RIVISTA D'AREA DEI CASTELLI ROMANI

Biblioteca di Trimalcione

Il pasticcio di Natale

La "cucina sul cortile" è il luogo dell'infanzia e della prima giovinezza della scrittrice Maria Rita Gismondo che negli anni sessanta abbandona Catania per sfuggire ai dettami di una educazione rigida ed antiquata e per gettare le basi di una nuova esistenza professionale ed umana. La ferrea volontà di cancellare il passato verrà tuttavia piegata dal lento logorio del tempo che travolge e inghiotte rancori e rimpianti. In Sicilia tornerà più volte ma la riconciliazione definitiva con la sua terra d'origine e con le numerose presenze che hanno popolato il primo tratto della sua esistenza, avverrà in concomitanza con un evento luttuoso: la morte della madre. Solo allora, tornata nella vecchia casa dei genitori, la scrittrice ripercorre, come in una creazione onirica, momenti di vita vissuta legati all'età infantile e alla sua giovinezza. Le stanze, "pervase da un triste odore stantio", i muri dall'intonaco screpolato, le finestre dai molteplici scorci prospettici nonché gli oggetti di uso quotidiano legati alla tradizione di famiglia, possiedono infatti innegabilmente, un forte potere evocativo che, a poco a poco, riesce a penetrare nei recessi della sua anima. Il grande balcone, affacciato sul cortile interno, con l'alta balaustra dalla quale bambina osservava "lo spettacolo del mondo", rimasto imprigionato nella memoria di una mente infantile, si rivela in realtà un terrazzino dalla misure modeste. Spazi dilatati o ristretti dal ricordo, popolati ormai da volti senza nome. Il vecchio comò, un tempo perennemente chiuso a chiave, rivela al suo interno altri preziosi frammenti di vita: fotografie, cartoline, lettere, biglietti, ninnoli dell'infanzia... e sotto "un'orrenda palla di vetro che intrappola una Venezia innevata un quaderno nero, con la copertina crespa e le pagine ingiallite". Un quaderno di cucina, vergato con la bella calligrafia di un tempo, dove sono meticolosamente annotate per ciascuna ricetta, oltre agli ingredienti necessari per la realizzazione del piatto, anche l'occasione in cui sono stati realizzati. Un viaggio sensoriale che ripercorre gli eventi importanti della vita di una famiglia siciliana. Profumi, colori, suoni, sapori si avvicendano nel racconto, restituendoci le sembianze di un volto conosciuto, il rumore degli attrezzi di cucina, l'atmosfera gioiosa di una ricorrenza famigliare o i "rituali" di una festa religiosa. E le ricette, che intersecano piacevolmente l'intera narrazione, ci raccontano una Sicilia dalla cultura gastronomica complessa in quanto frutto dei molteplici contributi apportati dalle diverse civiltà che si sono succedute sull'isola.


[...] Il Venticinque era il giorno del grande pranzo. In Sicilia festa vuol dire soprattutto mangiare. Finita la novena, liquidato il cornamusaio, dispensati i regali ai poveri, tutta 1'attenzione e le energie erano dedicate al pranzo di Natale. Si ripeteva il rito degli inviti, della preparazione delle pietanze e la sagra immancabile dei dolci, tutto pervaso da una vena di commozione, quasi di tristezza. Non ho mai capito perché in una data in cui si dovrebbe festeggiare una nascita, tutto diventi sempre lacrimevole. Non si è né più ricchi, né più poveri di Pasqua e di tutte le altre feste, ma a Natale la tristezza è sempre dietro l'angolo. L'ipocrisia della bontà natalizia esisteva anche allora. Era l'occasione per dimostrare alla gente la propria generosità e opulenza. Al gioco ci stavano sia i ricchi che i poveri: i primi coglievano l'occasione per pavoneggiarsi e i secondi ne approfittavano, dipingendo con toni ancor più cupi il loro disagio. Alla fine, il conto si chiudeva sempre in pari; era il gioco delle parti [...] Finita la festa, ognuno sarebbe tornato al suo posto: bontà e generosità riposti in gran parte in soffitta, in attesa del prossimo anno. Lasagne cacate*, galline ripiene, pesce, insalate d'arance affollavano la tavola natalizia, accolti con gioia ed appetito dai commensali, che avevano già miracolosamente smaltito e dimenticato la cena della vigilia e tutti gli schiticchi** di quel periodo. L'inverno, peraltro, imponeva piatti e vini robusti. A metà pranzo, i volti si infiammavano e la discussione procedeva con toni che andavano scemando. I bambini, furbi e lucidi, percepivano un'opportunità nel calo di riflessi e di energie degli adulti e ne approfittavano per abbandonarsi ad ogni monelleria, per scorrazzare e urlare, sicuri di rimanere indisturbati. Dopo i dolci ed il caffè, di solito, non ci si tratteneva tanto. Piuttosto gli ospiti andavano a casa e poi tornavano la sera, per giocare ancora a carte. La stanchezza era visibile. Non erano i postumi di una festa, quella era gente provata da quindici giorni di "cucina intensiva"! [...]

