RIVISTA D'AREA DEI CASTELLI ROMANI

Tafter

Cultura e Impresa

La difficile arte di essere una fondazione

Espressione della società civile, le fondazioni hanno conosciuto un utilizzo crescente anche nel campo del management culturale. Impegnate in diversi ambiti, che vanno dalla promozione dei molteplici linguaggi dell'arte contemporanea alla tutela del paesaggio, dalla riscoperta delle tradizioni culturali locali all'erogazione di servizi per la comunità, le fondazioni necessitano di essere sapientemente gestite per poter mettere a frutto le proprie potenzialità...

L'individuazione di modelli gestionali capaci di coniugare la tutela e la conservazione dei beni culturali ed ambientali con la fruizione e la promozione del patrimonio tangibile ed intangibile, di cui essi sono espressione, ha portato ad un infittirsi del dialogo tra attori pubblici e privati. L'imprescindibile necessità di reperire ingenti risorse finanziarie e la rilevante valenza economica e sociale propria di questo ambito produttivo hanno richiamato l'attenzione del mondo imprenditoriale e dei singoli cittadini, sollecitando l'adozione di soluzioni organizzative e strategiche, attente al raggiungimento di determinate performance economiche e al coinvolgimento degli stakeholder.
L'esternalizzazione dei beni e dei servizi culturali, a partire dall'emanazione della Legge Ronchey in poi, ha reso possibile la progressiva concessione a soggetti diversi da quelli statali della gestione di molte delle attività volte a migliorare le modalità di fruizione e le azioni di valorizzazione. All'interno di scenari così caratterizzati, il modello della fondazione - nelle sue molteplici declinazioni - risulta essere oggi ampiamente utilizzato, evolvendo da semplice forma di mecenatismo a vero e proprio strumento di amministrazione e controllo, in grado di mettere in relazione risorse private con finalità pubbliche, dando voce al pluralismo e alla partecipazione. L'European Foundation Centre di Bruxelles definisce le fondazioni come enti privati senza fini di lucro, dotati di un proprio patrimonio, di una propria struttura organizzativa e di un proprio organo di governo, i quali utilizzano i mezzi finanziari a loro disposizione per il raggiungimento di scopi di pubblica utilità. Secondo il VII Rapporto annuale sulle fondazioni curato dal Giornale dell'Arte in collaborazione con il Centro di Documentazione sulle Fondazioni, risultano essere 220 le fondazioni culturali attive sul territorio nazionale nel 2006, mettendo in evidenza una disomogenea distribuzione geografica, testimoniata da una maggiore concentrazione nelle regioni nord - occidentali delle istituzioni che operano in campo artistico, con particolare riferimento alle visual arts e alla tutela e promozione dei beni storici, artistici e architettonici. Le risorse messe a disposizione da tali strutture hanno superato complessivamente, sempre nel corso del 2006, i 550 milioni di euro, rappresentando oltre un decimo della spesa pubblica in questo settore.
Non limitandosi alla realizzazione di iniziative che ruotano intorno alla promozione e alla diffusione dell'arte contemporanea, le fondazioni attive nel campo della cultura risultano essere coinvolte in progetti di vario tipo che, abbracciando una pluralità di tematiche, testimoniano l'esistenza di un rapporto profondo e consolidato con il territorio. La "Fondazione per Leggere - Biblioteche Sud Ovest Milano", istituita nel maggio 2006, rappresenta il primo caso italiano di un sistema bibliotecario territoriale gestito attraverso questa forma giuridica. Comprendendo al suo interno cinque sistemi bibliotecari - dell'Abbiatense, del Castanese, di Corsico, del Magentino e di Rozzano, che coprono un terzo dell'estensione della provincia di Milano, interessando una popolazione di quasi mezzo milione di abitanti -, la Fondazione per Leggere annovera tra i suoi principali obiettivi il pieno accesso all'informazione, alla cultura e alla conoscenza, l'incremento della qualità dei servizi offerti, apportando nuove risorse per lo sviluppo del capitale umano e sociale del proprio territorio, e la promozione e la diffusione della cultura della biblioteca pubblica - sia come spazio aperto alla collettività, sia come soggetto capace di relazionarsi e di interagire con i cittadini e con le istituzioni locali. Attraverso l'adozione di linee strategiche orientate verso le componenti interne ed esterne al proprio sistema organizzativo, questa inedita modalità di cooperazione bibliotecaria si presenta come una struttura capace di garantire agli enti locali fondatori un discreto potere di indirizzo e controllo sulle politiche decisionali da intraprendere, e al contempo di stimolare la partecipazione della comunità locale, sfruttando diversi canali di comunicazione e scambio con l'ambiente esterno.
All'interno di contesti vasti ed articolati, la valorizzazione del territorio e la salvaguardia del paesaggio divengono ulteriori e rilevanti campi d'intervento, come dimostrato dalle azioni intraprese dalla "Fondazione per la Tutela del Chianti Classico", nata nel 1991 per volere dello storico Consorzio Vino Chianti Classico, con lo scopo di tutelare il patrimonio ambientale del territorio chiantigiano, il suo sviluppo sociale ed economico, e la valorizzazione delle sue eredità artistico - culturali. La fondazione, che opera un costante controllo sugli strumenti di pianificazione urbanistica adottati dalle amministrazioni locali, al fine di individuare le soluzioni più consone per uno sviluppo sostenibile dell'intera area, svolge un'intesa attività di studio, con l'organizzazione di convegni, seminari, iniziative didattiche e di animazione territoriale. Raccogliendo il consenso di molte aziende che operano sia nei principali settori agricoli legati alla produzione dell'olio e del vino, sia nell'ambito dell'accoglienza turistica, la Fondazione per la Tutela del Chianti Classico è impegnata dal 1996 nei lavori di restauro del grande complesso conventuale settecentesco di Santa Maria al Prato in Radda di Chianti, destinato ad ospitare la sede della fondazione, oltre che un'esposizione permanente dei capolavori artistici provenienti dal territorio del Chianti, adottando logiche d'intervento orientate verso il mantenimento del delicato equilibrio tra paesaggio e spazi antropizzati.
Lungi dall'essere una panacea per tutti i mali, soprattutto di carattere economico - finanziario, l'assetto gestionale tipico delle fondazioni si dimostra essere una scelta vincente quando può contare su una solida autonomia finanziaria e su una reale condivisione degli obiettivi istituzionali e delle modalità per raggiungerli. Venendo meno questi due aspetti, la fondazione rischia di restare intrappolata nelle trame delle proprie problematiche, in quanto non è sempre possibile istituire un parallelismo tra questa soluzione tecnico-giuridica e il buon funzionamento della stessa.

Per la rubrica Tafter - Numero 70 aprile 2008