RIVISTA D'AREA DEI CASTELLI ROMANI

Cinema

SORDI A FRASCATI: Il vigile (1961)

«Via Tuscolana, Villa Apolloni e la sontuosa Villa Aldobrandini fanno da cornice ad una memorabile sequenza del film»

Ispirato ad una storia di cronaca vera, quella di un vigile inflessibile che, alla fine degli anni '50, osò multare il questore di Roma e che per questo fece una brutta fine, il film di Luigi Zampa è una commedia di costume caustica e graffiante sull'Italia del miracolo economico, un paese alle prese con il boom, ma che rimane profondamente provinciale e qualunquista e nel quale (allora come oggi) raccomandazioni e favoritismi sono all'ordine del giorno per trovare lavoro o fare carriera.
Nel film Alberto Sordi interpreta uno dei suoi personaggi più celebri e divertenti, Otello Celletti, perdigiorno mantenuto da moglie e cognato, che improvvisamente, grazie ad una raccomandazione del sindaco, riesce a coronare il suo sogno: farsi assumere nel corpo dei vigili motociclisti della capitale. Orgoglioso nella sua uniforme nuova di zecca, il vigile Celletti non perde occasione per pavoneggiarsi e prendersi finalmente una rivincita con i concittadini che prima lo avevano sempre deriso e denigrato. Una grande opportunità gli è offerta proprio dall'incontro con la diva del cinema Sylva Koscina, nei panni di se stessa, che, per sdebitarsi con il vigile che ha chiuso un occhio sulle sue numerose infrazioni, lo ringrazia pubblicamente da un programma televisivo. Ma la notizia giunge anche ai suoi superiori e Celletti viene redarguito duramente. Da allora diventa zelante e inflessibile, finendo per multare persino l'auto del sindaco (Vittorio De Sica) ...
Girato quasi interamente tra Viterbo e dintorni, il film si ricorda anche per una memorabile sequenza girata sulla Tuscolana, proprio alle porte di Frascati. Si tratta di quella che è forse la scena più divertente del film con Albertone nazionale in forma davvero strepitosa. Avendo saputo da un passante che l'auto della Koscina è rimasta in panne, Celletti si precipita sul posto. La scena è filmata proprio sulla via Tuscolana, subito dopo l'attuale distributore di benzina della ERG che nel film è la Shell, all'altezza dell'attuale Mercatino dell'usato (ospitato nelle antiche scuderie di Villa Apolloni), che nel film è invece il ristorante Bellavista. A tu per tu con l'affascinante attrice, Celletti non riesce a staccarle gli occhi di dosso ma, nonostante faccia di tutto per mettersi in mostra e per cercare di esserle d'aiuto, con le sue bislacche iniziative riesce solo a combinare danni. In attesa dell'arrivo del figlio, provetto meccanico, che riparerà la macchina della diva, Celletti sistema il triangolo d'emergenza nel bel mezzo della Tuscolana (ovviamente il triangolo provocherà un incidente) e invita l'attrice al vicino ristorante Bellavista, continuando a corteggiarla insistentemente. Durante la scena con la Koscina, e poi con il malcapitato motociclista, scivolato proprio sul triangolo posizionato malamente da Celletti, si scorge ripetutamente il muro di cinta della cinquecentesca villa Apolloni, recentemente restaurata, e sullo sfondo la facciata della sontuosa villa Aldobrandini.
Il film, che riscosse all'epoca un grande successo di pubblico, ebbe invece diversi guai con la censura. Zampa, Sordi e gli sceneggiatori del film, infatti, non mancarono di lanciare frecciate velenose contro la burocrazia, la giustizia (che naturalmente non è uguale per tutti) e più in generale nei confronti dell'arroganza e del malcostume dei potenti di turno, avvezzi a tangenti e bustarelle. Due scene, oggi reintegrate nel dvd edito da Medusa, vennero proprio tagliate: una è quella in cui il figlio di Sordi esclama «È un'ingiustizia!» e gli viene risposto che alle ingiustizie è meglio abituarsi fin da piccoli; l'altra è la comparsa di Mara Berni sdraiata sul letto in abiti succinti.
Non era la prima volta che Sordi indossava la divisa di vigile. Anche in Guardia, guardia scelta, brigadiere e maresciallo (1956), l'attore romano è un vigile integerrimo che alla fine viene trasferito fra le nebbie di Milano.

Per la rubrica Cinema - Numero 68 febbraio 2008