 

La ricetta
Pasticcio di Natale

Preparazione tradizionale della città di Noto (Siracusa), capitale del Barocco siciliano. Zona: Sicilia Sud-Orientale

Ingredienti
400 g di maccheroni caserecci
300 g di cime di broccoli
600 g di pasta di pane di grano tenero lievitata
400 g di pomodori
400 g di ragù preparato con polpa magra di maiale
mezzo bicchiere di vino rosso invecchiato
250 g di ricotta
100 g di piacentino grattugiato
olio d'oliva
prezzemolo
1 cipolla
1 limone
sale e pepe

Preparazione
Ricavate due dischi sottili lavorando la pasta di pane con olio e succo di limone. Adagiate uno di essi in una teglia circolare unta d'olio in modo da ricoprire con la pasta anche i bordi del recipiente. Quindi preparate il ripieno. Dapprima fate soffriggere in una padella con olio, cipolla tritata e prezzemolo, la polpa di maiale a cui vanno aggiunti i pomodori spezzettati, il vino, sale e pepe; ultimata la cottura la polpa deve essere tritata. Lessate le cime di broccoli e fatele saltare in padella. Quindi dopo averli lessati e scolati condite i maccheroni con il ragù di carne precedentemente preparato. Sistemate all'interno del disco di pasta posto nella teglia, i maccheroni, il resto dell'impasto e sopra di essi le cime di broccoli, la ricotta e il formaggio grattugiato; condite con olio, sale e pepe e quindi adagiate, come fosse un coperchio, il secondo disco di pasta, facendo combaciare bene i due bordi. Forate la superficie con una forchetta. Mettete in forno e fate cuocere fino a quando la superficie apparirà dorata. Spennellate con poco olio e servite il piatto caldo.

 


Maria Rita Gismondo
E' nata a Catania nel 1954. Si è laureata in Medicina e Chirurgia e in Scienze Biologiche. E' Professore Associato di Microbiologia Clinica presso l'Università Statale di Milano, direttore del Laboratorio di Microbiologia dell'Azienda Ospedaliera L. Sacco di Milano e responsabile del Laboratorio BSL4 (centro di riferimento nazionale per le emergenze infettivologiche e bioterroristiche pandemiche). E'autrice di numerosi articoli di carattere scientifico. Ha ricevuto molteplici riconoscimenti alla New York Academy of Science. Nel 2004 gli è stato consegnato il Premio "Angelo dell'Anno" e l'anno successivo la Benemerenza Civica della Città di Milano "Ambrogino D'Oro". E' Woman of Achievement per il 2007. E' Presidente e fondatrice di Fondazione Donna a Milano Onlus, che si occupa di prevenzione sanitaria e integrazione socio-culturale, per lo sviluppo e il miglioramento delle condizioni delle donne. Ha pubblicato un libro per ragazzi dal titolo "Un camice per mamma", edito dalla Casa editrice Ulisse nel 2003.

 


Natale in cucina
Bibliografia essenziale

Tagliavini Isora, La cucina del Natale : ricette e menù di chef italiani, Bologna, Mida, [1990]
Cucina di Natale nei paesi europei, Milano, Mimosa, [1999?]
Boini Rita, Sforza Raffaella, Natale a tavola : usanze e ricette nell'Italia di ieri e di oggi, Lugano, Todaro, [1997]
Falanga Aldo, Tutto sul Natale : tradizioni, canti e ricette dal mondo, Roma, Città Nuova, c2000
Il grande libro di Natale : regali, decorazioni, ricette e tante idee per le feste, Milano, San Paolo, c2000
Semino Pietro, Di Bari Rolando, Feste in tavola, Milano, Fabbri, 2001
Barbagli Annalisa, Natale con chi vuoi : i menù delle feste . Natale con i tuoi : le ricette delle feste, Roma, Gambero rosso, 2002
Santunione Giovanni, L'incanto del Natale di una volta : tradizioni, auguri, pronostici, ricette, nello stile del buon tempo antico, Modena, Il Fiorino, 2003
Negri Nicoletta, Aru Nathalie, Dolci di Natale da tutto il mondo, Milano, Fabbri, 2004
Becht Brendan, I dolci delle feste, Milano, Corriere della Sera, 2005
Becht Brendan, Le ricette di Natale, Milano, Corriere della Sera, 2005
Motta Giovanna, Leonardo cuisine : 22 ricette di Natale tra '400 e '500, Ravenna, Edizioni del girasole, c2005
Natale in casa : tavole, ricette e addobbi per creare atmosfera, [a cura di Cristina Bottari], Milano; Parma, Food, stampa 2006
Porzio Stanislao, Il panettone : storie, leggende e segreti di un protagonista del Natale, Milano, Tommasi, c2007
Natale in cucina - Per i più piccoli
Natale rock : racconti, poesie, ricette , bricolage e... tanta musica!, Bergamo, Larus per l'infanzia, [2007]
Bussolati Emanuela, Un ... dolcissimo Natale, La Coccinella, c2004.


Filmografia
Pranzo di Natale, (Francia, 1999) di Daniele Thompson
Per conoscere altri titoli inclusi nella Collana "Gocce"
www.edizionidilattaonline.com

 


Note:

* Piatto tradizionale della cucina natalizia, diffuso nell'area di Modica, in provincia di Ragusa ed in particolare in tutta la Sicilia Occidentale, a base di lasagne condite con ragù di salsiccia e cotenna di maiale, ricotta fresca e pecorino. Il singolare nome della preparazione trae origine dalla storica contrapposizione tra aristocratici e popolani: con l'ironica denominazione della ricetta si intendeva mettere alla berlina i piatti raffinati ed elaborati consumati dai nobili.
** capricci di gola
Maria Rita Gismondo, La cucina sul cortile, Milano, Edizioni di latta, 2008