RIVISTA D'AREA DEI CASTELLI ROMANI

Musica

SI PUÒ VIVERE DI MUSICA?

Il territorio dei Castelli Romani è ricco di fermenti musicali, soprattutto da parte dei giovani che suonano per passione all'interno delle associazioni musicali, nelle scuole, o in occasione di feste di paese. Molti gruppi di giovani musicisti sognano di trasformare questo loro hobby in una professione. In questo caso, quali possibilità e prospettive offre loro l'ambiente dei Castelli per potersi esibire ed affermare? Intorno a questa domanda si sviluppa la riflessione del musicista Gianluca Simonelli, direttore della scuola di musica Nota Bene di Velletri, insegnante di musica e chitarrista in diversi gruppi.
La realtà che ne emerge non è molto positiva: in sostanza chi si dedica alla musica è consapevole del fatto che è estremamente difficile pensare di poterne vivere, senza affiancare a questa un'altra o più attività lavorative di diverso tipo. Una tale situazione non è ovviamente solo sintomatica delle difficoltà presenti nel territorio dei Castelli, ma coinvolge fattori più generali che riguardano la stessa figura del musicista o cantante come professionista.
Alcune band nate nei Castelli Romani negli ultimi anni sono riuscite a raggiungere un certo livello di popolarità, anche in altre città italiane. Tra queste possiamo ricordare i Rasàli, gruppo attivo dal 1997 al 2006; i Tremendicanti, band veliterna nata nel 2001 e i Cappello a Cilindro, gruppi che adesso suonano in alcuni dei più conosciuti locali di Roma. Sono esempi che rappresentano comunque un'eccezione rispetto alla quantità di musicisti in cerca di affermazione.
Il nostro territorio non offre sufficienti disponibilità di spazi ed eventi per l'esibizione di giovani gruppi. Nonostante la realizzazione di diverse iniziative - quali l' "Oasiartfestival" a Genzano, il progetto "Frammenti" a Frascati a cura dell'associazione culturale "Semintesta", la "Festa della musica" a Lanuvio, tutti dedicati ai giovani musicisti emergenti, e ancora il progetto di didattica musicale "MusicOrienta" a cura del musicista Vittorio Nocenzi - si tratta comunque di eventi che non hanno una gran risonanza al di fuori dei paesi dove si svolgono e i loro dintorni.
Per quel che riguarda i locali della zona, non sono numerosi quelli che propongono una continua programmazione di musica live, e anche in questo caso il richiamo di pubblico è abbastanza circoscritto: è raro che il pubblico romano si ritrovi in questi locali apposta per ascoltare i concerti proposti, ad eccezione di luoghi di ritrovo come il "Geronimo's pub" o "Stazione Birra", che hanno in effetti una collocazione più vicina a Roma. Alla realtà dei locali e dei compensi molto bassi per i gruppi che vi suonano, si lega la difficoltà da parte di questi gruppi di proporre e vedersi richiedere un repertorio di pezzi originali, di loro composizione. Per molte band - e di conseguenza per i locali - risulta più semplice attirare il pubblico proponendo cover di un gruppo o un cantante famoso, spesso con un richiamo anche vocale e di immagine al personaggio evocato. Il fenomeno delle cover band, non limitato solo alle realtà locali, rispecchia un panorama musicale nel quale, se da una parte sono poche le proposte veramente valide e innovative, dall'altra la competenza musicale può risultare, ai fini del successo, secondaria rispetto alla necessità di creare un "personaggio", come possiamo riscontrare nelle numerose trasmissioni televisive basate su esibizioni canore, dove si ottiene più facilmente una notorietà basata sull' "immagine".
L'ambiguità nella formazione di un musicista professionista è insita anche nello stesso percorso di studi di chi sceglie il conservatorio; nelle zone vicine sono presenti il conservatorio di "Santa Cecilia" a Roma, quelli di Latina e di Frosinone. Ma chi è attualmente iscritto ad un corso di questo tipo non ha ancora una completa certezza del valore del titolo di studio che gli verrà rilasciato, ossia se questo verrà considerato alla stregua di una laurea universitaria, oppure come una laurea breve o un titolo cosiddetto "equivalente".
Queste considerazioni non vogliono apparire come un modo per scoraggiare i giovani che intendono portare avanti l'arte della musica, piuttosto come un invito ad una maggiore valorizzazione di quest'arte, a partire dalla ricchezza propria del nostro territorio dei Castelli Romani.

Per la rubrica Musica - Numero 72 giugno 2008