RIVISTA D'AREA DEI CASTELLI ROMANI

Editoriale

"We are not brushing the dolls" ("Mica stàmo a pettinà 'e bambole")


Estate calda... per il Consorzio delle biblioteche dei Castelli Romani impegnato a lavorare su più progetti che allargano la sua sfera di azione e rafforzano il ruolo della cultura su questo territorio: ne abbiamo dato conto in più occasioni e torneremo a parlarne, qui ne facciamo un piccolo elenco: si tratta del BiblioUp Festival. La cultura per tutti i sensi che si svolgerà alla fine di ottobre; del progetto a sostegno delle politiche per il turismo che ha già avviato i primi tavoli di lavoro; dei progetti - e sono più di uno - legati alla Biblioteca diffusa che hanno dato vita a processi virtuosi tra pubblico e privato; fino al progetto di trasferimento di buone pratiche dai Castelli Romani in altre realtà italiane, che si sta realizzando grazie ai bandi (AGIRE) che finanziano i gemellaggi tra pubbliche amministrazioni.

Ci si lavora da mesi e, non a caso, tali nuovi percorsi sono stati avviati proprio nel periodo più critico della storia dell'Ente, quando la crisi che ha investito l'Italia e non solo, metteva a rischio la sopravvivenza stessa del Consorzio.
L'abbiamo ripetuto più volte anche da questo giornale, la cultura non può arretrare, perché è la risorsa vera e indiscutibile di questo Paese. Cultura è sviluppo e tutti sappiamo quanto abbiamo bisogno che questo assunto, più volte evocato, cominci ad acquistare consistenza, a tradursi in fatti e azioni concrete.

Crediamo che in tale direzione ognuno possa fare la sua parte, superando e buttandosi alla spalle senso di impotenza e/o voglia di lasciar perdere....il Consorzio delle biblioteche resiste dunque all'idea di chi ci vuol far credere che "con la cultura non si mangia" e nei fatti mette in campo la forza di un nuovo modello di biblioteca in grado di incunearsi là dove più c'è bisogno di cultura e conoscenza per crescere ed essere competitivi.

Di creatività e innovazione infatti oggi più di ieri non si può fare assolutamente a meno, pena l'invecchiamento del nostro tessuto produttivo, l'appiattimento delle nostre competenze, la morte della nostra capacità di fare impresa... e la linfa che alimenta creatività e innovazione sgorga dai nostri saperi sedimentati, dalla nostra storia, in una parola dalla nostra cultura.
Anche nel progetto di riordino della pubblica amministrazione (vedi l'ultimo Forum PA appena concluso) la conoscenza viene definita il motore del riordino della governace locale e dello sviluppo, a riprova che lavorare per la cultura e la conoscenza significa lavorare all'emersione delle potenzialità inespresse delle realtà economiche locali.

Aperte dunque le biblioteche per prime al cambiamento e all'innovazione, che non vuol dire, come da più parti si crede, trasformare in digitali i contenuti cartacei delle biblioteche pubbliche, o anche permettere alla biblioteche di accogliere dentro le proprie mura la comunità in tutte le sue espressioni, vuol dire anche questo, ma molto di più: vuol dire far uscire la biblioteca, in quanto mediatore di conoscenza, dai propri confini fisici, entrando dentro tutti i luoghi dove può essere accolta per offrire i suoi servizi; vuol dire stringere un'alleanza forte con il mondo produttivo, con chi fa impresa, con chi sostiene lo sviluppo. Il modello di biblioteca diffusa, che il Consorzio SBCR persegue da anni, parte da tali presupposti e inspirati a tale modello sono partiti e si sono sviluppati alcuni dei progetti più innovativi attualmente in corso.

In particolare su questo numero riprenderemo il nostro ragionamento sullo stato dell'arte di due progetti i cui acronimi BRIEF e BIM non sono certo conosciuti al grande pubblico, ma hanno molto da raccontare anche al grande pubblico.

Per la rubrica Editoriale - Numero 121 giugno 2014