga banalizzato dal rapido consumo d'informazioni che scorrono senza lasciare il segno.

Del resto, testimonianze di questo modo di lavorare in controtendenza ci arrivano proprio dal mondo della comunicazione, dove lo slow jornalism inizia a diventare una scelta etico professionale di recupero del tempo e della storia.
Insomma la biblioteca per traghettarci e guidarci in un mondo nuovo, che cambia rapidamente sotto i nostri occhi inconsapevoli. Ed allora penso allo scambio di conoscenze concrete attraverso l'adesione del Consorzio al circuito MLOL, Media Library On Line, il primo network delle biblioteche italiane che gestisce in digitale una quantità enorme di materiali (e -book, banche dati, riviste, ecc) provenienti da 89 paesi in 39 lingue.
Penso all'idea della biblioteca diffusa, che si espande nella società promuovendo cultura continua, utilizzando spazi inconsueti che diventano estensioni di sé stessa, come esercizi commeciali, aziende e associazioni, che mettono a disposizione i loro spazi in cambio della soddisfazione di contribuire alla massima democratizzazione della conoscenza.
Penso alla multietnicità, agli incontri di civiltà in movimento, la cui convivenza non è scontata, ma possibile anche grazie al mondo delle biblioteche, attraverso un approccio con la letteratura migrante per coltivare una visione interculturale dei saperi.
Penso alla volontà di recupero e promozione del patrimonio artistico-culturale e popolare del territorio, condotta con progetti di ampio respiro, come Sagre & Profane o Enjoy.

Penso alla condivisione di nuove strategie di sviluppo sociale, come la promozione del fundraising, ovvero della ricerca di sostegno, anche privato, alle biblioteche ed al loro operato, accogliendo il pieno significato della terminologia anglosassone, in una visione di accrescimento ed elevazione delle finalità e del lavoro svolto quotidianamente nella comunità sociale e social.

Insomma una visione universale della cultura pronta a rimodularsi ad accogliere sfide, a non arrendersi e a diffondersi attraverso ogni strumento, non ultimo, le nostre pubblicazioni.