RIVISTA D'AREA DEI CASTELLI ROMANI

Sistema Territorio

Pellegrini a piedi nel nostro territorio lungo la Via Francigena

Alberto Alberti dell'Associazione "Gruppo dei 12" ci racconta la sua esperienza di camminatore-pellegrino sulla Francigena del Sud, lungo il tratto recentemente inaugurato a Fossanova e che porta a Piazza San Pietro passando per i Castelli Romani . È un punto di vista, una sensibilità, un approccio al "Cammino" che riteniamo utile documentare in questa fase di apertura e messa in valore del percorso, che i primi sporadici gruppi di "pellegrini" hanno iniziato a conoscere.

 

Chi si avventurava nei boschi di Velletri, Nemi e Castelgandolfo nei mesi scorsi poteva incontrare un gruppetto di persone che, era chiaro, stavano studiando i sentieri. Lo si vedeva, perché esaminavano carte topografiche, usavano bussole e GPS e discutevano ad ogni bivio. Provavano una via, poi un'altra ed infine decidevano. Erano quelli che dovevano raccomandare l'itinerario della cosiddetta "Via Francigena" che diventerà "ufficiale", se accettato dalla Regione Lazio. Aprivano la via, là dove oggi solo qualche pellegrino solitario tenta di percorrere con frequenti errori la storica strada, usata per secoli, ma ormai dimenticata. Invece tutto fa pensare che, a lavoro finito ed approvato dalla Regione, comincerà a venirci a camminare dapprima qualche dozzina, poi diversi camminatori, poi sempre di più fino a diventare quanti ora frequentano le vie storiche all'estero.
Sul Cammino di Santiago di Compostela in Spagna sono stati quest'anno circa 200.000 (e molto altri turisti sono venuti a vederli), in Francia tra Grand Randonnè, Via Narbonense e di Tolosa, Via di Tours e Cammino di Mont Saint Michel sono stati anch'essi circa 200.000, in Germania altrettanti.
In Italia dobbiamo preparare percorsi pronti e ben segnalati, essere accoglienti, avere la popolazione disponibile verso i visitatori ed avremo anche noi questo flusso.
Ormai siamo a buon punto con l' installazione di tabelline indicatrici messe su gran parte dell'itinerario.
La Regione Lazio decise di inaugurarlo con una cerimonia il 4 ottobre scorso. L'associazione "Gruppo dei Dodici", veterani del "Cammino", ha avuto l'onore di fornire il primo gruppo di pellegrini: 6 italiani di varie regioni e 4 stranieri: inglesi, spagnoli e norvegesi.
Interessante l'iniziativa fin dalla partenza. Venendo da lontano, i dieci pellegrini, come nel Medioevo, bussarono alle porte del Borgo di Fossanova. L' abate dell' Abbazia cistercense li accolse con l'antica formula riportata da S. Benedetto da Norcia nel VI secolo nella sua "REGULA SANCTI BENEDICTI".
Una cerimonia suggestiva per l' accoglienza. Poi i pellegrini ripartirono: prima tappa Priverno, poi Sezze.
Qui una breve visita alla casa natale di S. Carlo da Sezze, ed un concerto di musiche medievali con recitazione di antichi brani sul pellegrinaggio.
Il giorno dopo davanti al Duomo di Sezze sulla terrazza che si affaccia sulla pianura pontina, in vista del Circeo, del mare e delle isole pontine fu recitato in 3 lingue il "Cantico delle Creature" di S. Francesco,
una delle più belle poesie d'Europa..
Intanto s'era diffusa la voce che c'erano pellegrini in paese e studenti di ben 2 scuole vennero a cercarli e a camminare un tratto con loro, mentre questi ultimi spiegavano cosa stavano facendo.
Poi, su in montagna, trovarono un pastore, che li accolse con l' offerta di suoi prodotti: formaggi, latte, pane fresco ed olive. Rinvigoriti, continuarono la salita del monte per superare una sella ed arrivare a Bassiano. Già da lontano le campane della Chiesa suonarono a festa per accoglierli. Che gioia essere attesi dalla comunità del paese! Cenarono assieme e si dovette eseguire un antico rito galiziano per esorcizzare gli spiriti maligni, affinché non rovinassero quel bell'evento.

