RIVISTA D'AREA DEI CASTELLI ROMANI

Arte

Arte-Pepite

Arpe, violini e viole d’amore

Intervista a Renzo Ombres


Renzo Ombres è nato a Roma l'11 novembre del 1951. Ha vissuto lì fino all'età di 34 anni quando ha deciso di spostarsi a vivere ai Castelli. La sua attività lavorativa è stata quella di tipografo in contesti di ampie dimensioni e forse questa attività gli ha permesso di affinare quelle qualità di cui oggi, anche se in un campo diverso, si può avvalere: concentrazione; precisione; confidenza con la chimica per la sperimentazione di tinte e sfumature di colore.
Iniziata con un'arpa celtica la sua attività si è incentrata prevalentemente sulla realizzazione di violini la cui sonorità se non la precisione delle fattezze è stata apprezzata da esperti liutai, persino nella patria della liuteria: Cremona.
Oggi vive a Castelgandolfo, in campagna, dove tra orto e laboratorio ha trovato la sua dimensione ideale, arricchita spesso dal vociare dei suoi nipotini dai quali, come tutti i nonni, si lascia anche tiranneggiare un po'.

 
D: Lei costruisce diversi strumenti, eppure la sua professione era del tutto diversa in passato. Com' è potuto accadere che un'arte così impegnativa suscitasse il suo interesse in età adulta?
 
R:Tutto è nato in modo estremamente casuale. Un banale incidente casalingo mi ha fatto scoprire una affinità per la lavorazione del legno che non conoscevo. Ho iniziato così a costruire piccoli mobili e per farlo mi sono dotato di qualche utensile e alcuni macchinari. Un fratello curioso è stata la tappa successiva. Mio fratello infatti un giorno mi ha raggiunto in laboratorio con delle tavole utili alla costruzione di un'arpa e da quel momento è iniziata la mia piacevole e divertente avventura.
 
D: Arpa, violini, viola d'amore, liuto, ghironda sono strumenti diversi tra di loro, come è possibile per un "apprendista stregone" cimentarsi con le diverse difficoltà che ognuno di essi propone per la sua realizzazione?
 
R: In realtà, almeno per me, l'importante è stato iniziare a conoscere le regole alle quali ogni strumento deve sottostare a partire dal tipo di legno fino ad arrivare alle decorazioni ed alle tinte. Una volta partiti si comincia a prendere confidenza con le forme, con la materia ed infine con la sonorità del prodotto finito.
 
D: Dunque lei può definirsi un liutaio autodidatta?
 
R: Non è così. La liuteria è un'arte impegnativa e dunque ha bisogno di maestri che portino là dove la spontaneità difficilmente potrebbe portare. Ed è un maestro che, sebbene più giovane di me, su mia richiesta si è prestato a introdurmi in questo mondo ed ha fatto sì che la sua esperienza si incontrasse con la mia creatività.
 
D: Facendo un bilancio provvisorio di questa sua esperienza oltre che a se stesso ritiene di dovere qualcosa a qualcuno?
 
R: Non c'è dubbio. In primo luogo debbo molto al vento che facendo sbattere in maniera violenta una porta di casa, mi ha permesso di provare a ripararla, cosa che è avvenuta con successo. Come ho detto un grazie va alla stima che mio fratello ripone in me tanto da suggerirmi di costruire un'arpa celtica. E naturalmente la mia gratitudine ed mio ringraziamento è per il mio maestro: Roberto Bianchi.

Per la rubrica Arte - Numero 83 luglio 2009
Renzo Ombres |
Per la rubrica Arte - Numero 83 luglio 2009