Vivavoce - Rivista d'area dei Castelli Romani

RIVISTA D'AREA DEI CASTELLI ROMANI

Archeologia

La Diana di Ariccia al Festival del mondo Antico di Rimini

Diana Selene. Copia romana di un originale di età ellenistica  da Valle Ariccia

A giugno l'Archeoclub di Ariccia partecipa al Festival del Mondo Antico di Rimini, ma non va da solo, ci va con la scorta di una intera legione romana: la XXX Ulpia Traiana Victrix presieduta dal "generale" Ettore Pizzuti, con il quale l'Archeoclub ha istaurato un rapporto di proficua collaborazione.
I latini sono così tornati a raccontare la loro storia nella colonia fondata dai loro antenati. Sì, proprio da qui, da quello che un tempo era il territorio dell'antica Aricia - il Nemus Aricinum, che comprendeva quello degli attuali paesi di Albano, Ariccia, Genzano e Nemi - partirono i coloni latini che fondarono Ariminum. E insieme alle tecniche edilizie ed agricole, alla lingua e alla produzione ceramica, portarono al nord anche il culto di Diana. Nella sua ultima conferenza di ottobre, tenuta in anteprima a Rimini il 15 giugno, Alberto Silvestri, a Palazzo Chigi, ha incentrato il suo intervento sui profondi rapporti tra Diana Aricina e Diana Arimina. Anche a Rimini, come ad Ariccia, Diana era legata ai culti salutari, alle acque risanatrici e all'arte medica del dio Asclepio. Infatti l'effige della dea, raffigurata come cacciatrice, appare incisa sul coperchio di una sorta di "cassetta di pronto soccorso" che conteneva medicinali o ferri chirurgici e che è attualmente conservata nel Museo della Città di Rimini.
Ma le novità emerse durante il Festival del Mondo Antico non riguardano soltanto l'aspetto salutare del culto, che si intreccia con quello della cura delle partorienti e dei fanciulli, particolarmente cari alla dea. Gli Ariminesi, mantenendo il legame con la madrepatria - legame del quale sono ancora oggi orgogliosi - erano devoti anche a Diana Aricina, e quando, nel 236 a.C., i Galli tentarono di impadronirsi della loro città, ottennero i soccorsi da Roma e dal territorio latino. Sconfitto il nemico, una delegazione partì da Ariminum per ringraziare Diana e per portare ad Aricia un dono con una dedica di ringraziamento. A fine '800 nel Santuario della dea sulle sponde del lago di Nemi fu rinvenuta, a testimonianza di questo avvenimento, una piccola lamina di bronzo su cui stava scritto «PER IL POPOLO DI RIMINI». Diana, alla fine del III sec. a.C., mantenendo intatta la sua funzione di "Divinità della Lega Latina", era ancora in grado di difendere coloro che si ponevano sotto la sua protezione dai nemici forse più temibili: quelli umani.

 



L'avventura dell'Archeoclub d'Italia Aricino-Nemorense (l'Associazione conta nel 2008 n. 60 iscritti) inizia tre anni fa. Da allora sono state realizzate tre pubblicazioni (ed è in arrivo la quarta), la più prestigiosa delle quali, "Le erme bifronti di Aricia" del presidente Alberto Silvestri (2005), è presente nelle principali biblioteche italiane ed europee, pur essendo un volume di archeologia pubblicato in sola lingua italiana.
L'Archeoclub d'Italia Aricino-Nemorense è in Piazzale Aldo Moro s.n.c. ad Ariccia.
Recapiti telefonici:3883636502-3387689068; e-mail: archeoclubaricia@alice.it

Per la rubrica Archeologia - Numero 77 dicembre 2008