Vivavoce - Rivista d'area dei Castelli Romani

RIVISTA D'AREA DEI CASTELLI ROMANI

Cibo per la mente

La verità sul caso Harry Quebert

Marcus Goldman è un giovane scrittore di successo che a New York nella primavera del 2008 sta affrontando uno dei peggiori pericoli del suo mestiere: il blocco da pagina bianca, non riesce a scrivere una sola riga della sua seconda fatica. Marcus è infatti al suo secondo romanzo e siccome il primo è stato un vero successo, ora tutti si aspettano da lui la stessa riuscita. Ogni giorno nel suo studio arrivano centinaia di lettere da parte di ammiratori e ammiratrici, eppure un successo così fulmineo ad arrivare può essere altrettanto fulmineo a dissolversi. Marcus per rispettare il contratto con l'editore che ha investito su di lui, deve consegnare al più presto un nuovo manoscritto.

Pensa allora di rivolgersi al suo maestro, un anziano professore universitario e affermato letterato, Harry Quebert con il quale potrà discutere, parlare e forse ritrovare la creatività perduta. Quebert è una guida spirituale che, in una sorta di passaggio di consegne, ha educato il giovane Marcus alla fine arte della letteratura facendo di lui lo scrittore di grido del nuovo millennio, esattamente come lui lo era stato di quello passato. Mentre trascorre un periodo di vacanza a casa di Quebert, qualcosa di imprevisto accade: il suo amico e scrittore, tra i più amati e stimati d'America, viene accusato di avere ucciso la giovane Nola Kellergan. Il cadavere della ragazza viene infatti ritrovato nel giardino della villa dello scrittore, a Goose Cove, poco fuori Aurora, sulle rive dell'oceano. Chi è Nola Kellergan? Nell'estate del 1975, Nola era una ragazzina di solo 15 anni con la quale Quebert aveva avuto una folle, quanto inopportuna, relazione sentimentale. Lo scrittore era allora trentaquattrenne e in procinto di scrivere il suo capolavoro "Le origini del male", ispirato proprio a questo scandaloso legame. Le ricerche della polizia non avevano portato ad alcun esito. Convinto dell'innocenza del suo professore, Marcus Goldman abbandona tutto e va nel New Hampshire per condurre la sua personale inchiesta. Più di tutto gli preme salvare la reputazione dell'amico e il compito è arduo, Harry Quebert non smentisce la sua relazione e ora Marcus, dopo oltre trent'anni, deve dare risposta a una domanda per scagionare l'amico che rischia la pena di morte: chi ha ucciso Nola Kellergan? E, naturalmente, troverà materia con la quale scrivere il suo nuovo romanzo di successo.
Fin dalle prime righe con una naturalezza disarmante ci troviamo trascinati dentro un vortice di fatti. L'architettura di questo giallo di Joël Dicker si compone di un gioco su piani sovrapposti in cui la letteratura e la scrittura rimangono sempre al centro. Il libro racchiude al suo interno una sorta di guida per aspiranti scrittori, infatti all'inizio di ogni capitolo Dicker inserisce uno scambio di battute tra Harry e Marcus, a proposito dell'arte della scrittura. Il cospicuo racconto è un giallo deduttivo. Il romanzo è un bestseller in Europa dove ha raggiunto i vertici delle classifiche e così anche in Italia. L'autore è stato insignito nel 2012 dei premi Goncourt des lycéens e Grand Prix du Roman de l'Académie française.

La vicenda viene raccontata in prima persona anche se l'io-narrante cambia più volte nel corso della storia; il punto di vista principale è quello del protagonista Marcus Goldman. Alcuni hanno voluto vedere un omaggio a La macchia umana di Philip Roth per l'amicizia tra due scrittori, la riabilitazione del proprio mentore e l'ambientazione in una provincia americana.
Anche se l'autore è giovane offre comunque uno stile personale e una capacità di costruzione dei fatti che resiste anche agli occhi del lettore più critico, come tutti i thriller rispettabili che vengono pubblicati. Un talento promettente che ha scritto un libro gradevole. Ma non si riscontra un altrettanto equilibrio in altri punti cruciali, per esempio nei dialoghi o nella veridicità di alcuni personaggi, inverosimilmente progettati, troppo caricaturali, stereotipati e inquadrati. Come per esempio la signora Golberg, madre di Marcus. Essa appartiene omogeneamente all'insieme delle altre protagoniste femminili del romanzo, le quali appaiono tutte uguali nella rincorsa al matrimonio. Siamo negli anni settanta, ma non per questo tutte le donne sono fatte allo stesso modo.

Tutto questo si fa sentire sulla struttura narrativa che diventa scontata e poco moderna.
Comunque il libro si legge molto bene, scorre veloce e mantiene un ritmo che permette di rimanere avviluppati nei meandri sempre più torbidi di una storia a due facciate. Un lato pieno di euforia, quello di una storia d'amore senza confini di età, estrazione sociale e ipocriti perbenismi; e un lato malinconico, quello della fuga di una ragazzina, che scappa da un mondo che ha ferito il suo nell'animo. L'ironia della sorte ha voluto che questo romanzo diventasse un caso editoriale, esattamente nello stesso modo dell'esordio di Marcus Goldman, la creatura di Joel Dicker.

 


Joel Dicker, La verità sul caso Harry Quebert, Milano, Bompiani, 2015

Per la rubrica Cibo per la mente - Numero 128 febbraio 2016