RIVISTA D'AREA DEI CASTELLI ROMANI

Tafter

Cibo per la mente

Il nuovo spazio pubblico

La dicotomia tra lo spazio pubblico e la sfera privata pare non aver esaurito il proprio potenziale espressivo, continuando a suscitare interesse in quanti, a vario titolo, cercano di tracciare una nuova semantica delle moderne società democratiche. Le trasformazioni che hanno decretato la fine dell'era moderna, hanno indotto un ripensamento del concetto di spazio pubblico e delle nozioni correlate di bene comune e di interesse generale, che si è spinto fino al punto di metterne in discussione la loro esistenza e la loro validità.
Tratto distintivo delle attuali società postmoderne è l'eccessiva frammentazione dello spazio pubblico - dettata da una prevalenza del singolo sulla collettività -, all'interno del quale l'individuo e la sua soggettività divengono il fulcro di un sistema di forze, che indebolendo il senso del comune creano le condizioni per la nascita di una supremazia dello spazio privato sullo spazio pubblico.
In questa sorta di "privatizzazione" della sfera pubblica, non è soltanto la dimensione del pubblico ad appiattirsi su quella del privato, ma è anche il privato a cedere parte della propria intimità, rendendo pubblicamente accessibili i propri pensieri e le proprie emozioni. Un fenomeno questo amplificato dal continuo moltiplicarsi di format televisivi, incentrati sulla messa in scena della realtà, dove la quotidianità di un privato cittadino si trasforma in un modello di intrattenimento collettivo, e supportato da uno strumento come internet, che rendendo visibile la vita di milioni di persone ad altri milioni di persone sparse per il mondo, provoca la scomparsa di una sfera autenticamente privata.
Daniel Innerarity, professore di Storia della filosofia presso l'Università di Saragozza, prende spunto da queste considerazioni per tentare di delineare, attraverso le pagine del suo ultimo libro, una nuova definizione di spazio pubblico. Constatando come il confine tra l'azione pubblica e l'intimità privata tenda ad essere sempre più labile, Innerarity afferma che in realtà "il concetto di spazio pubblico introduce una distinzione tra vita pubblica ed esperienza privata", anche se tale distinzione "viene attualmente oscurata". Questo processo di progressivo deterioramento dello spazio pubblico è stato fomentato dai mutamenti che hanno attraversato la città, che da luogo per eccellenza dell'affermazione dello spazio pubblico risulta essere oggi la massima espressione dell'iper-soggettivismo. Eppure se tutti questi fattori sembrano urlare a gran voce la morte dello spazio pubblico, ciò che emerge dalla riflessione di Innerarity è l'ineluttabililità della dimensione corale, in quanto "noi esseri umani siamo nel mondo al plurale". Lo spazio pubblico per continuare ad assolvere le sue funzioni sociali e politiche, necessita allora di nuovi paradigmi che sappiano interpretare i cambiamenti provocati dalla contemporaneità. E nel panorama attuale, un'istituzione come l'Unione Europea sembra essere un buon esempio di "nuovo" spazio pubblico. Una realtà, che in virtù della sua complessa struttura di governo, ha saputo modificare il modo di concepire ed esercitare il potere, dispiegando un gioco di cooperazione, dove la pluralità più che essere un problema, diviene la soluzione.

Per la rubrica Tafter - Numero 76 novembre 2008