RIVISTA D'AREA DEI CASTELLI ROMANI

Architettura

Luciano Giovannini architetto tuscolano

Una tra le più significative personalità che hanno caratterizzato l'ambiente culturale tuscolano nello scorso secolo è certamente quella dell'architetto Luciano Giovannini, (Frascati 1924 - Roma 1993). Per quanto sin dall'età giovanile, in seguito ai bom-bardamenti che distrussero la sua città natale nel 1943, si fosse trasferito a Roma con la sua famiglia, egli continuò infatti per tutta la vita a frequentare Frascati, mantenendovi molte amicizie e svolgendovi numerosi incarichi professionali, sia pubblici sia privati.
Anche per tale motivo, nel quadro del naturale legame tra l'Università degli Studi di Roma Tor Vergata e l'Area Tuscolana e dell'interesse che ormai da vari anni il Di-partimento di Ingegneria Civile dell'Ateneo rivolge ai relativi aspetti architettonici, l'autore delle presenti note sta sviluppando il tema "Disegno e Costruzione nell'architettura di Luciano Giovannini" nell'ambito del Dottorato di Ricerca.
Dopo essersi laureato in Architettura a Roma nel 1951, Giovannini entrò presto a far parte del fertile ambiente culturale (comprendente architetti, designer, artisti, intellettuali) riunito in quegli anni attorno a sé da Adriano Olivetti. Trasferitosi per un certo periodo a Ivrea, vi partecipò a varie attività di pianificazione urbanistica: fu membro, tra l'altro, del Gruppo Tecnico per il Coordinamento Urbanistico del Cana-vese e al gruppo di progettazione per il Quartiere FIE (1960).
Giovannini iniziò, al contempo, a collaborare con Ludovico Quaroni: una personalità di assoluto spicco per l'architettura italiana del dopoguerra e forse la figura di mag-gior rilievo sulla scena romana. Con Quaroni partecipò ai gruppi progettuali per il Quartiere Ina-Casa di San Giusto a Prato (1957), per il Quartiere CEP alle Barene di S. Giuliano a Mestre-Venezia (1963) - un progetto di concorso che, pur non realiz-zato, ha costituito un punto di riferimento per la cultura urbanistica e architettonica non soltanto italiana - e per il restauro del Palazzo Orsini al Teatro di Marcello in Roma (1962-65).
In collaborazione con l'architetto Massimo Boschetti e altri colleghi, Giovannini rea-lizzò inoltre l'Istituto di Chimica Farmaceutica e Tossicologia dell'Università degli Studi di Roma (1962, primo edificio costruito nella Città Universitaria dopo la sua realizzazione originaria nel periodo fascista), il Policnico Infantile di Bari (1971), il Centro permanente per l'assistenza all'infanzia ad Anzio per la Fondazione Giusep-pina Saragat (1967-68). Dei gruppi di progettisti per le ultime due realizzazioni fa-ceva parte anche l'ingegnere Aldo Livadiotti, con il quale Giovannini collaborò per alcuni anni realizzando, tra l'altro, la conversione del vecchio Monastero dei Barna-biti a Macerata in sede per le Facoltà di Giurisprudenza, di Lettere e dell'Istituto di Medicina Legale dell'Università del capoluogo marchigiano.
Per la sua città natale, Giovannini collaborò alla redazione del Piano Regolatore Ge-nerale (con G. Guerrieri, L. Lapis e U. Luccichenti, 1961) - le cui previsioni non so-no mai state realizzate (purtroppo) per la parte relativa al nuovo sistema di viabilità - e si occupò del centro storico, restaurando la chiesa di S. Maria in Vivario e risi-stemando la vicina piazza S. Rocco (con la reintegrazione, in posizione centrale, della storica fontana ottagonale che era stata precedentemente smembrata e ad-dossata al Palazzo Vescovile). In collaborazione con l'ingegnere tuscolano Vincenzo Donati costruì poi il nuovo padiglione dell'Ospedale S. Sebastiano lungo la via Enri-co Fermi (1970, realizzato ma mai utilizzato per le funzioni previste). Nella stessa Frascati (e nella vicina Grottaferrata) costruì vari villini uni- e bifamiliari e progettò anche gli allestimenti di alcuni negozi; nei primi anni Sessanta ebbe, inoltre, un ruolo di consulente nell'acquisizione della storica Villa Rufinella (Tuscolana), caduta in condizioni di abbandono, da parte dei Salesiani di Villa Sora (ove aveva frequen-tato il liceo classico), iniziando anche a predisporre un progetto per il restauro (1962) che non ebbe, purtroppo, seguito: l'incarico fu poi affidato ad altri profes-sionisti (con risultati non esaltanti).
Un capitolo importante dell'attività professionale di Giovannini - che sempre più si svolse in collaborazione con il fratello Giorgio, nato (anch'egli a Frascati) nel 1932 - fu quello relativo alla Turchia, per la quale iniziò a lavorare nell'ambito di un pro-gramma triennale (1968-1971) di assistenza del Governo Italiano ai Paesi in via di sviluppo realizzando, tra l'altro, il piano regionale della Cappadocia (1969) e svol-gendo attività di consulenza per il Ministero del Turismo. In questo quadro si colloca la progettazione di due villaggi turistici nella regione di Antalya, a Kemer (1970) e a Side (1974, non realizzato).
Ulteriori complessi turistici furono da lui progettati per l'iraniana Babolsar sul Mar Caspio (1974, non realizzato) e per Is Molas (1973), località della Sardegna posta di fronte alla penisola di Pula. Per quest'ultimo progetto, particolarmente ampio e articolato, Giovannini coordinò un team di specialisti nella realizzazione delle diver-se risorse (comprendenti due campi da golf da 18 buche).
Nel settore alberghiero egli si occupò altresì di arredamento, progettando nuove si-stemazioni interne per l'Hotel Excelsior e il Grand Hotel a Roma e per l'Hotel Danieli a Venezia, oltre a numerosi interventi di beautification e arredamento in vari Paesi esteri.
Con Piero Barucci capogruppo e altri progettisti, Giovannini partecipò altresì alla re-dazione del piano urbanistico per uno dei più ampi (e discussi) interventi di edilizia residenziale pubblica in Roma, il Quartiere Laurentino (1976).
Nell'ultimo periodo della sua attività, affiancato anche dal figlio Claudio - nato nel 1955 - egli ristrutturò, tra l'altro, lo stabilimento dell'industria farmaceutica Biome-dica a Ferentino (1981) e progettò un nuovo edificio per uffici per il Comune di Ri-voli (1986, non realizzato), occupandosi anche di arredo urbano nel Comune di Ro-ma, a seguito dei concorsi per le zone "O", Nucleo 31 - Valleranello e Nucleo 32 - Mulino S. Felicola.

Per la rubrica Architettura - Numero 68 febbraio 2008