RIVISTA D'AREA DEI CASTELLI ROMANI

Archeologia

Le case medievali di Lanuvio

Casa medioevale, angolo sud ovest del castello, in prossimità della Torre dell'anello (Torrione)

A Lanuvio in Piazza S. Maria Maggiore si scorge oggi un edificio in opera mista perfettamente conservato ed inglobato nel successivo Palazzo Colonna. Si tratta di una casa con torre di epoca medievale nel cui pianoterra si aprono due ingressi con arco a tutto sesto e ghiera in laterizi ammorsati alternativamente a testa e taglio. Compreso tra questi due ingressi se ne trova un altro, più stretto, con arco a sesto rialzato. La torre invece è dotata di una finestra con piattabanda, sempre in laterizi, ed arco di scarico soprastante. La muratura della casa con torre è costituita da un paramento in opera mista formato da 3-4 filari di blocchetti di tufo alternati da due filari di laterizi. Lungo le spalle di sostegno degli archi invece questo ritmo muta a favore dei filari di laterizi, tre dei quali si alternano infatti ad un solo filare di blocchetti di tufo. All'estremità sinistra si può osservare come la muratura in conci di tufo del Palazzo Colonna, appoggiandosi a quella della casa con torre, crei un dente di risulta sporgente. È probabile che nel momento in cui le venne addossato il Palazzo Colonna la torre fu ulteriormente rialzata di un piano. Si nota infatti una finestra con arco a sesto ribassato e ghiera in mattoni alternati rossi e avana, dal bel effetto cromatico, simile a quella che compare sul fianco sinistro di Palazzo Colonna e quindi ad esso contemporanea.

Questa tipologia edilizia andrebbe confrontata con quella presente nella vicina Velletri, dove la Cattedrale di S. Clemente e la Torre del Trivio vennero costruite nel Trecento con una muratura simile in fasce alternate di tufelli e laterizi, il che permetterebbe di datare anche questa casa con torre allo stesso periodo. È probabile inoltre che a causa della sua posizione, affacciata verso la platea medievale e posta di fronte alla chiesa castrense di S. Maria, questa casa con torre corrisponda alla residenza comunale di Civita Lavinia, peraltro attestata a Lanuvio da un documento del 1502 con il termine Domus Comunis.

Nella vicina Piazza Borromini è presente un'altra casa medievale che riutilizza un rilievo marmoreo romano con tritoni, oggi completamente restaurata ma visibile in una foto d'epoca dove compaiono anche degli archetti pensili ed una bifora.
La platea medievale, corrispondente all'odierna Piazza di S. Maria Maggiore, era uno dei punti vitali della città ed il luogo dove probabilmente si svolgeva il mercato cittadino. Su di essa si affacciavano la chiesa di S. Maria, alcune case medievali, forse la residenza comunale ed in seguito anche il Palazzo Colonna. In questa platea era presente anche una fontana, la quale venne abbellita in seguito da un sarcofago romano di marmo, nel quale è raffigurata una scena di commiato al defunto con al centro la porta dell'ade appena socchiusa.

In Piazza Centuripe si conserva un'altra abitazione medievale con portale ad arco a sesto acuto a conci radiali, oggi tamponato, sorretto da due pilastrini con mensole, nella cui chiave di volta è scolpito un giglio. Un altro portale, simile al precedente ma in peggior stato di conservazione, si scorge invece sul lato sinistro dell'abitazione, mentre sul lato verso la piazza si aprono due finestre, la più piccola delle quali è a strombo. La muratura invece è costituita da blocchetti di tufo appena sbozzati e posti in opera irregolarmente. Questa abitazione, databile nel corso del Trecento, andrebbe identificata in una di quelle domorum o palaciorum menzionate nel 1354 all'interno del Castrum di Lanuvio.

In un documento del 3 aprile 1342 Pietro e Giovanni Frangipane vengono menzionati per la prima volta come signori del Castrum Civitatis Laviniae, contro i quali poco dopo la città di Velletri inviò il proprio esercito, in quanto ribelli al senato ed al popolo romano. Pochi mesi più tardi, il 25 ottobre 1342, il comune di Roma scagiona gli stessi veliterni dalle condanne nelle quali erano incorsi in seguito agli eccessi compiuti contro Pietro Frangipane e gli abitanti di Civita Lavinia.
Da questi documenti risulta evidente che nel XIV secolo i Frangipane ottennero l'investitura del Castrum di Civita Lavinia, mentre da altre fonti sappiamo che a costoro spettava soltanto la quarta parte del castello e del territorio lanuvino.

È probabile quindi che nella prima metà nel XIV secolo il monastero romano di S. Lorenzo f.l.m. abbia venduto parte del castello e del territorio lanuvino a questa nobile famiglia romana, ed è lecito supporre che proprio in seguito a questa parziale cessione il castello cambiò denominazione, poiché da qui in avanti lo troveremo sempre menzionato come Civita Lavinia. Evidentemente si volle ripristinare la precedente denominazione di epoca romana, ovvero Lanuvium, confondendo però questa città con Lavinium, oppure considerandole entrambi la stessa città.

L'angolo Sud-Ovest del castello, in prossimità della Torre dell'Anello, è conosciuto oggi anche con il termine di " Torrione " a causa della presenza in questa zona di un edificio medievale, ritenuto scomparso ed invece ancora oggi conservato.
Il toponimo inoltre si è mantenuto anche nella viabilità moderna attraverso Via del Torrione, parallela a Via Capocroce.

Questo edificio compare in alcune foto d'epoca ed anche in alcuni disegni raccolti da Lampe. In uno di questi, della fine del Settecento, compare un palazzo fortificato interno alle mura, a ridosso e perpendicolare ad esse e più alto della vicina Torre dell'Anello. Questo edificio era difeso ai lati da due torricelle, una delle quali si affacciava sulla sottostante Piazza del Tempio d'Ercole ed era sostruita da un robusto sperone. In questa si scorgono inoltre una finestra centrale, due serie parallele di buche pontate ed una merlatura guelfa. Anche il corpo centrale del palazzo era provvisto di una finestra ed era decorato sulla sommità da alcuni mensoloni, che sembrano sostruire il parapetto di un camminamento di ronda. Questa struttura era difesa da un'altra torricella anche verso l'interno del paese, simile alla precedente ma in peggior stato di conservazione, la quale invece non viene raffigurata nell'acquerello successivo del Labruzzi.

Dal confronto con queste raffigurazioni è possibile identificare questo edificio con quello a pianta rettangolare visibile al termine di Via Capocroce, all'interno di una proprietà privata, costituito da una muratura in tufelli del XIV secolo ed oggi privo delle due torricelle laterali.

È evidente che ci troviamo di fronte ad un palazzo signorile dotato di fortificazione propria ed interno al castrum, il quale andrebbe identificato con quel Castellario menzionato nel 1354 tra gli edifici di Civita Lavinia.
Infatti con il termine Castellarium, sinonimo di Castellum, venivano spesso indicati nel Medioevo quegli edifici fortificati interni alle mura cittadine e pertinenti alle residenze signorili, e nel caso di Lanuvio è lecito ritenere che esso corrisponda alla residenza castrense dei Frangipane. È probabile inoltre che questo Castellario, noto in seguito con il termine moderno di Torrione, occupasse proprio quella quarta parte del castrum civitano pertinente ai Frangipane.

Per la rubrica Archeologia - Numero 76 novembre 2008