RIVISTA D'AREA DEI CASTELLI ROMANI

Cibo per la mente

Streghe, fantasmi e lupi mannari ai Castelli Romani

Chi di noi, dopo un acquisto o un contratto, non si è almeno una volta visto presentare un foglio da sottoscrivere densamente compilato a caratteri infinitesimali, e, chiedendo con malcelata diffidenza di cosa si trattasse, non si è sentito rispondere tranquillamente:" Aahh.... È il foglio della privacy"
Ecco: noi siamo in un'epoca in cui sappiamo tutto di tutti, siamo spiati in mille modi impensabili ed a nostra volta spiamo, a volte anche involontariamente perché i mezzi di comunicazione ci costringono ad entrare perfino nelle camere da letto della gente, pubblicizzando particolari che a volte preferiremmo proprio non conoscere. Consapevoli di ciò abbiamo messo a punto un apparato burocratico che dovrebbe tutelarci o meglio garantirci la privacy, cioè la possibilità di tornare nell'ombra, di ricreare un alone di mistero.
Roberto Libera, in questo clima, ci fa tuffare in un'atmosfera incantata e misteriosa con il suo libro "Storie di streghe, fantasmi e lupi mannari nei Castelli Romani" sottotitolato "Viaggio nel folklore di Albano Laziale e dintorni in compagnia dei ricordi di Aldo Onorati".
Lo stile equilibrato in una sintassi efficace e scorrevole, l'evidente competenza dell'autore, che dimostra un serio ed accurato lavoro di ricerca sulle fonti, il lessico colto che non indulge però a virtuosismi, ed ancora i collegamenti ancestrali agli usi dei Romani o degli Egiziani, fanno di questo testo un piccolo trattato divulgativo molto interessante per ogni tipo di lettore.
Particolarmente significativa la frase che Libera riporta nell'introduzione "ebbi l'idea di approfittare della storia, umana e intellettuale, dello scrittore castellano" riferendosi ad Aldo Onorati. Approfittare è veramente termine appropriato laddove l'autore, dalla preziosa esperienza del noto scrittore, saggista e poeta che nei Castelli ha le sue ben salde radici, ha tratto profitto per sé e per i lettori. Non parliamo qui di profitto come tasso di rendita o vantaggio economico in senso lato, ma di arricchimento interiore, di condivisione di valori essenziali per l'essere umano. Colpisce molto il fatto che Onorati, uomo colto e consapevole, parli nelle sapienti interviste di Libera di magia e chiromanzia come esperienze vissute personalmente, sulla propria pelle. Ci fa capire quanto certi cambiamenti della società siano avvenuti in maniera repentina e recente.

Le indagini dell'autore ci fanno infatti scoprire tanti aneddoti e storie curiose accadute ai Castelli in tempi anche recenti. Tra questi, la guarigione da una patologica magrezza di Onorati fanciullo ad opera di una fattucchiera, cosiddetta "strolica", nel capitolo appunto dedicato all'analisi di questa figura femminile che praticava la magia, cioè quell'unica risorsa che troppo spesso restava l'unica da usare "per contrastare l'imponderabile, le avversità di una vita difficile, pericolosa e faticosa".

Questo libro però ha anche un'ulteriore valenza: partendo dal passato ci porta a riflettere sul presente. Senza facili moralismi o ipocriti rimpianti, non possiamo fare a meno di riconoscere, guidati dalla sensibilità dell'autore, che il ruolo degli anziani nei tempi passati era ben diverso, che "la società moderna, con i suoi ritmi quotidiani sempre più frenetici lascia poco spazio alla fantasia e alla riflessione sull'esistenza umana", che il ritenere le case infestate dai fantasmi di chi le abitava era forse un modo di creare un collegamento con i defunti laddove invece questi scompaiono "oltre che fisicamente, anche nel ricordo delle persone amate".

Certe cose, invece, rimangono le stesse pur nello stravolgimento dei costumi. Così il licantropo, la cui natura è sia umana che bestiale, era perseguitato perché si poneva in un ambito "di diversità, pericolosa per la sicurezza della comunità", ed a me sembra che continuiamo a non accettare chi è diverso, chi non si conforma. Così la morte rimane "il più grande mistero dell'esistenza" e per scongiurarla, illudendoci di governare il destino, continuiamo ad affidarci a gesti scaramantici che ben conoscono i guidatori di carri funebri, categoria di lavoratori per questo tra le più svantaggiate, cui va tutta la mia solidarietà. Così, ancora, ci facciamo affascinare dalle fattucchiere che vediamo in televisione urlanti di miracolosi ringiovanimenti con l'uso di pozioni di loro preparazione.
Comunque, bisogna pur riconoscere che la cura della "Strolica" su Aldo Onorati ha avuto davvero un ottimo effetto! Ad ogni modo, leggetevi il libro... non si sa mai!

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Roberto Libera
Storie di streghe, fantasmi e lupi mannari nei Castelli Romani
Genzano di Roma, Consorzio SBCR editore, 2010

Per la rubrica Cibo per la mente - Numero 93 luglio 2010