RIVISTA D'AREA DEI CASTELLI ROMANI

Cibo per la mente

Una favola realistica


"Tilda era libera come il vento. Soffriva nel portare al collo guinzagli che non fossero di platino tempestato di diamanti."

Una favola realistica, "Un giorno di gioia", un noir glamour sentimentale è questo ultimo avventuroso, intimo, spettacolare romanzo di Aurelio Picca. c'è il bel mondo degli anni 50, tra la costa azzurra e l'Italia, ci sono le grandi auto, ma c'è anche una tigre, una pistola Beretta 6.35, oro e collane di diamanti, la morfina, una gabbia e un castello e poi c'è Jean, un bambino innamorato della figura seducente della madre, che la segue e ne narra le gesta quasi senza rendersi conto di cosa stia accadendo, almeno sino a quando la madre, che lui pensava solo sua, non si innamora di un altro e poi ancora di un altro, un po usando e un po usata dagli uomini. Un romanzo, che ha il realismo e la visionarietà di un film, che si snoda leggero e drammatico, inno alla vita che si autodistrugge,pare una favola, con i naturali tocchi di ingenuità dovuti all'età del narratore, e assieme è memoria trasfigurata dal ricordo di tante avventure e seduzioni, segnate tutte da una miriade di colori e profumi particolari,d'epoca, indicati tutti con grande precisione, come quando Jean disegna con gli ombretti rose tendre, pourpoure, bleu,iris e così via. Insomma, una lettura leggera e piacevole, non superficiale, che di questi tempi è davvero una bella sorpresa.

 

Per la rubrica Cibo per la mente - Numero 121 giugno 2014