RIVISTA D'AREA DEI CASTELLI ROMANI

Eventi

12 dicembre 2010 - 27 febbraio 2011

Il fascino dell’Oriente nelle collezioni e nei musei d’Italia

Frascati, Scuderie Aldobrandini

È in corso a Frascati presso le Scuderie Aldobrandini la mostra "Il fascino dell'Oriente nelle collezioni e nei musei d'Italia". La mostra, realizzata in occasione del 150° Anniversario dell'Unità d'Italia, presenta statue, monete, incisioni antiche, manoscritti, fotografie, carte geografiche, gemme e bronzi provenienti da raccolte formatesi a partire dalla seconda metà dell'Ottocento a Roma e nei principali centri italiani, comprese opere facenti parte delle collezioni tuscolane. Pubblichiamo di seguito, per gentile concessione dell'editore, l'introduzione al Catalogo della mostra, della casa editrice romana Artemide

 

Il progetto nasce nell'ambito del Convegno Arqueología, Coleccionismo y Antigüedad. Espana e Italia en el siglo XIX (Siviglia 2004), svolto in collaborazione con l'Università di Roma Tor Vergata, che ha ampliato le prospettive di ricerca sul collezionismo ottocentesco rivolgendosi anche alle antichità orientali. Queste ultime tematiche, in parte affrontate per l'epoca romana nel Convegno Testimonianze di culti orientali tra scavo e collezionismo (Roma 2006), saranno oggetto del workshop, che si terrà, nell'ambito dell'accordo di cooperazione interuniversitaria tra le Università di Tor Vergata e di Siviglia, il 13 e 14 dicembre 2010, al Museo Tuscolano delle Scuderie Aldobrandini di Frascati: Il collezionismo di antichità classiche e orientali nella formazione dei Musei europei, a cui parteciperanno studiosi italiani e spagnoli. e che si concluderà il 15 mattina a Palazzo Altemps.
La mostra che rientra nel programma delle celebrazioni per i 150 anni dell'Unità d'Italia considera alcune delle collezioni formate da illustri famiglie, viaggiatori, missionari, consoli, ambasciatori, borghesi ed amateurs, a partire dalla seconda metà dell'Ottocento a Roma (Wurts, Castellani, Campana, Barracco, Caetani di Sermoneta) e nei principali centri italiani, Torino, Venezia, Firenze, Bologna; ma analizza anche i fenomeni precursori del collezionismo ottocentesco, muovendo dalle prime collezioni di antichità orientali in epoca rinascimentale e barocca. Essa si contraddistingue per il suo carattere innovativo indagando un aspetto del collezionismo meno noto, ovvero quello delle antichità orientali che hanno avuto grande incidenza nella formazione dei musei italiani ed europei. Basandosi sul forte potere evocativo delle civiltà orientali, crocevia di popoli e culture, si intende ripercorrere un excursus archeologico, dall'Antico Egitto all'Impero ottomano, di civiltà dell'Oriente attraversate nei secoli e nei millenni dalle culture più diverse in quanto crogiolo di saperi assorbiti e rielaborati in maniera sempre nuova e originale. Attraverso l'analisi dei motivi decorativi, iconografici e formali, intesi come codice di comunicazione tra l'Oriente antico e le successive civiltà islamiche, sarà possibile reinterpretare i materiali collezionati in successione cronologica, seguendone la persistenza e la trasformazione nei secoli e recuperando i diversi contesti di provenienza (oltre che l'Oriente vero e proprio, anche località del Lazio, ove i manufatti orientali furono importati in edifici di culto, domus, villae: Ariccia, Nemi, Genzano, Lanuvio, Tuscolo, Grottaferrata, Marino, Colonna, Palestrina Tivoli-Villa Adriana, suburbio di Roma), contesti irrimediabilmente smembrati dagli scavi "non scientifici" e dispersi tramite il commercio antiquario nei vari Musei d'Europa; ciò al fine di associare i manufatti alle diverse strutture sociali e culturali. Una mostra dedicata alla presenza in Italia di manufatti artistici orientali non può trascurare quegli straordinari oggetti, che sono giunti in Italia in connessione con i commerci che l'Impero romano ha intrattenuto con le regioni che si affacciano sull'oceano Indiano, dal Corno d'Africa all'India. Si pensi alla statuetta indiana d'avorio trovata a Pompei, a cui è stato dedicato un saggio, il primo esempio di collezionismo di lusso di un ricco pompeiano, o anche alle coppe d'ossidiana con motivi iconografici egiziani trovate a Stabiae, ma anche alle molte altre testimonianze epigrafiche e iconografiche provenienti da Puteoli. Le aree di provenienza indagate, anche molto distanti tra loro (dall'Anatolia all'Iran, dal Libano alla Giordania ad Israele, dalla Siria all'Irak, dall'Egitto alla Spagna e all'Italia, dall'India alla Cina) si rivelano accomunate da una straordinaria koiné culturale, acutamente recepita nel colto panorama del collezionismo italiano del XIX secolo. La mostra si avvale di pannelli con i profili dei vari collezionisti o che illustrano le località scavate; ad esempio uno presenterà i recentissimi scavi di Pattanam, che testimoniano i rapporti commerciali tra Italia e India. Un altro pannello illustra gli scavi condotti alla Villa di Matidia (Monteporzio Catone) da Margherita Bonanno e Giuseppina Ghini (Università di Tor Vergata e Soprintendenza del Lazio), dove sono state ritrovate sei monete indiane che costituiscono una vera rarità. La mostra si articola in più sezioni dedicate al collezionismo dell'Oriente antico e dell'Oriente islamico; altre sezioni riguardano: Roma e l'Oriente (tesa ad illustrare l'importanza che la città ha avuto nella ricezione di manufatti orientali: numerosi luoghi di culto furono dedicati a divinità straniere quali Iside e Serapide, Cibele, Mitra), il Lazio e l'Oriente servirà ad attestare come il Lazio sia stato un importante crocevia di culture per l'importazione o rielaborazione delle antichità orientali. La mostra è corredata da una ricca documentazione archivistica; nelle vetrine saranno esposti, accanto agli oggetti, disegni ed incisioni, fotografie e calchi dei manufatti collezionati, i manoscritti di Pirro Ligorio e dell'abate Carlo Antonio Pullini, le opere di Atanasius Kircher, di Claude Menestrier, del conte Philippe de Caylus, di Agostino Penna, di Augusto Castellani, Henry Austin Layard, alcune carte geografiche tese ad illustrare le rotte commerciali nelle varie epoche storiche e carte topografiche di Roma e del Lazio funzionali ad evidenziare i siti scavati sia in Oriente che in Italia. Verranno presentati inoltre prodotti multimediali interattivi. La scelta espositiva sulle Scuderie Aldobrandini a Frascati, già sede di due importanti mostre, quali quella su Luigi Canina e sul Marchese Campana si è rivelata ottima: essa è da ritenersi la sede ideale per esporre i materiali orientali collezionati attraverso i secoli da illustri famiglie nobiliari che hanno avuto a Frascati le loro prestigiose ville, alcune delle quali (Farnese-Falconieri, Altemps-Ludovisi Torlonia, Borghese, Aldobrandini, Bonaparte), rievocate in Mostra dalle splendide incisioni del 1671 di Atanasius Kircher, al quale si deve anche una veduta della città di Tuscolo.

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Per la rubrica Eventi - Numero 98 febbraio 2011
Beatrice Palma Venetucci |
Per la rubrica Eventi - Numero 98 febbraio 2011