Il giorno dopo furono ricevuti dal parroco di Bassiano all'Eremo del Crocifisso, forse il luogo di più alta spiritualità dell'intero percorso. Un omaggio allo splendido Crocifisso del 1600 in legno di olivo ed uno all' affresco di S. Giacomo Maggiore, protettore dei pellegrini. Proseguirono nel bosco fino a Sermoneta,
una splendida cittadina, che li accolse con un concerto di musiche del grande compositore locale Marco Fabrizio Caroso da Sermoneta del 1500. Li aspettava poi il più bel giardino d' Europa, l'Oasi di Ninfa, esempio unico di un giardino immerso nelle rovine di una città medievale.
Si continuò sulla Via Pedemontana per arrivare a Cori, che non mancò di fare ammirare il suo famoso gruppo di sbandieratori davanti alla chiesa di Sant'Oliva, un monumento alla pittura italiana del '500. Dopo Cori si passò per Giulianello, che rivela una struttura agricola tipica della campagna romana, ma ha anche nel suo territorio un piccolo romantico lago immerso in un paesaggio con continue vedute bucoliche.
Subito dopo si arrivò a Velletri, una città che presenta subito monumenti famosi come la Chiesa e la Torre del Trivio del 1300 e Fontana omonima. I pellegrini fecero atto di omaggio nella Cattedrale di S. Clemente del XIV secolo e alla Croce Veliterna nel Museo diocesano, un prezioso reliquario in oro e smalti del XII secolo che contiene un frammento della "Vera Croce".
L'evento più importante però fu lo scoprimento di una lapide proprio davanti al Municipio per ricordare l'inaugurazione della Via Francigena attraverso Velletri. I pellegrini considerarono un onore che l'arcivescovo ed il sindaco avessero scelto il giorno del loro arrivo per celebrare quell'evento.
Poi nella chiesa di S. Michele un bellissimo concerto di canti medievali. I nostri viandanti però non si dimenticarono della cultura e della storia, rievocando figure che appartengono alla città dalle epoche più antiche, come l'imperatore Cesare Augusto e quelle più recenti come il poeta e scrittore J.W. Goethe.
Velletri è al centro di un distretto agricolo famoso per la qualità dei suoi vini e del suo olio d'oliva. Con le altre specialità gastronomiche locali il viaggiatore apprezza la sosta in città.
Il giorno dopo si ripartì in direzione di Roma. Il viandante per evitare percorsi con traffico pesante e prendere invece i sentieri immersi nella natura, non si avvia sulla Via Appia che attraversa la città per andare direttamente ai centri dei Colli Albani e poi a Roma. Sceglie invece un via con lunghi tratti nei boschi.
Dapprima sale fino a rasentare la Via dei Laghi ma rimanendo sempre nel bosco, che è il famoso Bosco di Nemi. Si addentra fra alberi centenari e una fitta vegetazione mediterranea in una zona conservata bene. Il sentiero nel bosco continua fino ad arrivare alle porte della cittadina di Nemi. Questa si presenta come una cittadina molto bella , affacciata sul suo lago e mantenuta inalterata nella sua struttura edilizia medievale. Il lago le dà una rinomanza mondiale. Sulle sue sponde un Museo di navi romane e varie strutture di più di venti secoli fa..
I viandanti furono accolti da 2 assessori comunali, che offrirono un ristoro generoso; rinfrancati, ripresero il cammino. Continuarono sul percorso ancora nel bosco di Nemi in un ambiente magnifico, molto vario e ricco di reperti. Incontrarono fontane molto note, grotte e tratti di basolato romano. In particolare uno di questi pare condurre alla famosa Via Sacra sul Monte Cavo. Il sentiero poi devia e conduce alle sponde del Lago Albano, che appare nella sua meraviglia con una vegetazione rigogliosa ai bordi del sentiero. La cittadina di Castelgandolfo spunta dall'altro lato del lago e pare affacciarsi su questo con la caratteristica cupola della Specola vaticana. La camminata proseguì sul sentiero circumlacuale-alto molto bello, ed il lago che appariva a tratti tra la vegetazione in tutta la sua bellezza. Accanto al sentiero corre una tubatura romana che indubbiamente portò acqua agli insediamenti dell'epoca.
Questa tappa è forse la più bella ed interessante del percorso, quasi dispiace che s'arrivi al confine di Castelgandolfo. Da qui occorre quasi un chilometro per arrivare al centro della cittadina. Nella piazza c'è il Palazzo Papale e due opere del Bernini: la chiesa di S. Tommaso.da Villanova e la fontana della piazza.
Il gruppo dei viandanti poi fu invitato ad un concerto di un coro locale. La musica aiutò a creare una serata allegra in un'atmosfera di cordialità tra cittadini e pellegrini. L'intenzione dei pellegrini era di percorrere di notte con le torce la Via Appia Antica, 17 km di basolato originale romano, già, detta nei secoli "Regina Viarum". I monumenti che la fiancheggiano raccontano dei secoli di storia ed i cipressi e pini marittimi ne sono i segni caratteristici fino a Roma. Una pioggia battente impedì la marcia notturna e solo dopo qualche ora fu possibile con le torce percorrere la storica via fino alle prime mete, la basilica di S. Sebastiano, le catacombe di S. Callisto e la chiesetta del Domine, Quo Vadis? Impressionati dall' importanza dei monumenti storici, in silenzio i pellegrini pregarono. Si avviarono poi da via Porta S. Sebastiano e da Via Terme di Caracalla attraversarono l'Isola Tiberina e poco dopo furono in Piazza S. Pietro.
La Piazza era piena di gente. Altri gruppi di pellegrini giunti lì a piedi da Viterbo, Rieti, Palestrina assieme a noi da Fossanova s'erano dati appuntamento al centro. Attorno molta gente era venuta a festeggiare l'evento: Gonfaloni di tutti i Comuni, bande musicali, gruppi di sbandieratori con i loro esercizi, sfilate in costume medievale, e gente arrivata a cavallo e perfino portatori di handicap su asinelli. Insomma una grande festa!
Ma arrivò il momento solenne. Sul sagrato della Basilica venne il cardinale Comaschi con accanto l'assessore della Regione Giulia Rodano. Nobili parole di benvenuto e la consegna della pergamena del "Testimonium". Come all'epoca del Medioevo, questo sanciva la fine del pellegrinaggio.
Il penitente dopo fatiche, sacrifici e superati mille ostacoli poteva dire: "Sono arrivato alla "Sede di Pietro". Quanta esperienza e quanta maturità hanno rinvigorito il mio spirito! Sento d' essere un uomo migliore!"

Per la rubrica Sistema Territorio - Numero 87 dicembre 2009